SOLENNE PROCESSIONE DEI BUSTI D’ARGENTO DEI SANTI PATRONI DI CAPUA

DI DINO MANZO
Sabato 6 maggio è stata  la festa dei busti argentei patrimonio della basilica cattedrale di Capua. Ieri sera le statue sono state portate in processione nel centro storico. Ha fatto seguito  la solenne celebrazione officiata dall’arcivescovo Salvatore Visco. Cultura e fede si mescolano con il genius loci che ha sempre distinto l’antica capitale del popolo Osco. I tesori argentei sono stati  esposti nel duomo già da venerdì sera. Gli argentei sono frutto delle “limosine dei fedeli”, di pregevole fattura, furono realizzati nel Settecento da artigiani napoletani. Sono stati portati in processione i busti di Santo Stefano, Sant’Agata, Sant’Irene, dell’Addolorata, di San Sebastiano, Sant’Andrea Avellino, San Gaetano Tiene, l’urna argentea di San Prisco, il cui busto fu distrutto durante l’ultima guerra. C’erano altre statue, quelle di San Michele Arcangelo, San Francesco Saverio e San Tommaso D’Aquino, commissionate dal cardinale Caracciolo, e quella di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, distrutte durante il conflitto bellico del 1943.

La processione solenne è stata accompagnata da rappresentanze dei mestieri, una delegazione del corpo della polizia municipale, le congreghe ed il picchetto dei carabinieri in grande uniforme. Lo storico Michele Monaco, cappellano e predicatore, riferisce che il rito ebbe origine nel Seicento in occasione della festa di San Marco e c’era l’usanza di benedire i campi fuori l’antica Porta del Ponte, praticamente Porta Roma, dove venivano recitate le antifone, tra cui la “Rogamus te, Domine” e quando si giungeva al termine, il sacerdote poneva la croce davanti alla porta. Questa croce era ricavata dalla cera del cereo pasquale, avanzata o mischiata con altra cera. Il rito di porre le croci davanti alle porte della città era fatto prima dell’Ascensione.