SANTA MARIA LA FOSSA TARI AUMENTATA PERCHE’

di Peppino PASQUALINO

Non si riesce a capire (ma sarebbe meglio dire: a sapere, ndr) la formula matematica che produce come somma il classico aumento dei tributi. Quando <raramente> qualche tassa, tributo o imposizione fiscale diminuiscono (ripeto: raramente, ndr) si assiste immediatamente al <balletto> di chi fa a gara per rivendicarne la paternità politica o, addirittura, personale; quando il tributo, la tassa o l’imposizione aumentano si vive nel silenzio generale.

E il malumore, intanto, serpeggia tra la popolazione fossatara a causa del recapito a domicilio, a mezzo servizio postale, delle cartelle relative al tributo TARI che ha subito un aumento per l’anno in corso. E’ vero che è stata registrata una movimentazione anagrafica in uscita e la chiusura di attività commerciali scaturita dall’emergenza Covid-19, mentre è rimasta invariata la quota fissa del costo di gestione, ma è anche vero che non si sta facendo niente per diminuire la quota relativa al costo di smaltimento della frazione umida.

Ed ecco che ritorna prepotentemente in campo il discorso della frazione umida, quella che in un contesto agricolo, quale quello fossataro, dovrebbe scendere a costi minimi. Una larga quantità di abitazioni, infatti, è in possesso di terreno colturale adibito a orto o giardino piantumato, una condizione che permetterebbe lo smaltimento in proprio della frazione umida attraverso l’utilizzo di compostiere.

Sono trascorsi più di dieci anni da quando dalla sede municipale giungevano segnali in direzione del riciclaggio in proprio degli scarti domestici. Si intraprese perfino una attività amministrativa da parte dell’ufficio tecnico per anagrafare gli ipotetici utilizzatori di compostiere che, tra l’altro, furono promesse gratuitamente. In pochi giorni furono raccolte tante adesioni attraverso specifica modulistica.

L’utilizzo delle compostiere fu (sigh!) annunciato da una massiccia campagna di sensibilizzazione popolare attraverso manifesti e interventi presso le scuole presenti sul territorio comunale. Il compost creato grazie al deposito quotidiano dei rifiuti organici nelle compostiere sarebbe stato un fondamentale elemento rigenerativo per i terreni e un ottimo risultato pedagogico d’esempio per le generazioni future.

Macchè! Anzi al deficitario servizio di distribuzione delle compostiere si è aggiunta nel tempo una assente sensibilizzazione a proposito dei rifiuti e della corrispondente differenziazione; molti si chiedono (e ne hanno tutto il diritto se si considera la propaganda del recente passato, ndr): che fine fanno i medicinali scaduti? Che fine fanno le pile esauste? Che fine fanno tutti quegli apparecchi elettronici, stampanti, computer, toner, cartucce di inchiostro? Tutti questi materiali non <erano> altamente e pericolosamente inquinanti? Ma davvero viene raccolto l’olio esausto? 

Seguirà qualche risposta? Chissà! Intanto la TARI è più pesante, forse perché più <umida>?         

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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