SESSA AURUNCA -Resistenze del comune per rievocazione del 17 settembre sui fatti che videro protagonisti i Borboni

 

 

Nunzio De Pinto

 L’Associazione ambientalista Terra Nostra ed il Cristina Club hanno invitato le associazioni storiche, culturali e d’arme, nonché la cittadinanza tutta, a commemorare i fatti relativi al 1861 e svoltisi sul fiume Garigliano al fine di ricordare, il prossimo 17 settembre, la storia del popolo meridionale defraudato di tutti i suoi beni da parte dei savoiardi e tutti i caduti, nessuno escluso. “Purtroppo” – ha affermato Pasquale Costagliola, presidente dell’associazione “Terra Nostra”, che sta portando avanti l’iniziativa che racconti la verità storica dei fatti e non quella scritta negli ultimi 150 anni dai piemontesi – “in merito all’incontro del 17 settembre prossimo a Baia Domizia, nonostante le resistenze del comune di Sessa Aurunca, interessato solo ed unicamente ad una bolsa manifestazione retorica e per molti versi antimeridionale, gruppi ed associazioni identitarie vogliono testimoniare il loro attaccamento alla memoria dei fatti ed alle tradizioni tradite. A Sessa come se niente fosse successo sia nel passato che nel presente” – ha sottolineato Costagliola – “si continua a fare retorica, con improbabili murales e fanfare di un tempo che fu. Oggi è invece fondamentale riscoprire l’orgoglio e la storia della nostra terra. Per questo si chiamano al Raduno del prossimo 17 settembre a Baia Domizia, tutti i movimenti identitari per ricordare la battaglia sul Garigliano. In particolare” – ha concluso Costagliola – “per commemorare la resistenza dei cacciatori borbonici sul ponte S.Ferdinando. Quello del 17 è un incontro sollecitato e coordinato dal Comitato delle Due Sicilie di Fiore Marro, presidente nazionale, per ricordare alle generazioni a venire le tradizioni di valore militare e per fare risorgere l’antico orgoglio”. “Pensare a commemorazioni di parte” – gli fa eco il patron del Cristina Club, Nino De Cristofaro – “come se un protagonista della vicenda non esistesse, significa tradire la storia. Un tradimento doppio se viene perpetrato alle latitudini meridionali. Nessuna revanche del passato” – ha sottolineato – “ma nemmeno l’oblio ottuso può tenere banco, escludendo dal ricordo migliaia di uomini che vestirono l’uniforme dei perdenti ed issarono bandiere perdute”.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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