RIPARTE IL CONCORSO PER LE SCUOLE “PRIMI IN SICUREZZA” CHE L’ANMIL (ASSOCIAZIONE NAZIONALE FRA LAVORATORI MUTILATI E INVALIDI DEL LAVORO) E “OKAY!”

De Biase anmil

Riparte il concorso per le scuole “Primi in sicurezza” che l’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) e “Okay!” (la prima rivista nata 19 anni fa ed oggi online che si rivolge al mondo della scuola, coinvolgendo docenti, alunni, educatori e famiglie, con un blog che supera i 275.000 utenti unici), hanno voluto rilanciare invitando insegnanti e studenti a cimentarsi sul tema della sicurezza e della prevenzione degli incidenti e degli infortuni sul lavoro per partecipare alla XVI edizione.

Il tema-slogan di quest’anno è “Mettiamoci al sicuro! Tutti insieme per dire stop agli incidenti sul lavoro”: classi scolastiche e singoli ragazzi, di ogni ordine e grado scolastico (scuole d’infanzia, primarie e secondarie di primo grado e di secondo grado), entro Giovedì 8 marzo 2018, potranno proporre disegni, ricerche, elaborati, video o canzoni rap sul tema.

Ciò premesso, si chiede, alle testate in indirizzo, di dare pubblicazione dell’allegato comunicato.

Nel ringraziare, si porgono, cordiali saluti.

Il Presidente Territoriale

Aldo di Biase

Tel. 0823 1844010 – 0823 355573

Fax 0823 1844013

Cell. 3346691717

www.anmilcaserta.it

IL RISCHIO GIOVANILE NEL LAVORO E NELLA SCUOLA


(Elaborazioni ANMIL su dati INAIL – Banca dati statistica e Open Data)

 

 

I GIOVANI LAVORATORI

 

  1. Ogni anno in Italia sono oltre 12.000 gli infortuni che colpiscono lavoratori giovani di età inferiori ai 19 anni; di questi 8.000 circa sono maschi (pari a due terzi del totale) e 4.000 femmine (un terzo del totale). Ma si tratta solo di dati ufficiali: in questo campo, infatti, vi sono diffuse situazioni di “lavoro nero”, soprattutto nelle regioni a più alta densità lavorativa, che emergono solo con le attività di controllo.

 

  1. Le aree geografiche in cui si verifica il maggior numero di infortuni minorili sono le regioni produttive del Nord, in particolare Lombardia (22% del totale nazionale), Veneto (13%), Emilia Romagna (10%) Piemonte (7%).

 

  1. Per la maggioranza dei giovani infortunati, si tratta di apprendisti (artigiani e non) che operano prevalentemente nell’Industria manifatturiera, nella Ristorazione, nel Commercio, in Agricoltura e nelle Costruzioni.

 

  1. Va detto, peraltro, che la situazione infortunistica in questi ultimi tempi si sta aggravando, sia a livello generale che in particolare per i giovani lavoratori: nel periodo 1 gennaio – 31 agosto 2017 i lavoratori di età inferiore a 19 anni morti sul lavoro sono stati 11, quasi il doppio rispetto alle 6 giovanissime vittime registrate nello stesso periodo dell’anno precedente.

 

  1. Inoltre, a fronte di una crescita degli infortuni in generale dell’1,3%, sempre nei primi otto mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016, tra i lavoratori delle classi di età inferiore a 29 anni l’incremento è stato del 3,8%, praticamente il triplo della media generale. Per questi giovani lavoratori gli infortuni sono cresciuti di ben 3.000 unità, vale a dire il 60% dell’aumento registrato per il complesso dei lavoratori che è stato di 5.000 unità.

 

 

GLI STUDENTI

 

  1. Anche a scuola ci si infortuna: nel 2016 sono stati oltre 75.000 gli infortuni occorsi a studenti; per il 56% (42.000 casi) si tratta di maschi e per il 44% di femmine (33.000 casi).

 

  1. Gli studenti, per così dire, più “esuberanti” sono quelli di età fino a 14 anni (scuole elementari e medie inferiori) che rappresentano il 68% del totale degli studenti infortunati; quelli con età compresa tra 15 e 19 anni sono il 30%, mentre quelli di 20 anni ed oltre solo il 2%.

 

  1. Gli studenti infortunati con esiti di inabilità permanente nell’anno 2016 sono stati 134 di cui 83 maschi (62% del totale) e 51 femmine (38%).

 

 

  1. La parte del corpo più colpita da infortuni gravi è il ginocchio con il 27% del totale, seguito dalla caviglia (20%), il polso (12%), la colonna vertebrale (10%) e il braccio (7%).

 

  1. Il tipo di lesione di gran lunga più frequente è la frattura che è causa di oltre la metà delle inabilità permanente (103 casi pari al 57% del totale); lussazioni e distorsioni raggiungono il (33%) e le contusioni il 6%.

 

  1. Il mese in cui si verifica il maggior numero di infortuni gravi è febbraio con circa il 17% del totale; il giorno più a rischio è il lunedì con il 25% di infortuni: c’è da presumere che, come per i lavoratori, anche per gli studenti nel giorno di ripresa delle attività dopo il week end di riposo non siano stati ancora raggiunti i necessari livelli di attenzione e concentrazione.

 

  1. Quasi un terzo degli infortuni degli studenti si concentrano nell’ora compresa tra le 10 e le 11. è questo il lasso di tempo in cui gli studenti fanno la sospirata “ricreazione” ed è probabile che diano libero sfogo alla loro vitalità e vivacità repressa dopo ore passate sui banchi.

 

  1. Le regioni in cui si verifica il maggior numero di infortuni occorsi a studenti è la Lombardia che nel 2016 conta oltre 15.000 casi pari al 20% del totale nazionale; seguono l’Emilia Romagna il Veneto con 8.000 casi (11%), il Piemonte e con 7.500 casi (10%), il Lazio con 5.000 casi (7%) e la Toscana con 4.000 casi (6%).

 

  1. Tra gli studenti infortunati nel 2016 ce ne sono anche 4.300 di origine straniera con percentuali di genere analoghe a quelle degli italiani: 56% maschi e 44% femmine.

 

  1. Gli studenti stranieri infortunati appartengono prevalentemente alla comunità rumena (circa 900 casi nel 2016), albanese (circa 400), marocchina (circa 350), moldava (circa 250), ucraina (circa 170) e indiana (circa 120).

 

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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