Spirito… Fuoco… Grazia

19 maggio 2024 – Solennità di Pentecoste / B
Spirito… Fuoco… Grazia
I fenomeni che più impressionano l’uomo – il fuoco, la folgore, il
terremoto, il tuono, l’uragano – sono usati dagli autori sacri per
raccontare le manifestazioni di Dio (teofanie). Anche per descrivere
l’azione dello Spirito, gli evangelisti hanno fatto ricorso a queste
immagini e hanno scritto che lo Spirito è soffio di vita (Gn 2,7),
pioggia che trasforma il deserto in giardino (Is 32,15; 44,3), forza
che ridona vita (Ez 37,1), rombo dal cielo, vento gagliardo, fragore, lingue di fuoco (At 2,1) …
Immagini tutte che suggeriscono l’idea di una forza grandiosa. Dove giunge lo Spirito, avvengono
sempre trasformazioni radicali. Un giorno Geremia, sfiduciato, si chiese: “Può cambiare forse un
etiope la sua pelle nera o un leopardo cancellare le sue striature?” (Ger 13,23). Sì, ogni prodigio è
possibile là dove irrompe lo Spirito!
Da Mosè a Gesù
Rimaniamo stupiti, leggendo il racconto di Atti 2,1-11, di fronte ai tanti ‘prodigi’ accaduti tutti
insieme nel giorno di Pentecoste. Giovanni scrive che Gesù ha donato il suo Spirito nel momento
della sua morte (Gv 19,30); più avanti scrive che lo ha donato il giorno della Risurrezione (Gv 20,22);
in Atti leggiamo che lo Spirito venne effuso 50 giorni dopo la Risurrezione. Perché queste
contraddizioni? Giovanni vuole insegnare che lo Spirito è dono del Signore morto e risorto. Luca ,
invece, scrivendo che lo Spirito era sceso nel giorno di Pentecoste, vuole i nsegnare che lo Spirito
nuovo ha sostituito l’antica Legge, che Gesù ha preso il posto di Mosè. I rabbini dicevano che sul
Sinai le parole di Dio avevano la forma di 70 lingue di fuoco, per indicare che la Toràh era per tutti i
popoli (che allora si credeva fossero appunto 70). Non contraddizioni ma spiegazioni diverse.
Lo Spirito: il Dio ignoto?
Pentecoste: il compleanno della chiesa, come ci ricorda anche un bell’inno di Manzoni, forse il suo
più bello! Se ci è facile parlare di Dio-Figlio, ci è difficile parlare di Dio-Padre, e ci è difficilissimo
parlare di Dio-Spirito, perché lui è spirito, santità, amore … e noi siamo materia, peccato, egoismo …
Anche per noi forse si ripete quanto accadde a Paolo parlando agli efesini: «Avete ricevuto lo Spirito
Santo quando siete venuti alla fede?». Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che ci sia
uno Spirito Santo!» (At 19,1). Per molti cristiani, lo Spirito è quel “Dio ignoto”, la cui statua Paolo
trovò nell’Areòpago di Atene (At 17,22). Proviamo a parlarne, con molto pudore. Non si parla “dello”
Spirito come di un’inutile chiacchiera; si parla “allo” Spirito come ad una persona viva. Soprattutto
si prega, si adora, si tace! Impariamo almeno oggi a riconoscere questo Spirito creatore, che
volteggiava sulle acque della creazione:
▪ la terra era senza forme e senza vita; lo Spirito ha fatto sorgere mille vestigia, mille immagini, mille
somiglianze con Dio. Dio era sconosciuto, invisibile, e lo Spirito lo ha manifestato nella creazione di
tutti questi esseri pieni di significato. Lo Spirito, soffiando sull’argilla, ha creato l’uomo e ha popolato
questa nostra terra di persone care, di volti amici;
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▪ è ancora lo Spirito che ha parlato per mezzo dei profeti, poveri uomini presi di mezzo agli uomini,
come Isaia, come Geremia, come Giobbe, come Giona … ma basta che il suo carbone ardente tocchi
le loro labbra perché ardano; basta che la sua ispirazione li commuova, perché non possano fare a
meno di parlare;
▪ e poi, la più bella opera dello Spirito, l’Incarnazione. “Et incarnatus est de Spiritu Sancto”. Con
Maria, il segnale è dato, lo Spirito comincia il suo segreto lavoro d’amore: Elisabetta , la sterile,
partorisce, Zaccaria, l’incredulo, profetizza, il vecchio Simeone non teme più la morte …
▪ abbiamo contemplato questo Spirito all’opera ieri, negli altri. E oggi? Anche oggi è sempre in
movimento con le sue ispirazioni; per esempio, in quell’uomo che chiede perdono e anche in noi,
quando sentiamo la voglia di pregare o di sorridere, la nostalgia di pulito o di perdono, il desiderio
del bene e della generosità … è Lui, è lo Spirito, che ci attira verso le altezze della grazia! Quale gioia
al pensiero che questo onnipotente Spirito è all’opera dappertutto! Credenti e increduli, fedeli e
infedeli, nessuno sfugge al suo influsso. Egli illumina ogni uomo che viene in questo mondo. Dalla
sua pienezza tutti abbiamo ricevuto! (Gv 1,14-17).
Per comprendere quanto lo Spirito sia necessario, basterà riflettere su questi pensieri di Atenagora:
“Senza lo Spirito, Dio è lontano, Gesù resta nel passato, il Vangelo una lettera morta, la Chiesa una
semplice organizzazione, l’Autorità un potere, la Missione una propaganda, il Culto un arcaismo,
l’Agire morale un agire da schiavi”. Buona vita!
Le Sante Radici – השׁרשים הקדשים
Per contatti: francescogaleone@libero

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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