Quarto passo L’EUCARESTIA, L’ALTARE E LA VITTIMA COMMENTO BIBLICO

Quarto passo
L’EUCARESTIA, L’ALTARE E LA VITTIMA
COMMENTO BIBLICO
“Poi, a tutti, diceva: Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la
sua croce ogni giorno e mi segua.”. (Lc 9, 23)
Con l’Incarnazione il Verbo di Dio obbedisce al Padre, assumendo tutta la nostra condizione
umana, portandola con sé fino alla morte di croce. È in questa fedele obbedienza che Gesù diventa
Eucarestia, un rendimento di grazie, perché Egli, in questa obbedienza, scopre la cura, le attenzioni,
l’amore del Padre. Andare dietro a Gesù come discepoli è appoggiarsi a Lui fattosi altare, e
diventare con Lui, in Lui e per Lui, vittima d’amore. Ogni giorno nell’amore ordinario, nel
quotidiano delle nostre faccende fatte con amore saremo come Gesù, graditi al Padre, come ostie
immacolate d’amore, offerte per la guarigione del mondo.
SPIRITUALITÀ
Il brano scelto per parlare del rapporto di Padre Pio con il santissimo sacramento dell’Eucarestia,
risale a un periodo particolare della sua vita: è a Pietrelcina, impedito a rientrare in convento per
una brutta malattia polmonare. La sua vita è fatta di preghiera e studio, con un piccolo apostolato
presso gli ammalati e nella vita parrocchiale. L’esperienza mistica si è fatta intensa e Padre Pio
centra tutta la sua esistenza in un amore totale ed esclusivo nei confronti di Dio.
Da una lettera di Padre Pio a padre Agostino da San Marco in Lamis (Epist. I, p. 316)
Pietrelcina, 3 dicembre 1912
Mio carissimo padre,
vorrei per un solo istante scoprirvi il mio petto per farvi vedere la piaga che il
dolcissimo Gesù amorosamente vi ha aperto in questo mio cuore! Esso finalmente ha
trovato un amante che si è talmente invaghito di lui, che non sa più inasprirlo.
Questo amante voi già lo conoscete. È un amante che non si adira mai con chi l’offende.
Infinito è il numero delle misericordie di lui che il mio cuore porta con sé. Esso
riconosce di non aver proprio nulla di che gloriarsi davanti a lui. Egli mi ha amato; a
tante creature ha voluto prepormi.
Ed allorché gli domando che cosa ho fatto per meritare tante consolazioni, lui mi sorride
e mi va ripetendo che a intercessore nulla si nega. Mi chiede in ricompensa solo amore;
ma non lo debbo a lui forse questo per gratitudine?
Oh potessi, padre mio, un po’ contentarlo nello stesso modo che lui contenta me! Egli si
è talmente invaghito del mio cuore, che mi fa ardere tutto del suo fuoco divino, del suo
fuoco di amore. Che cosa è questo fuoco che mi investe tutto? Padre mio, se Gesù ci
rende così felici in terra, che sarà nel cielo?!
Mi vado alle volte domandando se vi siano delle anime che non si sentono bruciare il
petto del fuoco divino, specialmente allorché si trovano dinanzi a lui in sacramento. A
me sembra ciò impossibile, massimamente se ciò riguarda un sacerdote, un religioso.
Forse quelle anime che dicono di non sentire questo fuoco, non l’avvertono a causa del
loro cuore più grande. Solo con questa benigna interpretazione mi associa ad essi, per
non tacciarli della nota vergognosa di menzogneri.


