7ª Settimana del Tempo Ordinario
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+ L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.
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+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, partito da Cafà rnao, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare. Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio». Parola del Signore
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Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Oggi non crea più scandalo per la società una situazione di divorzio, sia perchè è venuta meno la morale nella società sia perchè la stessa si è evoluta verso la miscredenza. Il divorzio in effetti è un trauma, una rottura dolorosissima per la parte che lo subisce e per i figli, esso si concretizza in una situazione di scelta umana per non accettare una croce forse pesante e insopportabile.
È sempre una grande sofferenza la rottura di un matrimonio religioso, mentre ci sono cause che richiedono una separazione momentanea o prolungata, quando per esempio uno dei due coniugi è pericoloso per l’altro. Ricordo un racconto che mi impressionò, di una signora della Liguria piena di contrazioni nervose, i famosi tic, causati dal terrore che le incuteva il marito e le minacce di ucciderla, fino a dormire con la roncola sotto il cuscino.
La roncola è un attrezzo agricolo formato da una lama metallica curvata a forma di punto interrogativo, affilata dal lato concavo e munita di impugnatura, solitamente di legno o, in versioni più recenti, in anelli di cuoio incollati ed infilati sul codolo dell’attrezzo, che viene ripiegato a gancio per poterlo appendere.
La roncola con la sua lama metallica mette paura solo a guardarla, quella povera donna tremava tutta la notte perchè sapeva che il marito la teneva sotto il cuscino per colpirla. Un comportamento barbaro, un uomo senza dignità e senza cuore. Un’attenuante notevole per lui, ho saputo dopo, era la pratica della magia occulta che lo trasformava fino a diventare una bestia. Ma lui aveva scelto liberamente la magia occulta.
Questa donna avrebbe fatto bene ad allontanarsi da casa per cautelarsi e sottrarsi alla violenza imprevedibile della bestia.
Se il divorzio è una pratica di peccato, i divorziati colpevoli e innocenti vanno sempre aiutati e sostenuti con la preghiera. Nessuno può comprendere lo stato d’animo della loro decisione nel periodo del divorzio, nessuno può ergersi a giudice e stabilire una verità . Per la Chiesa i divorziati vanno aiutati e non condannati, bisogna pregare con loro e coinvolgerli nella vita parrocchiale, anche se il limite per loro sono i Sacramenti.