+ VANGELO (Gv 16,20-23)

Venerdì 26 maggio 2017
VI Settimana di Pasqua
+ VANGELO (Gv 16,20-23)
Nessuno potrà togliervi la vostra gioia.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «In verità , in verità Io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà . Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia. La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla». Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
È netta la distinzione tra la sofferenza del cristiano e il mondo che si rallegra nella sua stoltezza. Il pianto che accenna Gesù indica anche la consapevolezza della prova che vive il cristiano, la sofferenza avvertita e affrontata nella Fede, senza mai essere solo.
“Voi piangerete e gemereteâ€. Chi non soffre in qualche modo in questa vita? La differenza con cui l’affronta il cristiano sta nella sua Fede.
È un pianto che indica un dolore, una afflizione, inevitabili nella vita umana e solo chi vive come un alieno non affronta con coraggio e verità la sofferenza che vive. Non fugge da essa, non la evita utilizzando le strategie del mondo senza Dio. Un mondo che invece si rallegra stoltamente per non affrontarla.
Il cristiano è coraggioso e sincero con se stesso, non cerca vie alternative per sopire o fuggire da una sofferenza.
Gesù prende come esempio il parto di una donna. È vero che al parto si arriva dopo una lunga preparazione, non arriva improvviso e senza preavviso come magari è solitamente una sofferenza. La distinzione sta nella preparazione spirituale della persona, il suo stato interiore pronto o vacillante dinanzi all’arrivo della sofferenza.
Ci sono anche le sofferenze annunciate e sono quelle che la persona sceglie volontariamente sbagliando scelte di vita e comportamenti connessi ad un determinato stile di vita. La volontarietà non sta nel volere la sofferenza ma nel perseguire determinati obiettivi in modo sbagliato, senza discernimento.
Il cristiano che conosce da vicino Gesù è pronto ad affrontare ogni sofferenza come la donna affronta il parto. Tutti e due soffrono e si trovano ad affrontare un parto, uno è spirituale, l’altro è invece fisico. Una volta superato il momento del parto si dà alla luce chi la vittoria sulla prova che viveva, chi una nuova vita.
Non bisogna soffermarsi sulla sofferenza che si vive ma a ciò che ne scaturirà .
Chi ha Fede sa che la Madonna aiuterà a superare e a vincere la prova che si vive, come la donna che affronta il travaglio del parto e soffre ma la sofferenza passa e rimane una immensa gioia per il figlio nato.
Le grandi conquiste e vittorie della vita sono partorite nella sofferenza, si deve lottare in modo virtuoso per conquistare il premio.
“Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioiaâ€.
La gioia che indica il Signore Gesù non è conosciuta da quanti non compiono un cammino di Fede, e non ci sono parole adeguate per spiegare cosa arreca alla persona la gioia che arriva dalla Grazia di Dio. L’immagine del parto è indicatrice, bisogna comunque fare l’esperienza per comprendere l’immensa serenità e allegria, quindi la vera gioia che proviene dalla Fede.
Tutto nella vita si deve conquistare con sforzi alle volte eccessivi, noi dobbiamo valutare i modi virtuosi per giungere alla gioia.
Il cristiano sincero e interessato a crescere nella Grazia di Dio, compie un cammino di Fede con impegno e si trova ed affrontare incalcolabili sofferenze, le conosce perché coraggiosamente le affronta ed è sicuro di superarle per la vicinanza di Gesù.