SAN MARCO EVANGELISTA –È nato il figlio dell’eroe De Cillis, caduto ad Herat in Afghanistan

 

De Cellis

di Nunzio De Pinto

 La comunità sammarchese è in festa, a cominciare dall’ex sindaco Gabriele Zitiello che lo scorso 1° agosto aveva accompagnato la salma del Caporal Maggiore Capo Pierdavide De Cillis nella chiesa dello Spirito Santo per il suo ultimo viaggio. Caterina, la vedova del caporal maggiore capo, ha dato alla luce nel casertano il piccolo Pierdavide, a cui la mamma ha dato il nome del Papà e che era stato concepito pochi mesi prima della sua morte. Il 28 luglio scorso, infatti, Pierdavide De Cillis a 33 anni morì durante un intervento su un ordigno esplosivo che salvò la vita ad altri. “Era un soldato prima di tutto orgoglioso del suo lavoro, che esprimeva sempre il massimo di se stesso ed in ciò che faceva riusciva ad ottenere il reale apprezzamento da parte di tutti”, disse la vedova Caterina poche ore dopo il decesso di suo marito Pierdavide. Tutto è andato bene. Un evento gioioso vissuto in silenzio ed in forma strettamente privata. Il neonato è avvolto dal calore di una mamma tenace che ha trovato la forza ed il coraggio per portare a termine una gravidanza turbata da giorni drammatici ed è circondato dall’affetto dei nonni, soprattutto paterni, che ora vedono in quegli occhi innocenti il riflesso dell’amato papà Pierdavide. Il suo secondogenito non ha potuto avere la gioia di vedere il volto di suo padre, ma la mamma, i nonni, l’intera famiglia dell’Esercito e la comunità sammarchese, gli parlerà tanto del suo papa che sarà come se non fosse mai morto. Intanto sulla pagina di Facebook dedicata al caporal maggiore che conta oltre mille iscritti è apparsa la prima foto del suo Pierdavide e si susseguono i commenti di gioia. “Il miracolo della vita, lui c’è, coraggio”, dice Mary. “E’ stupendo, bellissimo”, aggiungono Michela, Marta ed Orsola. «Mi piace pensare che papà ti ha portato in braccio fino al momento di consegnarti alla mamma», scrive Paola. Gesù Bambino in casa De Cillis è arrivato per davvero. Anche qualche giorno orsono il Generale Giuseppenicola TOTA ricordò commosso Pierdavide sottolineando con in lui ci fossero tutti i valori di riferimento: l’umile senso del dovere che tutto sottomette all’assolvimento del compito. l’esempio, misuratore della statura morale di un individuo, riconoscibile nella quantità di volte che può essere considerato modello da imitare. l’onore, sia esso singolo o collettivo. la lealtà, che spinge a gareggiare a viso aperto, evitando raggiri, raccomandazioni, nepotismo o servilismo. la dignità, derivante dalla consapevolezza del proprio status e dei propri doveri, la fedeltà, vincolo saldissimo che si instaura fra il soldato ed il suo comandante. il coraggio, energia che determina la motivazione ad affrontare una situazione di pericolo senza escludere ma non ricercando il rischio. la disciplina, vocazione profonda del soldato, testimoniata attraverso la adesione ed il rispetto di regole stabilite. l’impegno, indirizzato al bene comune che trova appagamento nella certezza di aver fatto qualcosa di più di quanto dovuto. la solidarietà, contraria all’indifferenza e al disinteresse. l’autorevolezza, sintesi di professionalità, competenza, stile e capacità che conferisce al comandante la legittimazione, basata non solo sulle norme ma anche sul consenso, espressione massima del comando”. Ed è su questi valori che il piccolo Pierdavide ricorderà suo padre che ha donato la vita per un ideale di Pace.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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