+ VANGELO (Mt 20,1-16)

Giovedì 18 agosto 2016
XX Settimana del Tempo Ordinario
+ VANGELO (Mt 20,1-16)
Sei invidioso perché io sono buono?
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il Regno dei Cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo daròâ€. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?â€. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornataâ€. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vignaâ€. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primiâ€. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldoâ€. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?â€. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi». Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La parabola spiegata da Gesù per far comprendere che anche l’ultimo può diventare il primo agli occhi di Dio, descrive il modo che Egli utilizza per ricompensare quanti lavorano nella sua Vigna. Non in base alle ore ma alla disponibilità interiore.
Oggi Gesù ci spiega che nessuno è escluso dalla misericordia di Dio, ma nessuno può salvarsi senza pentimento, questo lo aggiungo perché si parla di eccessiva misericordia di Dio anche per i non credenti. Non è così, anche se Dio è buono chiede il pentimento di chi non Lo ha amato.
In pratica bisogna desiderare il perdono di Dio, non è automatico né gratuito.
Nella parabola si parla di pagamento agli operai e mi vengono in mente i circa 10 milioni di italiani poveri, anziani con una pensione minima e ridicola, ammalati impossibilitati a comprare le medicine indispensabili, famiglie frantumate per il disagio economico.
Perché si è arrivato a tanto e non c’è nessun politico dell’area Bruxelles disponibile ad aiutare i poveri che vivono in Europa?
Continuano ad ignorare le necessità degli occidentali, schiacciando la dignità oltre che la vita di milioni di persone perbene e che la dignità la posseggono veramente. Purtroppo, per questi politici verrà il momento in cui dovranno dare conto a Dio della loro piena partecipazione a un progetto subdolo contro l’umanità .
Se hanno aderito con premura e con una euforia invasata (perché neanche loro riescono a credere di fare parte del gotha che decide le sorti delle Nazioni e delle persone), verrà tempo in cui ricadranno sopra di loro e moltiplicate per miliardi di volte, tutte le angherie e i soprusi compiuti sulla povera gente, sulla gente perbene!
Da che mondo e mondo i più superbi politici sono tiranni. I dittatori silenziosi che per anni vessano i popoli, poi si sbriciolano.
Si riparla in questi giorni del problema centrale che è sempre l’euro, una moneta nata con propositi e intenzioni falsi, una moneta che ha ridotto alla povertà buona parte dell’Europa e che rimane ancora in vigore nonostante il parere di cinque famosi economisti premi Nobel, nonostante l’evidente incoerenza e contraddittorietà delle finalità .
In questi giorni un altro economista e premio Nobel ha dato un’altra soluzione ma i politici europei che prendono ordini, non rispondono.
«All’Europa servono due euro: uno del Nord per i Paesi più forti e a economia più stabile; e uno per il sud, per i Paesi con più problemi col debito.
A dirlo è il premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz, secondo il quale solo con una doppia moneta unica si correggerebbe il peccato originale che l’euro si porta dietro fin dalla nascita: ovvero un regime di cambi fissi la cui rigidità , non essendo tollerabile per i Paesi più deboli, ha generato fenomeni come l’austerity e accelerato il processo di deflazione salariale già innescato dalla globalizzazione».
L’altro ieri i quotidiani europei hanno scritto che l’Italia è la zavorra d’Europa, in pratica una nuova Grecia. Ma non ci veniva detto che l’Italia aveva superato pienamente la crisi, era una Nazione virtuosa, le leggi avevano dato la svolta attesa da decenni?
Lo speravamo e lo speriamo ancora, però dobbiamo guardare la realtà così come è veramente e molti italiani sono turbati.
I cristiani non possono cadere nello sconforto, sarebbe una grave mancanza di fiducia in Gesù, Lui che provvede sempre alle necessità dell’umanità , soprattutto dei suoi seguaci. Chi prega con fiducia sa molto bene che la Divina Provvidenza interviene sempre e non lascia mai soli e nell’indigenza i veri credenti.
È opportuno rileggere le parole di Gesù che infondono coraggio.
«Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita?
E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure Io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.
Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?
Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.
Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena» (Mt 6,25-34).
Nella parabola di oggi Gesù ci spiega che Lui è sempre generoso con i buoni, anche se lavorano di meno nella sua Vigna. Devono almeno possedere la retta intenzione, agire in buonafede e sforzarsi di praticare le virtù. Quali virtù, dirà qualcuno? Quelle che non si praticano, soprattutto, ma bisogna prima conoscerle per viverle.
Il messaggio che ci dona oggi il Signore è che nessuno è escluso dal suo Amore, dalla sua misericordia. Tutti siamo amati da Lui.
È pronto ad accogliere anche gli operai dell’ultima ora, quelli che quasi in extremis si pentono e si riconciliano con Dio.
È compito nostro aiutare gli anziani a pregare di più, bisogna aiutarli a pregare, invitarli alla Confessione. Questo è vero amore.
Chi ha genitori, parenti, conoscenti anziani, deve parlare della necessità del pentimento dei peccati di tutta la vita, bisogna suscitare il pentimento interiore e far desiderare la presenza del confessore per ricevere il Sacramento che dona sempre abbondante Grazia.
Questo è un apostolato importante e vi esorto ad impegnarvi, perché la beata eternità di moltissimi anziani dipende anche da noi!