VIA CRUCIS PERVENUTA DAL CENTRO GRUPPI DI PREGHIERA S.GIOVANNI ROTONDO

VIA CRUCIS
I STAZIONE: Gesù è condannato a morte Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Marco (15, 12-15) Pilato replicò: «Che cosa farò dunque di quello che voi chiamate re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono «Crocifiggilo!». Ma Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Preghiera ritrovata nel campo di concentramento di Ravensbruck Signore, ricorda non soltanto gli uomini di buona volontà , ma anche quelli di cattiva volontà . Non ricordare solo le sofferenze che ci hanno inflitto. Ricorda i frutti che abbiamo prodotto grazie a questa sofferenza…la nostra solidarietà , la nostra lealtà , la nostra umiltà , il coraggio e la generosità , la grandezza di cuore che tutto questo ha ispirato. E quando saranno giudicati da te, fa che tutti questi frutti siano la loro ricompensa e il loro perdono. Uno degli insegnamenti più sconcertanti e piacevoli del maestro era: Dio è più vicino ai peccatori che ai santi. Ecco come lo spiegava: Dio, in paradiso, tiene ogni persona con un filo. Quando pecchi tagli il filo e Dio lo riannoda. Così facendo ti avvicina un po’ di più a lui. E ancora, i tuoi peccati tagliano il filo… e con ogni nodo Dio continua a tirarti sempre più vicino a sé. Per le ingiustizie che ogni giorno affliggono il mondo: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
II STAZIONE: Gesù è caricato della croce Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Marco (15, 20) Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. Dall’omelia di S.E. Paul Gallagher per la commemorazione dei martiri contemporanei (2015) In nome dei martiri di oggi trasmettiamo il Vangelo che è costato loro la vita. Questo Vangelo d’amore, preserverà altri, edificherà un mondo migliore, custodirà i piccoli e i deboli. In fondo il Vangelo è una parola scritta che si può intendere in modo privilegiato a partire dai tempi e dai luoghi del martirio e che brilla di una luce straordinaria proprio nei martiri, i quali, come Cristo, hanno effuso il loro sangue per amore suo e delle anime. Il martire è solo colui che versa il suo sangue per amore di Dio: che versa e non fa versare sangue, è vittima e non fa vittime. È l’unico e autentico martirio. Chi si uccide per uccidere, in nome di Dio, non ha niente a che fare con i martiri della fede. Per i martiri cristiani dei nostri giorni: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
III STAZIONE: Gesù cade la prima volta sotto la croce Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo Dal Libro del Profeta Isaia (53, 4-7) Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori e non aprì la sua bocca. 2 Dal Diario Intimo di Cleonice Morcaldi Arriva un giovane universitario, molto spiritoso, che ci chiama fanatiche. La fidanzata lo esorta ad ascoltare una Messa. Per accontentarla, ne ascolta una; ma, poi, per una decina di giorni lo si vede in chiesa sempre allo stesso posto. Un giorno piangeva come un bambino. Impressionò tutti. La fidanzata ci disse, in segreto, che fin dal primo giorno vide Padre Pio con paramenti tutti illuminati da una luce che abbagliava, poi con la corona di spine a forma di cappello e il viso rigato dal sangue. Si commosse e pianse nel vedere il volto del Padre, tutto dolcezza e serenità , sotto tanto strazio. Fu allora che andò dal Padre per raccontargli quello che ogni mattina vedeva. Il Padre gli disse: «Ringrazia il Signore, non ti impressionare, né ti affliggere, perché io non soffro quanto tu vedi. Mi raccomando di non parlarne a nessuno. I segreti di Dio si tengono nel cuore. Il Signore ti ama. Studiati di essergli sempre fedele». Per tutti coloro che stanno vivendo momenti di sofferenza: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
