+ VANGELO (Lc 11,29-32)

Lunedì 15 ottobre 2018

XXVIII Settimana del Tempo Ordinario

Santa Teresa d’Avila

+ VANGELO (Lc 11,29-32)

Non sarà dato alcun segno a questa generazione, se non il segno di Giona.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’Uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Erano in migliaia ad ascoltare Gesù e volevano sentire parole di convenienza, insegnamenti attuabili con facilità, soprattutto cercavano i miracoli e anche pane e pesci da mangiare. Molti non cercavano il Signore sospinti da un’altra fame, quella di Dio, spirituale e interiore.

Le parole di Gesù invece scuotono tutti i presenti, danno ad essi la vera conoscenza del loro agire, li aiuta a scoprire il vuoto che volevano riempire senza alcun merito. Questo indica che si può cercare Dio non per una convinta ricerca spirituale, quasi come un rito di buon auspicio, che si traduce comunque con scaramantico.

Sono molto dure le parole espresse da Gesù, indica la sua generazione come malvagia e perduta nei peccati, che cerca il segno di una sopravvivenza che conosce come ingannevole. Ma chi è capace e lucido nel riconoscere le proprie miserie se non ha lo Spirito di Dio?

Si deve partire dalla conoscenza di sé per entrare nel cammino spirituale e seguire senza illusione la Via tracciata dal Signore.

Non c’è un cammino di Fede diverso da quello indicato da Gesù nel Vangelo e la richiesta di segni molte volte è il sintomo di chi ancora non si è abbandonato completamente. La resa di sé davanti all’Onnipotenza di Dio è il vero segno che noi dobbiamo mostrare a Lui.

Gesù molto spesso si rende presente anche con dei segni, ed è libero di manifestarli secondo criteri che l’uomo non immagina. Sono segni le Grazie che si ricevono dopo molte preghiere, come sono segni le risposte che arrivano dal Cielo in modo inaspettato.

Gesù non delude mai e spesso mostra segni a quanti credono convintamente in Lui e lottano contro la malattia o si trovano nella sofferenza. Chiedere dei segni senza Fede alle volte è uguale a un atto magico, invece è la fiducia in Dio a far camminare nella sua Volontà anche quanto tutto appare oscuro e difficile.

Nel Vangelo Gesù cita Giona per mostrare che la richiesta dei segni di quanti Lo ascoltavano, ostacolava l’accoglienza della sua Parola. Mettere in pratica le parole di Gesù richiede un atto di Fede, una fiducia serena e coraggiosa in Lui, senza pretendere segni che sostituiscono la Fede.

Giona venne chiamato a predicare la conversione dei grandi peccatori di Nìnive e all’inizio era recalcitrante, poi comprese che il rifiuto della Volontà di Dio gli avrebbe causato tante altre sventure. Doveva scegliere tra l’osservanza della Volontà di Dio anche se esigente, oppure disubbidire e cadere in balia del male.

Giona riuscì a convincere i peccatori di Nìnive e portarli alla conversione, come anche la regina di Saba fece un lungo viaggio per conoscere da vicino la leggendaria sapienza del re Salomone. Gesù ci vuole dire che non sono i segni ad alimentare la nostra Fede ma la fiducia in Dio, la certezza che Dio c’è ed è un Padre.

Santa Teresa d’Avila visse in monastero per molti anni una vita spirituale tiepida, intenta alle preoccupazioni mondane e desiderosa di incontrare le dame che andavano a trovare le monache per chiacchierare e non per pregare e santificarsi.

Nei suoi scritti semplici e chiari troviamo un amore appassionato a Gesù e la spiegazione della vita spirituale che và oltre la pratica abitudinaria delle preghiere distratte recitate da molti cristiani, senza amore né interesse per la propria conversione.

Santa Teresa dedicò la sua vita alle cose di Dio e divenne maestra di spiritualità.

Quando comprese che Gesù Crocifisso La chiamava ad una vita dedita a Lui, subito abbandonò le dissipazioni ed iniziò la nuova vita in Cristo, compì quella rinascita indicata da Gesù a Nicodemo: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il Regno di Dio».

Gli disse Nicodèmo: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?».

Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel Regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito» (Gv 3,3-6).

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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