VANGELO (Mt 11,25-30)

Mercoledì 29 aprile 2015

IV Settimana di Pasqua

 Gesù che parla alla gente

SANTA CATERINA DA SIENA

 

+Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli

 

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e Io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». Parola del Signore

 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La ricorrenza della festa liturgica di Santa Caterina spiega ad ogni cattolico l’amore che deve avere per la Chiesa.

Quanti si preoccupano di pregare per i bisogni della Chiesa o difendono la Chiesa dagli attacchi dei nemici? La Chiesa viene considerata quasi come una realtà a sé, questo è dovuto alla mancata formazione spirituale, alla scarsa conoscenza della sana dottrina.

Santa Caterina può farci da maestra perché lottò in modo eroico per difendere la Chiesa e ottenne grandi risultati perché pregava!

È molto interessante ma poco conosciuto il libro “Il dialogo della Divina Provvidenza”, frutto dei colloqui che Santa Caterina ebbe con l’Eterno Padre durante le estasi. La lettura permette di scoprire la bontà del Padre che parla con la stessa semplicità del Figlio Gesù.

Per conoscere meglio questa grande Santa, inserisco un estratto dal libro “Un amore ardente a Cristo e alla Chiesa” di Adriana Odasso.

«La proclamazione di Santa Caterina da Siena Compatrona d’Europa (1 Ottobre 1999), da parte del Papa, ha suscitato in me profonda emozione: è infatti da quasi sessant’anni che scrivo su questa straordinaria Santa,  evidenziandone la statura europea che, soprattutto nella sua epoca, il XIV secolo, costituiva un fatto del tutto straordinario. Già durante il breve arco della sua vita terrena, Caterina attraeva e stupiva i suoi contemporanei che ne divulgarono rapidamente l’immagine e gli insegnamenti in tutta Europa.

Anche oggi la Santa attrae e stupisce, risplendendo di vivida luce. “Caterina da Siena Santa europea”: sotto questo titolo ho raccolto alcuni miei scritti in un volume, edito nel 1984, che mi permisi di offrire a Sua Santità, che aveva manifestato particolare  ammirazione per la Santa, affermando che essa “è una grande opera di Dio”.

Giovanni Paolo II ha conseguentemente incoraggiato i caterinati, i quali a Lui hanno inviato e fatto inviare, da quanti condividevano la devozione alla Santa, migliaia di suppliche in cui, dopo aver evidenziato come Caterina da Siena, obbediente al desiderio del Signore che la voleva sua apostola nel mondo, avesse pregato ed agito instancabilmente per indurre alla pace ed all’unione i popoli europei del secolo XIV, chiedevano la proclamazione della Santa Compatrona d’Europa, tenuto conto che proprio il Papa, nella “Mulieris dignitatem”, aveva posto in evidenza le doti e la missione della donna che Caterina aveva esercitato in una straordinaria missione politica ed ecclesiale.

La riconosciuta missione europea di Santa Caterina da Siena è stata particolarmente sentita dai caterinati belgi, i quali hanno eretto un piccolo santuario, inaugurato nel 1968 ad Astened, in prossimità del confine di tre stati: Belgio, Germania, Olanda. È un luogo che invita a pregare Santa Caterina che tanto aveva fatto per la pace e l’unione europea. Nel settembre del 1975 il Vescovo di Siena, monsignor Mario Ismaele Castellano, e il Vescovo di Liegi, nel corso di una solenne concelebrazione, hanno deposto nel santuario cateriniano una preziosa reliquia della Santa, donata dal capitolo della Cattedrale di Siena.

Attualmente il Santuario, una piccola cappella affacciata su un romantico laghetto, rimane aperto 24 ore su 24 e non si contano gli “ex-voto” e le candele accese dai pellegrini. La venerazione alla nostra Santa è dunque diffusa a livelli internazionali e, fra i diversi  movimenti  esistenti, la “Via Catharinae al Giubileo del 2000”, sorta per opera di un comitato, composto da enti religiosi e laici, fra cui l’Associazione Internazionale dei Caterinati e il Centro Nazionale di Studi Cateriniani, sta svolgendo una feconda attività di preghiera e di apostolato finalizzata soprattutto alla preparazione dei pellegrini ad entrare, con Santa Caterina, senza paura nel Terzo Millennio attraverso il Grande Giubileo del 2000.

Caterina era di origini popolane: nata a Siena nel lontano 1347, era figlia di un modesto tintore, insieme con altri ben venticinque fra fratelli e sorelle. Del tutto priva di istruzione, al punto di non saper né leggere né scrivere, Caterina fu in grado di svolgere un’azione incisiva fino alle più alte autorità della politica e delle istituzioni civili ed ecclesiastiche di allora, come riporta la ricca bibliografia ed iconografia su di lei, al fine di riportare la concordia e la pace fra i popoli. Caterina inoltre non era certo favorita dal suo stato femminile, in un’epoca dove le donne non erano per nulla considerate.

Eppure questa giovane di così modeste condizioni raggiunse, nei brevi trentatre anni di vita terrena che le furono concessi, vertici che ancora oggi ci sorprendono: toccò le vette della perfezione spirituale, fu chiamata maestra da un numero considerevole di discepoli fra cui si annoverano illustri teologi, docenti universitari, nobili di elevata cultura. Fu ricevuta ed ascoltata da Papi, Cardinali, sovrani e capi di stato dell’intera Europa. Riuscì ad ottenere il trasferimento della sede papale in Roma, dopo settant’anni di esilio avignonese.

Riuscì a rappacificare Firenze con lo Stato Pontificio, da tempo in guerra fra loro, gettò le basi per la riforma della Chiesa, difese efficacemente il pontificato nel Grande Scisma d’Occidente, esortò l’Europa, lacerata da guerre fratricide, ad unirsi nel nome di Cristo.

È un fatto “miracoloso” che una donna, di origini plebee, potesse nel lontano secolo XIV intrattenere  una corrispondenza politica con i potentati del tempo, ai quali si rivolgeva con tono di fermo comando, pur senza nulla perdere della sua abituale umiltà: la sua eloquenza era visibilmente dettata da quell’Amore che rende accettabili perfino le più concitate invettive.

Le sue opere: le famose “Lettere”, delle quali ben 381 sono giunte fino a noi, le”Preghiere” ed il “Dialogo della Divina Provvidenza”, che questa indotta analfabeta dettava ai suoi scrivani, sono uno dei migliori esempi della prosa italiana del Trecento: gli studi di lei, della sua opera, sulla sua spiritualità, sono continuati incessantemente nel corso dei secoli, fino ai nostri giorni.

La Chiesa l’ha proclamata Santa, il Pontificato Romano, riconoscente per l’opera da lei svolta in sua difesa, l’ha nominata Compatrona di Roma e, per la carità nella cura degli ammalati, Compatrona delle infermiere; la sua azione pacificatrice fra gli statarelli della nostra penisola la fa venerare Patrona d’Italia.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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