XXXII Domenica tempo ordinario (C)

Gesù che parla alla gente“Oltre la morte, ci aspetta il Dio dei vivi!”

<<Commento di don Franco Galeone>>

(francescogaleone@libero.it)

 

 

*  La domenica “della fede nell’al di là”. La chiesa ci invita a riflettere su una verità centrale: la risurrezione dai morti, una verità che ripetiamo ogni domenica nel Credo. “Credo la risurrezione della carne”. Per il credente, varcata la soglia ultima della morte, si apre l’orizzonte della piena  comunione con Dio. Come il bambino che, arrivato il momento della nascita, esce dal suo mondo intrauterino e comincia a conoscere questo mondo. Questa verità ci deve tenere in continua tensione verso Dio senza perderci nelle sinuosità della cronaca quotidiana, spesso superficiale e ingannevole. Il presente, se sappiamo valorizzarlo, è capace di far germogliare il futuro della gloria.

 

* Molti, oggi, fanno fatica a credere all’al di là. Ciò è dovuto in parte alla critica marxista che vede nell’al di là un’evasione, un’alienazione dell’uomo, un oppio che allontana l’uomo dalle sue responsabilità ed in parte è dovuto anche al consumismo diffuso che porta a vedere il paradiso in questo edonismo terreno. La risposta cristiana è semplice: ogni soluzione sarebbe precaria se Dio non amasse davvero il mondo; il suo amore sarebbe una bugia se la conclusione fosse la morte; non sarebbe il Dio dei vivi, il Dio di Abramo, Isacco, Giacobbe, se questi uomini fossero morti definitivamente, diventati nulla e cenere. Gesù, però, rigetta ogni rappresentazione che la fantasia umana si fa del regno di Dio: “Quelli che sono giudicati degni della risurrezione dai morti, sono uguali agli angeli, sono figli di Dio”.

 

*  Il problema posto a Gesù dai sadducei, al di là della caricatura (una donna è stata moglie di sette mariti!), è importante e merita il tentativo di una risposta. Dobbiamo interrogarci circa il nostro futuro. E’ difficile perché viviamo in un ambiente materialista, ateo, agnostico, edonista. Pier Paolo Pasolini, scrittore e regista dalla produzione ambigua ma con intuizioni profonde e profetiche, nel 1973, durante una trasmissione televisiva, si chiedeva: “Il nuovo potere della seconda rivoluzione industriale non vuole più che io sia un buon cittadino, un buon soldato, un uomo onesto. Vuole che io sia semplicemente un consumatore. L’obiettivo di questa cultura è di trasformare gli uomini in consumatori e conformisti”. Cosa diventa l’uomo in questo mondo lontano da Dio? Il noto comico Petrolini risponde: “L’uomo è un pacco, un campione senza valore, che l’ostetrica spedisce al becchino!”.

 

* “Maestro, questa donna che ha avuto sette mariti, nelle risurrezione, di chi sarà?”. La domanda viene posta dai sadducei (= giusti), personaggi facoltosi e importanti, ai quali spettava l’elezione del sommo sacerdote. Preoccupati di mantenere i propri privilegi (come tutti i potenti!), erano accomodanti con gli odiati romani e, in campo religioso, non credevano nell’immortalità dell’anima. La domanda rivolta a Gesù non era pericolosa come quella se pagare o no il tributo a Cesare. Questa volta puntano sul ridicolo: una donna che ha avuto sette mariti, di chi sarà moglie dopo la risurrezione? La loro domanda tocca due aspetti: il “modo” della risurrezione e il “fatto” della risurrezione. Circa il “modo”, Gesù non nega la dimensione della corporeità, solo che questa va intesa in maniera diversa, non secondo schemi e fantasie umane e terrene: si tratta di una nuova creazione, di un mondo nuovo, che supera la nostra fantasia. Circa il “fatto”, Gesù così ragiona: l’amore onnipotente di Dio può tutto e le promesse di Dio sono mantenute e garantite. Non comportiamoci con Dio quindi come chi va ad ispezionare un alloggio! Il paradiso è Dio, è stare con lui! Non è un luogo ma è una Persona! Fidarsi di Dio, affidarsi a Dio è l’unica cosa giusta da fare.   

 

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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