SANITÀ PUBBLICA, NUOVI SACRIFICI PER ASSISTITI

Caserta – 13 Settembre – Il blocco delle prestazioni chirurgiche specialistiche, riguardante le Aziende Sanitarie della provincia di Caserta attuato dall’Asl, ha ridotto di fatto l’assistenza ai cittadini bisognevoli di cure specialistiche, generalmente non disponibili presso la Sanità pubblica mettendo in difficoltà ed in crisi alcune Case di Cura, alcune di Caserta e S.Maria C. V.
La Segreteria regionale della Confederazione Cisas, già tempo addietro, era intervenuta sull’argomento chiedendo si rivedesse il provvedimento nell’ambito di una riorganizzazione dell’intera attività sanitaria in Campania, di cui già si stava occupando la nuova Giunta.
Caso contrario, a parte la eliminazione di una qualificata assistenza non disponibile presso Ospedali od Asl , si sarebbe venuta a creare anche una riduzione del personale sanitario addetto.
Ad Agosto, le direzioni delle Cliniche S.Anna di Caserta e S.Maria della Salute di S.Maria C.V. dopo un incontro con i sindacati, hanno provveduto a chiedere alla Regione un incontro per poter relazionare sull’argomento.
Poiché nessun incontro si è ancora verificato, la Segreteria regionale della Confederazione Cisas ritorna nuovamente sull’argomento chiedendo all’Asl ed alla Regione di non penalizzare ulteriormente gli assistiti casertani e gli stessi Operatori sanitari, molti dei quali perderebbero il posto di lavoro.
La Segreteria regionale della Cisas confida nella sensibilità della nuova Giunta Regionale, che si trova ad agire nel settore Sanità , in passato trascurato dalla precedente Amministrazione, chiedendo al Presidente De Luca di risolvere la delicata problematica, che vede penalizzati assistiti e lavoratori addetti.