+ VANGELO (Mt 16,24-28)

Venerdì 5 agosto 2016
XVIII Settimana del Tempo Ordinario

Dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore

+ VANGELO (Mt 16,24-28)
Che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni. In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
In questa ultima settimana sono avvenuti tanti episodi inquietanti, dolorosi, ma prevedibili. L’uccisione del parroco nell’attacco di due musulmani terroristi a Saint-Etienne-Du-Rouvray, è sicuramente il fatto più increscioso e che mostra in tutta la sua crudezza un mondo diventato violento anche senza le armi, perché le stesse parole e le opere diventano mezzi per creare odio.
Ho letto questa mattina quanto avviene a Prato, quindi in Italia, e la sorpresa è grande. Trascrivo una parte da un articolo.
«Se sei italiano, ormai, non hai più nemmeno la libertà di andare al ristorante. O almeno, quello cinese di Prato è vietato a chi è in possesso di regolare documento che attesti la nascita nel Belpaese. Non succedeva così dai tempi delle leggi razziali contro gli ebrei.
Ma i cinesi del ristorante “L’Internazionale” (sic) di Prato sembrano aver imparato bene la lezione: sbattono la porta in faccia agli italiani, facendo accomodare al tavolo solo chi ha gli occhi a mandarla. A provarlo è stato un cronista de La Nazione, che ieri mattina si è presentato di persona nel locale incriminato.
“Ad accoglierci -scrive La Nazione- il titolare del locale che fatica a mettere in fila due parole d’italiano. La richiesta è semplice: prenotare un tavolo per tre persone, all’ora di pranzo. “No, non si può”, è la sua risposta. E per cena? “No, qui no”. Niente da fare. Respinti, nonostante il locale sia vuoto e ci siano posti disponibili a bizzeffe”.
E le porte rimangono serrate anche nei giorni successivi. Per gli italiani non c’è posto. “l messaggio è chiaro -scrive la Nazione- possono entrare solo i cinesi. Niente italiani. Ce ne andiamo”».
In Italia nessuno si permetterebbe di vietare l’ingresso in un negozio o in un ristorante a persone di diversa nazionalità o colore di pelle. È un episodio che sorprende e che non favorisce il dialogo, la fiducia, il rispetto reciproco. Si sta arrivando ad uno scontro di civiltà ma nessuno ne parla e con maestria ingannevole deviano.
Senza dubbio c’è una strategia precisa ed efficacissima nel veicolare messaggi subdoli e pericolosi a questa umanità smarrita e in moltissimi casi, senza più identità. In mezzo si trovano senza dubbio incalcolabili brave persone ma incapaci di discernere la verità e di compiere esclusivamente ciò che è buono e migliore.
Le periodiche statistiche riguardo l’utilizzo di facebook, per esempio, affermano che quasi tutti i partecipanti sono dipendenti e controllano in modo compulsivo ed ininterrottamente la loro pagina o quelle di altri amici, per sapere cosa fanno, dove sono, cosa mangiano, cosa pensano…
Il controllo di facebook si compie in modo macchinale e infrenabile, ed è sintomo di una varietà di disturbi del comportamento.
Diverso è invece il controllo della pagina facebook in modo sereno e senza agitazione, perché la vita non dipende dal controllo immediato. È un sintomo impulsivo da controllare e guidare verso ciò che è buono, altrimenti si perde il controllo della propria persona e tutte le scelte si lasciano dipendere da uno stato d’animo in subbuglio.
Non bisogna rendere drammatico l’impulso e la dipendenza di facebook, tutto si può superare con la preghiera e la riflessione adeguata riguardo questa forma di dipendenza che causa sempre agitazione e sconvolgimento nella vita.
La preghiera a Gesù per avere il controllo della volontà è sempre ascoltata, ma bisogna impegnarsi nella rinuncia di eseguire freneticamente i pensieri che arrivano alla mente. Bisogna gestire tutti i pensieri e non lasciarli liberi di imporsi, perché sono sempre quelli negativi a prevalere se noi non li rifiutiamo subito, proprio per la loro natura dannosa!
I meno preparati spiritualmente e quelli che si considerano eccessivamente esperti ed autoritari nella vita, cadono sempre nelle trappole dei mass-media e non se ne accorgono. Vivono nell’errore e rimangono convinti della bontà di quanto compiono.
Lo stesso avviene a quei musulmani che inneggiano alla guerra santa, di religione per maggiore precisazione, e nessuno riesce a farli desistere.
Ritorno a parlare del parroco francese coraggioso e vero seguace di Gesù Cristo.
Si è dimostrato cristiano eccellente e ha dato alla Chiesa cattolica un onore difficile da trovare oggi. Padre Jacques Hamel di 86 anni, considerato “uomo di pace e sacerdote coraggioso”, è un eroe della Chiesa, un martire ucciso da terroristi che vengono oggi difesi da qualche cardinale.
L’Islam non è mai stata una religione di pace e lo afferma lo stesso Corano, non siamo noi a voler condannare una verità troppo evidente, e chi non vede questa evidentissima verità, agisce in piena opposizione a Gesù Cristo. Noi sappiamo distinguere i musulmani che vogliono vivere in pace e scelgono di non attuare quanto prescrive il Corano.