IV STAZIONE: Gesù incontra sua Madre Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Luca (2, 34-35 51) Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima – affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. Da una testimonianza di don Bruno Ferrero, salesiano Una notte ho fatto un sogno splendido. Vidi una strada lunga, una strada che si snodava dalla terra e saliva su nell’aria, fino a perdersi tra le nuvole, diretta in cielo. Ma non era una strada comoda, anzi era una strada piena di ostacoli, cosparsa di chiodi arrugginiti, pietre taglienti e appuntite, pezzi di vetro. La gente camminava su quella strada a piedi scalzi. I chiodi si conficcavano nella carne, molti avevano i piedi sanguinanti. Le persone però non desistevano: volevano arrivare in cielo. Ma ogni passo costava sofferenza ed il cammino era lento e penoso. Ma poi, nel mio sogno, vidi Gesù che avanzava. Era anche Lui a piedi scalzi. Camminava lentamente, ma in modo risoluto. E neppure una volta si ferì i piedi. Gesù saliva e saliva. Finalmente giunse al cielo e là si sedette su un grande trono dorato. Guardava in giù, verso quelli che si sforzavano di salire. Con lo sguardo e i gesti li incoraggiava. Subito dopo di Lui, avanzava Maria, la sua mamma. Maria camminava ancora più veloce di Gesù. Sapete perché? Metteva i suoi piedi nelle impronte lasciate da Gesù: Così arrivò presto accanto a suo Figlio, che la fece sedere su una grande poltrona alla sua destra. Anche Maria si mise ad incoraggiare quelli che stavano salendo e invitava anche loro a camminare nelle orme lasciate da Gesù, come aveva fatto Lei. Gli uomini più saggi facevano proprio così e procedevano spediti verso il cielo. Gli altri si lamentavano per le ferite, si fermavano spesso, qualche volta desistevano del tutto e si accasciavano sul bordo della strada sopraffatti dalla tristezza. Per tutte le madri, in particolare per coloro che soffrono per la perdita di un figlio: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
V STAZIONE: Gesù è aiutato da Simone di Cirene a portare la croce Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Marco (15, 21-22) Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce. Condussero dunque Gesù al luogo del Gòlgota, che significa luogo del cranio, Da un’intervista a Papa Francesco (2016) “Siamo uomini e donne parcheggiati nella vitaâ€, cioè non camminiamo, non andiamo avanti. Come i conformisti: tutto è abitudine, un’abitudine che ci lascia tranquilli, abbiamo il necessario, non manca niente, 3 grazie a Dio. “Come possiamo ridestare la grandezza e il coraggio di scelte di ampio respiro, di slanci del cuore per affrontare sfide educative e affettive?â€. La parola l’ho detta tante volte: rischia! Rischia. Chi non rischia non cammina. “Ma se sbaglio?â€. Ma sbaglierai di più se rimani fermo. Rischia su ideali nobili, rischia sporcandoti le mani. Quando noi nella vita siamo più o meno tranquilli, c’è sempre la tentazione della paralisi. Avvicinati ai problemi, esci da te stesso e rischia. Altrimenti la tua vita lentamente diventerà una vita paralitica; felice, contenta, con la famiglia, ma lì, “parcheggiataâ€. È molto triste vedere vite parcheggiate. Rischia! Avanti! Per tutti coloro che hanno il coraggio di aiutare chi soffre: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
VI STAZIONE: Veronica asciuga il volto di Gesù Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo Dal Libro del Profeta Isaia (Is 53, 2-3) Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Dagli scritti di don Tonino Bello, Vescovo Stare con gli ultimi significa prima di tutto prendere coscienza che i poveri esistono ancora, e sono ancora più numerosi di quel che si pensa. Non sono pochi i cristiani convinti che oggi di poveri non ce ne siano più, e che Gesù abbia preso un abbaglio o abbia pronunciato un paradosso quando affermò: “i poveri li avrete sempre con voiâ€. È per sconfiggere la miopia di tanti ben pensanti, che difendono le loro sicurezze e i loro tornaconti, che la chiesa preferisce, oggi, parlare di ultimi e non di poveri… Stare con gli ultimi significa conoscere bene i compagni di viaggio sul cui passo si decide di cadenzare la marcia. Non sono una categoria standard, come un tempo… Ci sono quelli che indossano le livree antiche delle povertà di tutti i tempi (sfrattati, disoccupati, analfabeti, alcolizzati, vecchi abbandonati…la fila è lunga). E ci sono poi coloro che sull’abito civile comune, hanno un piccolo distintivo all’occhiello che li contrassegna come ultimi. È la folla dei nuovi poveri, quella di cui parlava Paolo VI: la povertà non è solo quella del denaro, ma anche la mancanza di salute, la solitudine affettiva, l’insuccesso professionale, gli handicap fisici e mentali, e tutto ciò che proviene da un’incapacità di integrarsi nel gruppo umano più prossimo. La scelta degli ultimi non è una scelta discriminatoria. È solo una specie di marcatura a zona, la zona delle retrovie, nel cui ambito chiunque dovesse capitarvi dovrà sentirsi amorosamente marcato a uomo da una presenza: quella della chiesa. Per tutte le persone emarginate dalla società , perché affinché nella loro solitudine sappiano sempre trovare nel Signore conforto: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
