TEATRO TEMPIO DI PIETRAVAIRANO… PICCOLA PERLA DELLA CAMPANIA SCOPERTO NEL 2000 DA NICOLINO LOMBARDI PERLUSTRANDO IL MONTE CON UN DRONE.

di Emilia D’ambrosio

Costruzione di epoca preromana in opus incertum tra il 500 e il 300 circa a.C.

La scena del teatro non è più in piedi, ma i resti del tempio sono ben visibili sulla parte alta del monte, che si collega al teatro con una cinta muraria in opus incertum assemblato con una malta locale, molto resistente a base di calcio recuperata sul posto!Teatro Tempio San Nicola nasce presumibilmente in età ( Romana-Repubblicana 509-343 a.C.)  unico nel suo genere sopratutto per il suo posizionamento in altura. Si tratta di fortificazioni di varia tipologia e grandezza con mura in opera poligonali che si caratterizzano lungo le dorsali ad una quota che va dai 300-600 metri. Arroccate su posizioni elevate esse dovevano rappresentare l’elemento più caratterizzante del paesaggio antico, perlomeno in epoca preromana. Spesso si tratta di strutture complesse, e documentano una stabile occupazione dei siti, connesse alla esigenza di sfruttamento e di sorveglianza del territorio e delle vie di comunicazioni. si ha l’impressione che tali strutture siano poste in reciproca connessione , al fine di assicurare un effettivo ed efficace controllo su tutto il comprensorio. Esse siano parte di un organismo sistema di gestione e controllo del territorio, la cui genesi e il cui sviluppo, se non determinati dalle vicende delle guerre sannitiche, furono da esse sollecitati e comunque ad esse collegate.

prossimità del lato ovest del monte San Nicola viene scoperta la cinta fortificata preromana, la presenza di tale sito già segnalato da esperti e studiosi locali, è stata in anni più recenti messa in luce da D.Caiazza* .

Il Tempio si pone nel punto più alto dell’altura al centro di una terrazza artificiale grosso modo quadrata che ne  ha regolarizzato il profilo e che appare su tutti i lati delimitata da un muro di sostruzione si innestano setti murari in opera incerta , pertinenti forse a una sistemazione in forme monumentali dell’accesso all’edificio sacro. dell’alzate del tempio non rimane nulla, ma la planimetria interne dell’aedes risulta ancora ben leggibile.

Del Teatro il settore meglio riconoscibile è rappresentato dall’edificio scenico, conservato a livelli di iposcenio, è comunque è tutt’ora caratterizzato dalla presenza dei paraskènia ; di esso uno è ancora in buona misura preservato in elevato per una ragguardevole misura. Quanto alla caveia, è abbastanza agevole per poter distinguere e seguire l’andamento degli analemmata, ovvero i muri di contenimento della stessa specialmente quelli frontali, rettilinei, mentre più improbabili appaiono le gradinate; la caveia , a forma di emiciclo, si presenta in ogni modo addossata al pendio, di cui sfrutta l’inclinazione. La tecnica edilizia impiegata sembra essere opera incerta, realizzata con scapoli di calcare locale, di grosse e medie dimensioni, appena sbozzati, uniti da tenace malta, rappezzati con rari blocchi di tufo.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *