VENERDI SANTO A CAPUA
Capua03/04/2015 grande partecipazione quest’anno sia dall’intera cittadinanza e sia da parte del vescovato di capua durante la settimana santa .Infatti tra le altre celebrazione Giovedi’ vi è stata la lavanda dei piedi officiata da sua eccellenza monsignor Salvatore Visco Arcivescovo di capua .Mentre ieri vi è stato il tradizionale incontro ,ed in presenza del Sindaco Antropoli IL consigliere comunale Marco Ricci Candidato alla regione ,le autorità militare tutte ,L’arcivescovo Visco ha riassunto nella sua omelia il valore ed il significato del VENERDI SANTO A CAPUAâ€.Il Venerdì Santo è caratterizzato da un clima di silenzio e di attesa. Il popolo cristiano nel corso dei secoli ha vissuto anche fuori, nelle aule ecclesiali dei momenti di preghiera e di annuncio. Pensate alle diverse manifestazioni, come la Via Crucis oppure le sacre rappresentazioni, oppure l’incontro di Maria con Gesù, come nella nostra città , anche se con diverse caratteristiche, tipologie, ho notato che questo incontro di Maria con Gesù è fatto molto discretamente e le processioni sono caratterizzate dalla preghiera e dalla penitenza. Qualcuno che mi ha salutato, mi ha domandato: “Perché il Vescovo oggi non porta l’anello e il Pastorale?â€. Ha un significato: lo sposo è tolto e quindi non c’è il segno di questa sponsolità , che è l’anello, e il gregge è stato disperso, non c’è il segno del Pastorale. È una caratteristica di tipo liturgico, perché il Signore è già risorto, già è presente in mezzo a noi,però il sepolcro, che è posto nella nostra riflessione, sembra presente ancora nella storia dell’uomo, perché quella pietra che viene posta al suo ingresso, ancora oggi può creare difficoltà all’incontro con i lSignore Gesù. E le donne che all’alba del terzo giorno si pongono il problema: “Chi ci rotolerà via la pietra del sepolcroâ€, e poi si trovano di fronte l’annuncio della resurrezione. Potremmo dire che sono l’emblema della difficoltà dell’uomo e anche del cristiano, che stenta a liberarsi dai macigni, che sono l’egoismo, l’incomprensione verso l’altro, il non rendersi conto della presenza di Dio, che passa nella nostra vita, in altre parole il peccato. Gesù viene crocifisso, viene ucciso il giorno in cui venivano uccisi gli agnelli. Gli evangelisti lo annotano questo: Egli è il vero agnello. La prima lettura di questo Venerdì Santo è tratta dal libro del profeta Isaia, la conoscevate sicuramente, ma avrete notato che sembra una cronaca della Passione, sembra che sia un inviato speciale che vede quello che sta succedendo e racconta, eppure sappiamo che il profeta ha scritto quegli oracoli secoli prima che venisse Gesù. È la riflessione sul mistero di quest’umiliazione, che deve dare speranza e conforto a ciascuno di noi. Di fronte al mistero del dolore, di fronte al mistero della morte, del peccato ancora presente nel mondo, nonostante la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, l’unica icona che ci dà risposta è Cristo Crocifisso. Pensate al dolore innocente o al domandarsi “Perché Signore?â€. Non ci sono risposte umane. Tra poco dopo la grande preghiera universal e ci accosteremo ad adorare la croce. Guardate che soltanto il Venerdì Santo la liturgia usa questo termine “Si adora la croceâ€, altre volte soltanto Gesù Eucarestia. Noi, oggi e domani, ci inginocchieremo di fronte la croce, cos che facciamo solo davanti a Gesù Eucarestia, perché oggi è il segno e l’emblema di quest’umiliazione di Dio, che si fa uomo per salvarci. Sempre il profeta Isaia dice: “Dalle sue piaghe noi siamo stati rigeneratiâ€. Quando incrociamo il crocifisso, la croce, questo dobbiamo ricordare, non soltanto il Crocifisso, la croce, segno del Cristianesimo, ma un Dio che sceglie di umiliarsi e di farsi torturare, che offre la vita per noi. Questo è il messaggio grande della nostra fede, questo è il preludio a quello che noi nella Santa Veglia di Pasqua andremo meditando,nella ripresa del Canto dell’Alleluia. L’umiliazione del Figlio di Dio purifica le nostre colpe e ci riporta al rapporto retto con Dio, non un Dio che è Un vendicatore nei confronti dell’umanità peccatrice, ma un Dio che offre suo Figlio per gli uomini, che egli ha creato, ma ce anch’egli ha salvato, perché li ama. La figura bellissima che è presente nella passione è Maria. Abbiamo parlato prima delle tradizioni popolari che vedono Maria Addolorata cercare il Figlio e incontrarlo. Stava presso la Croce di Gesù Maria, la sorella della madre del Signore, Maria di Cleofa, Maria di Magdala e Giovanni. Come è bello questo brano raccontatoci dall’evangelista. Gesù che affida sua Madre a Giovanni e affida Giovanni a Maria; è come se avesse detto: “Questo è il mio testamentoâ€.In Giovanni ognuno di noi, tutta l’umanità , si vede rappresentata; per questo noi possiamo ancora dire “In verità , Maria non è soltanto la Madre del Signore, la madre di Dio, la Madre di Gesù, ma è anche la Madre nostra†ed è l’aiuto dei cristiani, il rifugio dei peccatori, Lei la quale possiamo rivolgersi sempre nella certezza di essere sostenuti, protetti, condotti ed esauditi. La venerazione della Madre del Signore, così forte nel popolo cristiano, così evidente nei cattolici, non è soltanto la cura delle caratteristiche della nostra religione, ma è il respiro della Chiesa. Ogni volta che noi ci rivolgiamo a MariaSantissima, abbiamo la certezza di avere il conforto della Madre, che sotto la Croce accoglie Giovanni come suo figlio e in Giovanni accoglie ciascun di noiâ€.Alla cerimonia religiosa ha partecipato una marea di persone come si potrà notare dalle foto.BERNARDINO MANZO
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