+ VANGELO (Lc 6,39-42)

Venerdì 9 settembre 2016
XXIII Settimana del Tempo Ordinario
+ VANGELO (Lc 6,39-42)
Può forse un cieco guidare un altro cieco?
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhioâ€, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Tema molto interessante quello che ci propone Gesù, esso tocca tanti aspetti della vita e per cieco si intende chi non riesce a vedere l’evidenza della realtà . Chi non accetta l’esistenza di Dio nonostante le incalcolabili prove. Chi è accecato dall’orgoglio e non considera nessuno, e finisce per agire con egoismo e cattiveria.
La Parola di Dio suscita grande meraviglia, lo stupore è sempre presente perché da alcune parole si possono trarne molti insegnamenti e ci si incanta quando la meditiamo, per la ineffabile capacità di Dio nell’infondere ispirazioni. È un pozzo ricolmo di tesori spirituali e anche chi attinge molte volte dalla stessa frase, ne trae sempre qualcosa di prezioso.
La Parola di Dio dà la vista anche ai ciechi!
Di sicuro i ciechi nelle facoltà intellettuali possono vedere la vera e splendida Luce non appena esprimono il desiderio di convertirsi.
Ci vuole poco infatti, ma sono miliardi le persone che rimangono a un passo dalla loro conversione a Dio e sono bloccati dall’amor proprio, dall’attaccamento ai piaceri mondani, schiacciati dalle tentazioni, tenute alla catena dai diavoli inferociti.
Rimangono nello stato di sottomissione ai pensieri opposti al Vangelo e che non possono affatto arrivare da Gesù e vivono nel torpore.
Chi sono i ciechi che affermano di vedere ma sbagliano sempre scelte di vita e si dirigono come automi verso ciò che diletta i sensi?
In un altro passo il Signore parla dei ciechi e inveisce contro i farisei. Non ci sono forse oggi molti farisei ciechi che dicono di vedere?
Leggiamo questa affermazione di Gesù che và esaminata attentamente: “Io sono venuto in questo mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi†(Gv 9,39).
Quelli che non vedono sono i buoni e gli umili, i miti convinti di non fare molto per Gesù e la Madonna. Con l’aiuto di Gesù vedranno bene.
Quelli che presumono di vedere sono i falsi sapienti di questo mondo che ritroviamo in ogni settore della vita sociale e religiosa.
La citazione si unisce al Vangelo di oggi, anche se la parabola odierna di per sé è completa, proprio perché è una parabola di Gesù. La citazione di San Giovanni aggiunge una ulteriore spiegazione alla parabola del cieco che si lascia guidare da un altro cieco, o del cieco che presume di guidare bene un altro cieco.
Questo si riferisce ai genitori non preparati per formare in modo equilibrato i figli, o incapaci nel dare buoni esempi di vita, o distratti e non colgono le vere esigenze dei figli. Non tutti i genitori si rendono conto che i figli sono una buona pasta da lavorare, e questi rimangono buona pasta se i genitori sono veri formatori e capaci di modellare i figli secondo il modello principale che è Gesù.
Sono i genitori a temprare, fortificare, rafforzare i figli con gli insegnamenti fondati sui valori cristiani, e i figli diventano rocce!
È indispensabile la presenza del papà e della mamma nella crescita regolare di un bambino, quella crescita che intendiamo noi che conosciamo il Vangelo e anche le reali necessità per una completa formazione umana e religiosa. La mancanza di uno dei due genitori causa al bambino danni morali e spirituali gravissimi.
“Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso?â€.
Questo vale anche per i Sacerdoti colpiti dal modernismo, che acceca l’intelletto e non permette più di sentire Dio e di vedere la realtà .
È impossibile guidare santamente i credenti se proprio il Sacerdote non vive santamente la sua vocazione.
È una dolce violenza da fare giornalmente, pensando che quanto si lascia è poca cosa rispetto a tutto l’Amore che ci dona Gesù.
Aumentano da molte parti le lamentele e le sorprese dei cattolici riguardo quei parroci che non predicano più il Vangelo.
I credenti sono sconcertati quando ascoltano insegnamenti sbagliati nelle omelie, addirittura anche eresie ma presentate con l’aggiunta del miele… Oramai si esprimono concetti protestanti anche nelle omelie senza più farci caso, e questo indica che non temono nessun richiamo, perché molti hanno le stesse idee.
Anche se Gesù consiglia di guardare cosa abbiamo nell’occhio prima di condannare gli altri, il riferimento è al giudizio e non alla verità .
Sappiamo molto bene che i giudizi bisogna evitarli sempre e sono da condannare, mentre la verità và sempre detta, soprattutto quando bisogna consigliare, avvisare quelli meno attenti per riportarli nel giusto cammino. Altrimenti nel fosso ci cadono in molti.
Se noi mettiamo in pratica il Vangelo non dobbiamo temere nel parlare secondo verità , gli altri devono invece correggersi, evitando qualsiasi insegnamento contro il Catechismo della Chiesa e rettificando lo stile di vita se è causa di scandalo.
Invece, succede proprio il contrario. Sono i modernisti ad attaccare quanti seguono il Vangelo insegnato dalla Chiesa e osservano fedelmente i Comandamenti. Noi che siamo fedelissimi a Gesù veniamo attaccati in molti modi perché obbediamo a Dio e questo fatto è incredibile.
Nel mondo c’è di tutto: chi non vede più il bene da fare e il male da evitare; chi vive nel buio totale; chi non riesce ad amare nessuno!