Leggiamo solo alcune frasi riportate nel Corano e conosciute a memoria da tutti i musulmani:
* Circa gli infedeli (coloro che non si sottomettono all’Islam), costoro sono «gli inveterati nemici» dei musulmani (Sura 4:101). I musulmani devono «arrestarli, assediarli e preparare imboscate in ogni dove» (Sura 9:95). I musulmani devono anche «circondarli e metterli a morte ovunque li troviate, uccideteli ogni dove li troviate, cercate i nemici dell’Islam senza sosta» (Sura 4:90). «Combatteteli finché l’Islam non regni sovrano» (Sura 2:193). «Tagliate loro le mani e la punta delle loro dita» (Sura 8:12).
* Se un musulmano non si unisce alla guerra, Allah lo ucciderà (Sura 9:93).
* I musulmani devono far guerra agli infedeli che vivono intorno a loro (Sura 9:123).
* I musulmani devono essere «brutali con gli infedeli» (Sura 48:29).
* Un musulmano può uccidere ogni persona che desidera se è per «giusta causa» (Sura 6:152).
* Allah ama coloro che «combattono per la Sua causa» (Sura 6:13). Chiunque combatta contro Allah o rinunci all’Islam per abbracciare un’altra religione deve essere «messo a morte o crocifisso o mani e piedi siano amputati da parti opposte» (Sura 5:34).
* «Chiunque abiuri la sua religione islamica, uccidetelo». (Sahih Al-Bukhari 9:57).
* «Assassinate gli idolatri ogni dove li troviate, prendeteli prigionieri e assediateli e attendeteli in ogni imboscata» (Sura 9:5).
* «Prendetelo (l’infedele n.d.t.) ed incatenatelo ed esponetelo al fuoco dell’inferno» (Sura 69:30).
* «Instillerò il terrore nel cuore dei non credenti, colpite sopra il loro collo e tagliate loro la punta di tutte le dita» (Sura 8:12).
* «Essi (gli infedeli ndr) devono essere uccisi o crocefissi e le loro mani ed i loro piedi tagliati dalla parte opposta» (Sura 5:33).
Qualcuno può ancora onestamente affermare che qui c’è una religione di pace?
Non siamo noi cristiani a cercare contrasti, perché Gesù Cristo ci ha insegnato ad amare tutti, a perdonare, ad aiutare, ad usare misericordia e pazienza, a vedere nel prossimo un fratello da aiutare, addirittura a fare del bene anche a quelli che ci odiano.
Padre Jacques Hamel si era prodigato pure nell’aiuto dei musulmani, oltre che dei poveri della parrocchia, era un uomo di vera Fede e lo ha dimostrato quando si è rifiutato di inginocchiarsi, pur avendo un coltello puntato alla gola.
I due musulmani terroristi gli hanno gridato di inginocchiarsi, uno ballava pure attorno all’altare e gridava di continuo “Allah akbar”.
Padre Jacques Hamel rappresenta la vera Chiesa Cattolica, quella che non si inginocchia per compromessi davanti agli infedeli e con piena onesta, con coraggio, con una Fede viva, annuncia senza compromessi che solo in Gesù Cristo vi è la salvezza.
Oggi festeggiamo la Dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore sull’Esquilino di Roma, considerata il più antico Santuario Mariano d’Occidente. La eresse, sul precedente edificio liberiano, il Papa Sisto III (432-440) dedicandola a Dio e intitolandola alla Vergine, proclamata solennemente dal Concilio di Efeso (431) Madre di Dio.
È la Basilica più grande di tutte, come dice lo stesso nome, Santa Maria Maggiore, la quarta delle Basiliche patriarcali di Roma, detta inizialmente Liberiana, perché identificata con un antico tempio pagano, sulla sommità dell’Esquilino, che Papa Liberio (352-366) adattò a Basilica cristiana.
Avvenne un fatto molto significativo che bisogna raccontare.
La Madonna apparve nella notte del 5 agosto del 352 a Papa Liberio e ad un patrizio romano, li invitò a costruire una Chiesa là dove al mattino avrebbero trovato la neve. Il mattino del 6 agosto una prodigiosa nevicata, ricoprendo l’area esatta dell’edificio, confermò la visione, inducendo il Papa e il ricco patrizio a metter mano alla costruzione del primo grande Santuario Mariano, che prese il nome di Santa Maria “ad nives”, della neve.
Poco meno di un secolo dopo, Papa Sisto III, per ricordare la celebrazione del Concilio di Efeso (431) nel quale era stata proclamata la Maternità Divina di Maria, ricostruì la Chiesa nelle dimensioni attuali.
Per chiudere il commento, ringrazio di cuore quanti hanno compiuto la Novena a San Michele Arcangelo e quelli che la completano.
Oltre a chiedervi di pregare San Michele ogni giorno per me, spero tanto che sia nata in tutti voi una vera e forte devozione al Principe dei Serafini e grande difensore della nostra amata Chiesa. Non dimenticate mai di rivolgervi tantissime volte al giorno al Capo dell’Esercito Angelico.
Continuate a recitare giornalmente preghiere, suppliche, novene a questo potentissimo Arcangelo, che ripete: “Chi è come Dio?”.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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