+ VANGELO (Gv 15,9-17)

Martedì 14 maggio 2019
IV Settimana di Pasqua
San Mattia Apostolo
+ VANGELOÂ (Gv 15,9-17)
Non vi chiamo più servi, ma vi ho chiamato amici.
+Â Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato Me, anche Io ho amato voi. Rimanete nel mio Amore. Se osserverete i miei Comandamenti, rimarrete nel mio Amore, come Io ho osservato i Comandamenti del Padre mio e rimango nel suo Amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio Comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come Io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che Io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto Me, ma Io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio Nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri». Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Tra i numerosi temi toccati da Gesù in questo Vangelo, si inserisce la figura di Mattia, chiamato a diventare il dodicesimo Apostolo in sostituzione del traditore. «Non voi avete scelto Me, ma Io ho scelto voi».
Questo discorso è rivolto ad ogni cristiano, testimone delle meraviglie di Grazie compiute da Gesù nella sua vita, nonostante la mancata conoscenza delle Grazie ricevute dagli altri. La Fede ci dice che il Signore aiuta sempre tutti quelli che Lo amano e osservano i Comandamenti. Ce lo ricorda anche oggi: «Se osserverete i miei Comandamenti, rimarrete nel mio Amore».
Questa è la condizione per rimanere nel Cuore del Signore e tutti quelli che obbediscono, vengono ricolmati di Grazie.
Mattia non era stato scelto direttamente da Gesù ma era pieno di Fede. Il Signore non aveva scelto i migliori, nella sua onniscienza gli occhi si erano posati sui Dodici, tra cui il traditore. Secondo la Scrittura e come anticipato da Gesù, proprio questo vile personaggio doveva essere presente, anche per dare la conoscenza ai posteri del tradimento che si compiono quando il potere o il denaro diventano la priorità e si sostituiscono a Dio.
Nella Chiesa ci sono tanti carismi, ma esistono anche quelli che i carismi se li costruiscono per averne vantaggi. Mi riferisco a Consacrati e laici, tutti amati dal Signore se si pentono degli errori commessi, tutti hanno le stesse possibilità di santificarsi e compiere un grande cammino di Fede.
Mattia non era dei Dodici ma viveva come un vero Apostolo quando Gesù predicava, questo ci dice che anche i cattolici «anonimi» possono raggiungere una santità elevata. Per il mondo sono innocui ma davanti a Dio sono potenti nell’intercessione. Di sicuro sono amati di un Amore particolare perché mettono Dio al centro della loro vita.
La santità è interiore, formata da ripetuti atti virtuosi giornalieri, dalla retta intenzione, dalla coscienza splendente, dal cuore puro.
La santità è possibile a tutti, anzi oggi proprio i laici hanno maggiori possibilità di avvicinarsi al Signore se rimangono fedeli alla Parola. È vero che per la Grazia facilità la santificazione dei Sacerdoti, ma è diventato impegnativo per molti seguire la sana dottrina e osservare pienamente i Comandamenti.
È un dato di fatto che tutti constatano. Cosa devono fare quanti li guidano? Mettere Gesù storico al centro di tutto!
I laici vivono nel mondo ma se sono anime spirituali sanno come fare per non essere del mondo, è sufficiente meditare ogni giorno buoni libri spirituali e proporsi una determinata condotta di vita, rialzandosi dopo una caduta con la Confessione, consapevoli che le cadute ci saranno sempre e si affievoliranno nel tempo, quando si diventerà più forti nello spirito.
Per questo, non bisogna mai indignarsi se un cristiano sbaglia, al contrario và incoraggiato a rialzarsi e a ricorrere alla Confessione. Bisogna sostenerlo con la preghiera e nessuno deve mai puntare l’indice verso un altro.
Il cammino spirituale è impegnativo, per esempio Mattia diventato uno dei Dodici ci dice che la perseveranza e la fedeltà alla Parola di Dio facilitano la vera conversione e la propria santificazione. Non bisogna mai arrendersi né tornare indietro per non perdere quanto si era guadagnato davanti a Dio.
«Gettarono quindi le sorti su di loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici Apostoli» (At 1,26).
Tutti siamo chiamati a diventare veri apostoli, Gesù conta su ognuno di noi, chiede ad ognuno di fare ogni giorno qualcosa in più per un fratello o una sorella in difficoltà , non solo con la preghiera, anche con la propria testimonianza.
L’obbedienza ai Comandamenti tra i cristiani diventa però sempre più complicata, soprattutto per quelli che hanno allentato le redine della vita e si lasciano guidare dall’istinto, dai pensieri che sorgono senza riuscire a vagliarli alla Luce della Fede che posseggono.
Mattia subentrò a un uomo che si trovava nella migliore condizione per diventare Santo ma scelse il tradimento, si lasciò dominare dai pensieri superbi e orgogliosi. Gesù conta su ognuno di noi per portare nel mondo il suo Vangelo, non tutti però accolgono con gioia e disponibilità la proposta del Signore e trascurano la cosa più importante della vita.
Lasciano Gesù che dona tutto il Bene e scelgono una vita avventata piena di infelicità , malinconia e insoddisfazione.
Nell’esame di coscienza il cristiano deve specchiarsi per verificare se ci sono inclinazioni o pensieri opposti al Vangelo che guidano la sua vita. È sempre in tempo per bloccare il cammino sbagliato e riscoprire l’Amore del Signore.
Tutti i momenti sono favorevoli per rientrare in sé e confrontarsi con i Comandamenti di Dio, la vita non è eterna in questo mondo e nessuno ha il potere di cambiare determinati eventi indipendenti dalla volontà umana.
La forza che arriva dai Sacramenti e dalla preghiera umile, rende il cristiano capace di resistere ai tantissimi pensieri che affollano la mente e di cui non si conosce la provenienza. Non sono tutti buoni i pensieri, non tutti vengono da Dio e quelli che ispira satana nascondono finalità distruttive e per questo è sempre opportuno confrontarsi con il Padre spirituale.
In ogni luogo che frequentiamo è possibile rimanere uniti a Gesù, questo comporta l’azione di una forza infinita in noi, è la forza di Dio Onnipotente che ci rende capaci di superare ogni genere di tentazione e di «capire» la realtà così come è realmente.