+ VANGELO (Lc 13,18-21)

Martedì 25 ottobre 2016
XXX Settimana del Tempo Ordinario
+ VANGELO (Lc 13,18-21)
Il granello crebbe e divenne un albero.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il Regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami». E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il Regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Per spiegare la straordinaria capacità che ogni cristiano ha in sé di accogliere il Regno di Dio, Gesù porta due esempi e paragona il suo Regno a un albero maestoso e al pane lievitato. Per raggiungere queste due condizioni bisogna avere costanza, una cura da prestare al granello di senape e alla farina da far lievitare.
Questo spiega che il cammino spirituale dura tutta la vita, come per tutta la vita bisognerà cibare il proprio corpo per sostenerlo e occorrerà respirare per introdurre l’indispensabile ossigeno per il benessere del corpo.
Nessuno può fare a meno di respirare, è una delle prime cose che facciamo dopo essere venuti al mondo e l’ultima che compiamo prima di lasciarlo. È un processo automatico, controllato dal nostro sistema nervoso.
Il cammino spirituale necessita della Grazia di Dio, come il corpo necessita dell’ossigeno.
Consideriamo che i problemi respiratori possono ostacolare il sistema circolatorio, compromettendo di conseguenza la salute di tutto il corpo. I peccati e la dissolutezza ostacolano la presenza della Grazia e la Fede non cresce, il credente rimane sempre poco spirituale.
Se non c’è il sostegno della preghiera costante, si finisce per cadere pericolosamente nella tiepidezza.
La vita spirituale e il processo fisico della respirazione hanno diverse funzioni ma tutti e due sono indispensabili per chi vuole realizzarsi: una per la comunione con Dio l’altra per mantenere vivo il corpo.
Mentre la vita spirituale richiede sforzo e vigilanza, la respirazione è un processo automatico ma indispensabile per la vita fisica.
Per mantenere vivo il corpo occorre respirare e consiste nell’assumere aria (inspirando) e nel lasciarla fuoriuscire (espirando).
Durante l’inspirazione, l’aria entra nel corpo attraverso il naso e la bocca e scende lungo la trachea fino a raggiungere i bronchi. A loro volta, i bronchi inviano l’aria agli alveoli riempiendo i polmoni. A questo punto il sangue trasporta l’ossigeno contenuto nell’aria in ogni parte del corpo.
La Grazia di Dio avvolge la persona che la cerca e ne ha i requisiti. La Grazia che entra nella persona, inonda l’anima, cioè ogni parte della persona. Se c’è la Grazia di Dio in una persona, è presente in tutto il corpo. Bisogna ottenerla e poi conservarla, mantenendosi in uno stato spirituale virtuoso.
La presenza della Grazia in una persona arreca benefici indicibili e ineffabili.
Il corpo ha bisogno di ossigeno per funzionare e la maggior parte dell’ossigeno utilizzato proviene dalla respirazione. La vita spirituale ha bisogno di Dio, solo con il suo intervento c’è la conseguente presenza dello Spirito Santo nell’anima.
Nel corpo l’ossigeno è indispensabile, lo è di più la Grazia di Dio perché porta pace e gioia, buoni sentimenti e la pratica delle virtù.
C’è una riflessione che dobbiamo fare: quasi mai si considera la respirazione che si compie giorno e notte, appunto anche quando si dorme.
Sappiamo che si tratta di un impegno automatico controllato dal sistema nervoso. Questo automatismo si da per scontato e non si pensa che fermare la respirazione comporta la conseguente fine della vita fisica. La morte della persona.
Allo stesso modo, se in noi non entra la Grazia di Dio che bisogna cercare, la vita spirituale muore e si vive come i pagani: senza Dio.
Gesù ci dice che ognuno di noi può diventare come un albero maestoso per accogliere le persone stanche, far riflettere quelli che sono esaltati dalla vita dissoluta che conducono, proteggere i più deboli e i peccatori con la preghiera costante e devota.
Ognuno di noi anche se è ancora un piccolissimo granello di senape e del lievito informe, può diventare un eccellente e virtuoso cristiano.