Super Iva al 22%, mancano tre mesi all’aumento dell’aliquota. L’impatto su consumi e edilizia

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Quanto peserà l’aumento dell’aliquota ordinaria? L’impatto che l’aumento dell’IVA avrà sulle ristrutturazioni di immobili andrà a colpire il settore che più di altri ha fatto le spese della crisi

Pubblicato il 27/03/13 in Tasse| TAGS: iva, super iva, aumento iva
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La spada di Damocle della ‘Super Iva‘ incombe sulle tasche degli italiani e l’ipotesi di scongiurare il rincaro del balzello sembra remota. Tre mesi e poco più è il tempo che ci separa dall’aumento dell’Imposta di Valore Aggiunto dal 21 al 22%, stabilito a partire da lunedì 1° luglio 2013 dalla Legge di Stabilità.
Come contenuto nella manovra votata lo scorso dicembre, è infatti previsto il ritocco all’insù di un punto dell’aliquota ordinaria, mantenendo invariata quelle del 10% e del 4%.

Ricordiamo che rientrano nelle aliquote ridotte prodotti  e servizi di uso quotidiano o considerati di prima necessità, nella fattispecie l’Iva ridotta al 4% si applica a: prodotti agricoli, alcuni alimenti e bevande; giornali, riviste e quotidiani; apparecchiature sanitarie; somministrazioni di alimenti nelle mense aziendali; prestazioni socio-sanitarie; acquisto prima abitazione dal costruttore. L’Iva ridotta al 10% per: carne e altri prodotti alimentari (per esempio pesce, pollo e uova); birra; miele e cacao; verdura e frutta; pasticceria; vini; legna da ardere; gas ed energia elettrica; servizi telefonia; spettacoli; servizi trasporto; servizi trasporto.

L’imminente incremento dell’aliquota Iva ordinaria, che si applica alla maggior parte dei beni e servizi, pur avendo come obiettivo l’aumento del gettito nelle casse dello Stato, rischia d’altro canto di contrarre ulteriormente i consumi degli italiani e di ridurre il valore, in termini di potere d’acquisto, dei risparmi attualmente detenuti dalle famiglie. Codacons ha calcolato una stangata media, su base annua, considerando la famiglia media Istat da 2,4 componenti, pari a 176 euro per l’Iva dal 21 al 22%.

In particolare, se è vero che i beni nel perimetro dalla “Super Iva” non contemplano la casa, sul cui acquisto si paga l’Iva ridotta, l’impatto che l’aumento avrà sulle ristrutturazioni di immobili sarà rilevante e andrà a colpire proprio il settore che più di altri ha fatto le spese della crisi.
L’Iva al 22% infatti, come si legge su Il Sole 24 Ore  “Prima di tutto si applicherà alle parcelle professionali di geometri, architetti e ingegneri ingaggiati in occasione di lavori di ristrutturazione. Ma anche ai compensi per la certificazione energetica da allegare al rogito in caso di compravendita o da inserire negli annunci immobiliari di vendita o locazione. Ricade, poi, nell’Iva al 22% anche tutto il settore dell’arredamento, dei mobili e degli elettrodomestici”. Inoltre non si applica l’IVA agevolata al 10% ai materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori; ai materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente; alle prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi finalizzati al recupero edilizio; alle prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei lavori.

Come se non bastasse, la scadenza del primo luglio coinciderà con la fine delle detrazioni del 50% sul recupero edilizio e del 55% per il risparmio energetico: le quote scenderanno entrambe al 36 per cento, col rischio di alimentare ulteriormente l’impasse del settore edile.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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