VII STAZIONE: Gesù cade per la seconda volta Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo Dalla prima lettera di San Pietro apostolo (2,22-24) “Egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca, oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia.†Da una testimonianza di don Bruno Ferrero, salesiano Una storia racconta di due amici che camminavano nel deserto. In qualche momento del viaggio cominciarono a discutere, e l’amico diede uno schiaffo all’altro, questi addolorato, ma senza dire nulla, scrisse nella sabbia: Il mio migliore amico oggi mi ha dato uno schiaffo. 4 Continuarono a camminare, finché trovarono un’oasi, dove decisero di fare un bagno. L’amico che era stato schiaffeggiato rischiò di affogare, ma il suo amico lo salvò. Dopo che si fu ripreso, scrisse su una pietra: Il mio migliore amico oggi mi ha salvato la vita. L’amico che aveva dato lo schiaffo e aveva salvato il suo migliore amico domandò: Quando ti ho ferito hai scritto nella sabbia, e adesso lo fai su una pietra. Perché? L’altro amico rispose: Quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo nella sabbia, dove i venti del perdono possano cancellarlo. Ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi, dobbiamo inciderlo nella pietra, dove nessun vento possa cancellarlo. Impara a scrivere le tue ferite nella sabbia e a incidere nella pietra le tue gioie… Per quanti, dimenticate le offese subite, si aprono al perdono: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
VIII STAZIONE: Gesù incontra le donne di Gerusalemme Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Luca (23, 27-28) Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli». Da una meditazione di Papa Francesco (2017) Adamo, prima di vederla, l’ha sognata: c’è qualcosa di poetico in questa narrazione. Per capire una donna bisogna prima sognarla: ecco perché la donna è il grande dono di Dio, capace di portare armonia nel creato. Tanto che, a me piace pensare che Dio ha creato la donna perché tutti noi avessimo una madre. È la donna che ci insegna ad accarezzare, ad amare con tenerezza e che fa del mondo una cosa bella. E se sfruttare le persone è un crimine di lesa umanità , sfruttare una donna è di più di un reato: è distruggere l’armonia che Dio ha voluto dare al mondo, è tornare indietro. Tante volte quando noi parliamo delle donne, parliamo in modo funzionale: la donna è per fare questo, per fare quest’altro, no! La donna porta qualcosa che, senza di lei, il mondo non sarebbe così. La donna è una cosa differente, è una cosa che porta una ricchezza che l’uomo e tutto il creato e tutti gli animali non hanno. Per tutte le donne sfruttate, umiliate e abusate, perché possano sempre trovare nella Chiesa un luogo di accogliente e sincero rispetto: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
IX STAZIONE: Gesù cade per la terza volta Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Filippesi ( 2, 6-7) Egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò sé stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dagli scritti di don Tonino Bello, Vescovo A voi che, cammin facendo, avete visto sfiorire a uno a uno gli ideali accarezzati in gioventù. A voi che avreste meritato ben altro, ma non avete avuto fortuna, e siete rimasti al palo. A voi che non avete trovato mai spazio, e siete usciti da ogni graduatoria, e vi vedete scavalcati da tutti. A voi che una malattia, o una tragedia morale, o un incidente improvviso, o uno svincolo delicato dell’esistenza, hanno fatto dirottare imprevedibilmente sui binari morti dell’amarezza. A voi che il confronto con la sorte felice toccata a tanti compagni di viaggio rende più mesti, pur senza ombra di invidia. A tutti voi voglio dire: volgete lo sguardo a Colui che hanno trafitto! Da quando l’Uomo della Croce è stato issato sul patibolo, quel legno del fallimento è divenuto il parametro vero di ogni vittoria, e le sconfitte non vanno più dimensionate sulla condizione dei fischi che si rimediano, o dei naufragi in cui annegano i sogni. Anzi, se è vero che Gesù ha operato più salvezza con le mani 5 inchiodate sulla Croce, nella simbologia dell’impotenza, che con le mani stese sui malati, nell’atto del prodigio, vuol dire, cari fratelli delusi, che è proprio quella porzione di sogno che se n’è volata via senza mai realizzarsi a dare ai ruderi della vostra vita, come per certe statue mutile dell’antichità , il pregio della riuscita. Perché nelle difficoltà tutti trovino conforto nel Maestro: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
X STAZIONE: Gesù è spogliato delle vesti Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Marco (15, 24) Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Dal Messaggio di Papa Francesco per la Campagna di Fraternità (2014) Carissimi, possiamo esserne certi: io offendo la dignità umana dell’altro solo perché prima ho venduto la mia. In cambio di cosa? Del potere, della fama, dei beni materiali. E questo — stupitevi! — in cambio della mia dignità di figlio e figlia di Dio, riscattata al prezzo del sangue di Cristo sulla Croce e garantita dallo Spirito Santo che grida dietro di noi: «Abbà , Padre!» (cfr. Gal 4, 6). La dignità umana è uguale in ogni essere umano: quando la calpesto nell’altro, sto calpestando la mia. È stato per la libertà che Cristo ci ha liberati! […] E la base più efficace per ristabilire la dignità umana è annunciare il Vangelo di Cristo nelle campagne e nelle città , poiché Gesù vuole spargere ovunque vita in abbondanza (cfr. Evangelii gaudium, n. 75). Affinché ciascun essere umano possa sentirsi realmente tale: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
XI STAZIONE: Gesù è crocifisso Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Luca (23, 39-43) Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Dagli scritti di don Tonino Bello, Vescovo Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita. Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche tu abbia un’ala soltanto. L’altra la tieni nascosta: forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me. Per questo mi hai dato la vita: perché io fossi tuo compagno di volo. Insegnami, allora, a liberarmi con te. Perché vivere non è trascinare la vita, non è strappare la vita, non è rosicchiare la vita. Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all’ebbrezza del vento. Vivere è assaporare l’avventura della libertà . Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te! Ma non basta saper volare con Te, Signore tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il mio fratello e di aiutarlo a volare. Ti chiedo perdono per ogni peccato contro la vita e per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi. Non farmi lasciare il prossimo nel vestibolo malinconico della vita dove si “tira a campareâ€, dove si vegeta solo. Non farmi passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l’ala, l’unica ala, inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te. Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi, o Signore, un’ala di riserva. Per ogni egoismo e indifferenza: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre 6
XII STAZIONE: Gesù muore in croce Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Marco (15, 33-39) Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactà ni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!». Transito di Padre Pio da Pietrelcina Poco dopo le ore 21 del 22 settembre 1968, quando il padre Mariano si era già allontanato dalla cella n. 4 ed io vi ero entrato, Padre Pio per mezzo del citofono mi chiamò nella sua stanza: era a letto, coricato sul fianco destro. […] A mezzanotte come un bambino pauroso mi supplicò: «Resta con me, figlio mio»; e cominciò a chiedermi con molta frequenza l’orario. […] Successivamente volle confessarsi e terminata la sua sacramentale confessione disse: «Figlio mio, se oggi il Signore mi chiama, chiedi perdono per me ai confratelli di tutti i fastidi che ho dato; e chiedi ai confratelli ed ai figli spirituali una preghiera per l’anima mia». […] Mi mossi per andare a chiamare un confratello, ma egli mi fermò dicendo: «Non svegliare nessuno». Io mi avviai ugualmente e correndo mi ero allontanato di pochi passi dalla sua