+ VANGELO (Mt 20,20-28)

Martedì 25 luglio 2017
XVI Settimana del Tempo Ordinario
San Giacomo
+ VANGELOÂ (Mt 20,20-28)
Il mio calice, lo berrete.
+Â Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Dì che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo Regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che Io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed Egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a Me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’Uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Non sempre le richieste di preghiera sono corrette, anche se nella persona che prega c’è un vivo desiderio di ottenere, possedere, attuare qualcosa che appare come buona e utile. Anche per gli altri familiari. Non tutto quello che viene chiesto nella preghiera giova alla vita spirituale e chi chiede spesso non lo capisce.
Immaginare è il passatempo di chi non ha stabilità spirituale, chi non prega o prega poco e male, chi vuole uscire dalla sua realtà .
L’immaginazione intende una libera e astratta riproduzione o elaborazione di dati sperimentali o fantastici. S’intende la capacità di rappresentarsi cose non presenti in atto alla sensazione. È un modo per raffigurarsi come reale ciò che non lo è e questo può arrecare danni alla persona.
Un sogno è invece il desiderio di arrivare a una meta, anche di possedere qualcosa che potrà davvero realizzarsi con l’impegno costante.
Sognare non fa male se la persona riesce sempre a controllare i propri impulsi e a vivere serenamente. Un sogno non si nega a nessuno e non si potrebbe controllare la mente di chi sogna, sappiamo purtroppo che un potere occulto determinato a sostituirsi anche a Dio ha già sperimentato un microchip capace di inviare impulsi alla mente e di influenzarla.
Questo è stato già dimostrato ampiamente con i messaggi subliminali, e dopo cinquant’anni la scienza ha fatto scoperte che impressionano.
Questo potere mondiale è contro Dio, quindi una delle prime iniziative sarà quella di eliminare il sacro, l’aiuto d’altronde lo riceve anche dall’interno della Chiesa con quegli uomini di Dio distratti e non più applicati a seguire la sua Parola.
Cosa chiedono nella preghiera questi uomini? Se non seguono la Parola essi non pregano più e confondono con le loro parole ancora di più quelli che invece desiderano capire e sapere cosa chiede Gesù Cristo. Bisogna farsi piccoli per pregare bene e chiedere tutto quello che ci necessita e che è veramente Volontà di Dio.
Oggi la Parola ci invita a quella piccolezza interiore già vissuta da incalcolabili milioni di cristiani con un impegno morale e quasi sempre non visibile esteriormente. All’esterno appare la condotta educata o e la pace ma può essere apparente, anche le persone simulatrici sono abili nel mostrare una buona educazione e una ostentata pace.
Molti atei si mostrano in pubblico come persone educate e gioiose, ma sarà autentico?
È difficile per chi non crede nei valori cristiani osservare certe regole di vita, e i valori umani non possono sostituirsi pienamente agli insegnamenti di Gesù. Si apprezzano quanti non credono in Dio e non causano sofferenze agli altri, non agiscono in opposizione alla verità .
È molto pericoloso non avere dei punti saldi in questa vita, non sono le ideologie atee a formare alla piccolezza del Vangelo se esse insegnano tutt’altro. Alla piccolezza si arriva con lo stesso percorso compiuto da San Giacomo, un itinerario spirituale che deve prima farci rientrare in noi e conoscerci.
Nella preghiera dobbiamo chiedere ogni giorno di diventare piccoli interiormente, senza più dipendere dall’orgoglio che presuppone di sapere tutto e di avere capito ogni aspetto della vita. La piccolezza è meravigliosa e fa scoprire una nuova realtà . Gli errori diminuiscono, c’è maggiore capacità di controllo e di amore alla verità .
Oggi il Vangelo ci dà questo insegnamento e mette tutti noi dinanzi all’errore compiuto dalla madre di due Apostoli, ella che non aveva compreso il messaggio di Gesù, come anche i figli, ancora in cammino prima di arrivare alla Pentecoste.
Siamo tutti chiamati a raggiungere la Pentecoste ma c’è un percorso da fare, non tutti quelli che pregano sono capaci di proseguire perché non si preoccupano di conoscere la Volontà di Dio e si smarriscono. Solo quelli che pregano molto e bene mettono al centro della loro vita Dio e intuiscono cosa fare, in che modo.
La preghiera può tutto ma se non si diventa piccoli davanti a Dio questa preghiera rimane soffocata e non si eleva verso l’alto.
Gesù ci ha mostrato come fare per vivere la sua Parola, ha insegnato che se non si muore a se stessi non ci potrà essere la vera conversione.
Quando si entra nel cammino della piccolezza si vince subito l’orgoglio e la convinzione di sapere gestire meglio degli altri. Solitamente le persone umili dopo avere commesso errori nella loro vita, nell’ambiente lavorativo, in famiglia e tra gli amici, cercano di cambiare e cominciano ad ascoltare in modo riverente. Se non lo fanno, non hanno ancora compreso la gravità degli errori.
Gesù ci dice che il cammino della piccolezza è semplice e meraviglioso, fa aumentare la gioia e la pace, perché abbatte decisamente la presunzione.