cella, quando mi richiamò ancora. Ed io pensando che non mi richiamasse per dirmi la stessa cosa tornai indietro. Ma quando mi sentii ripetere: «Non svegliare nessuno», gli risposi con un atto di implorazione: «Padre spirituale, adesso mi lasci fare». […] Mentre i medici davano l’ossigeno prima con la cannula e poi con la maschera, il padre Paolo da San Giovanni Rotondo amministrava al Padre spirituale il Sacramento degli infermi e gli altri confratelli inginocchiati all’intorno pregavano. Alle ore 2,30 circa, dolcemente chinò la testa sul petto: era spirato. Per tutti coloro che muoiono soli e abbandonati: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
XIII STAZIONE: Gesù è deposto dalla croce Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Marco (15, 42-43, 46) Venuta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il Regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce. Dal messaggio di Papa Francesco per la 51a giornata mondiale della pace (2018) Pace a tutte le persone e a tutte le nazioni della terra! La pace, che gli angeli annunciano ai pastori nella notte di Natale è un’aspirazione profonda di tutte le persone e di tutti i popoli, soprattutto di quanti più duramente ne patiscono la mancanza. […] Con spirito di misericordia, abbracciamo tutti coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame o che sono costretti a lasciare le loro terre a causa di discriminazioni, persecuzioni, povertà e degrado ambientale. Siamo consapevoli che aprire i nostri cuori alla sofferenza altrui non basta. Ci sarà molto da fare prima che i nostri fratelli e le nostre sorelle possano tornare a vivere in pace in una casa sicura. Accogliere l’altro richiede un impegno concreto, una catena di aiuti e di benevolenza, un’attenzione vigilante e comprensiva, la gestione responsabile di nuove situazioni complesse che, a volte, si aggiungono ad altri e numerosi problemi già esistenti, nonché delle risorse che sono sempre limitate. Praticando la virtù della prudenza, i governanti sapranno accogliere, promuovere, proteggere e integrare, stabilendo misure pratiche, «nei limiti consentiti dal bene comune rettamente inteso, per permettere quell’inserimento». Per coloro che sono morti a causa della violenza o della guerra: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre 7
XIV: Gesù è posto nel sepolcro Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Matteo ( 27, 59-60) Giuseppe prese il corpo [di Gesù], lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò. Preghiera di San Francesco Signore, fa’ di me uno strumento della Tua Pace: dove è odio, fa’ ch’io porti l’Amore, dove è offesa, ch’io porti il Perdono, dove è discordia, ch’io porti l’Unione, dove è dubbio, ch’io porti la Fede, dove è errore, ch’io porti la Verità , dove è disperazione, ch’io porti la Speranza, dove è tristezza, ch’io porti la Gioia, dove sono le tenebre, ch’io porti la Luce. Maestro, fa’ che io non cerchi tanto ad esser consolato, quanto a consolare; ad essere compreso, quanto a comprendere; ad essere amato, quanto ad amare. Poiché, così è: dando, che si riceve; perdonando, che si è perdonati; morendo, che si risuscita a Vita Eterna Affinché l’operato di noi tutti possa essere a Tua gloria, in attesa dell’eternità : Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
CONCLUSIONE Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo Preghiamo. Scenda, Signore, la tua benedizione su questi tuoi figli che hanno commemorato la morte del Figlio tuo nella speranza di risorgere con lui; venga il perdono e la consolazione, si accresca la fede, si rafforzi la certezza nella redenzione eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen O Signore, al termine del cammino della Via Crucis, tu non ci congedi. Anche se torniamo alle nostre attività , tu resti dentro di noi, abitandoci e facendo di noi la tua casa. Ci siamo lasciati guardare dai tuoi occhi morenti, mentre contemplavamo il tuo cuore trafitto. Per questo ti ringraziamo, perché nell’oscurità della tua passione hai fatto sorgere l’alba della speranza; nell’abbandono e nella solitudine degli uomini di tutto il mondo hai rivelato il tuo infinito amore per noi. Concedici di poter essere gioiosi uomini e donne pasquali, nei giorni luminosi come in quelli bui, in cammino verso il tuo Regno. (G. Ransenigo)