…
GRUPPI DI PREGHIERA DI PADRE PIO
«Seguite la strada sulla quale Dio vi ha posti»
2
Preghiamo, padre mio, affinché il Signore voglia allontanare dalla chiesa le dense nubi
che si aggirano sull’orizzonte della chiesa.
Fra Pio
L’eucarestia è centro e culmine della vita cristiana, secondo la Sacrosantum Concilium. Padre Pio
richiama spesso questo sacramento nella sua simbologia; da queste immagini è facile comprendere
quanto l’Eucarestia fosse realmente il punto di riferimento e la direzione della sua esistenza.
L’altare è il segno dell’immolazione di Gesù: l’unione d’amore che scaturisce dall’eucarestia lo
spinge a salire con Cristo su quell’altare per essere vittima e offerta a beneficio dei fratelli.
I continui riferimenti all’eucarestia sono lo specchio della sua esperienza mistica, che ha delle
connotazioni che riguardano particolarmente la sua persona, ma descrive un itinerario possibile per
ogni cristiano. Prima di tutto Padre Pio insegna a porre veramente l’eucarestia al centro
dell’esistenza, a sentire in sé il desiderio costante di incontrare Gesù, a sceglierlo rinunciando
veramente al peccato, ad appoggiarsi all’eucarestia per superare la tentazione.
Nell’eucarestia Padre Pio trova insieme il senso della sua esistenza e scopre il grande valore della
croce abbracciata per amore; da questo sacramento scaturisce la forza di carità che lo unisce anche
concretamente ai fratelli, promuovendo tante iniziative di bene a loro favore.
CONOSCIAMO PADRE PIO
 Domenica 14 agosto 1910, Padre Pio celebra la sua prima messa solenne in canto nella
Chiesa Madre di Pietrelcina.
 Negli anni seminaristici il giovane frate soffre di febbri molto alte che gli impediscono di
nutrirsi se non della santa comunione: in una lettera del 29 marzo 1911 scrive infatti a Padre
Benedetto: «il cuore si sente come attratto da una forza superiore prima di unirsi a lui [Gesù]
la mattina in sacramento. Ho tale fame e sete prima di riceverlo, che poco manca che non
muoio di affanno. Ed appunto perché non posso di non unirmi a lui, e alle volte colla febbre
addosso sono costretto di andarmi a cibare delle sue carni».
 L’8 settembre 1911 Padre Pio comunica per la prima volta a Padre Benedetto di aver visto
sul palmo delle sue mani “un po’ di rosso accompagnato anche da un forte ed acuto dolore”
ed aggiunge «i battiti del cuore, allorché mi trovo con Gesù sacramentato, sono molto forti.
Sembrami alle volte che voglia proprio uscirsene dal petto».
 Dall’ottobre al novembre del 1911 Padre Pio risiede a Venafro. Nel piccolo convento del
Molise, tra il 29 novembre e il 1° dicembre, vive la mistica esperienza delle estati: tutti i
giorni, più volte al giorno, il frate parla con Gesù. I suoi colloqui saranno testimoniati e
trascritti da Padre Agostino, presente in quelle ore di colloqui con il Signore.
 Il 28 giugno 1912 in un’epistola indirizzata a Padre Agostino, Padre Pio scrive: «questa
notte scorsa poi l’ho passata tutta intiera con Gesù appassionato. […] mi sentivo a Gesù
stretto e legato; da mille fiamme mi sentivo bruciare, che mi facevano vivere e mi facevano
morire. Quindi soffrivo, vivevo e morivo continuamente».
 Nel 1915, in risposta alle insistenti richieste del suo confessore Padre Agostino, Padre Pio
afferma in un’epistola di aver ricevuto celesti visioni già negli anni in cui risiedeva a
Sant’Elia «se male non mi appongo, dovettero incominciare non molto dopo il noviziato» (7
ottobre 1915).
 Il 26 agosto 1917 Padre Pio è a Napoli per le visite mediche militari. Lì non vi sono cappelle
e ai giovani soldati non è permesso uscire. Scriverà a Padre Agostino «sono estremamente
sconfortato per l’unica ragione che qui non si può celebrare […] che desolazione senza
Gesù!».
 Il 22 settembre 1968, alle 5 del mattino, Padre Pio celebra la sua ultima messa nella Chiesa
di Santa Maria delle Grazie. Al termine della celebrazione, nel tentativo di rialzarsi, barcolla
GRUPPI DI PREGHIERA DI PADRE PIO
«Seguite la strada sulla quale Dio vi ha posti»
3
e cade tra le braccia di Padre Bill che riesce a sorreggerlo aiutato dagli altri confratelli.
Riaccompagnato nella sua cella, saluterà per l’ultima volta i suoi figli spirituali con le
parole: “Figli miei, figli miei…”.
IL MONDO DI PADRE PIO: Le estasi di Venafro
Venafro è stata un’importante città romana, via di transito e collegamento tra il Sannio e la
Campania, la cui importanza strategica è attestata nelle diverse epoche. Luogo ricco di storia, il
paese è caratterizzato da molte chiese dai campanili svettanti che determinano lo skyline urbano. Il
convento cappuccino, edificato nel 1573, quando Padre Pio giunse accompagnato da padre
Benedetto, nella seconda metà di ottobre del 1911, era destinato a luogo di studio. Qui, durante il
mese e mezzo di permanenza, il giovane frate ebbe numerose estasi ma anche molte vessazioni
diaboliche, come ci riferisce padre Agostino da San Marco in Lamis nel suo Diario. Il suo cibo in
questo periodo era costituito dalla sola Eucarestia. Il 7 dicembre 1911 Padre Pio, aggravatosi
seriamente, lascerà Venafro alla volta di Pietrelcina.
PRIMO PIANO SUI GRUPPI DI PREGHIERA DI PADRE PIO: Una spiritualità eucaristica
La vita sacramentale, ed in modo particolare la partecipazione all’Eucarestia, siano al centro della
loro spiritualità. Sin dall’inizio l’Adorazione eucaristica e la partecipazione comunitaria alla Messa
mensile sono stati l’elemento principale della loro spiritualità. Quando è possibile chiedano al
direttore spirituale o al parroco di curare appositamente questo incontro per una loro formazione
umana e spirituale, ove ciò non sia possibile, parteciperanno alla Messa e all’adorazione con la
comunità parrocchiale, nella consapevolezza che il carisma della preghiera va vissuto insieme, ma
non in modo isolato rispetto alla comunità ecclesiale.


LE NOSTRE CELEBRAZIONI COMUNITARIE
22 gennaio (anniversario della vestizione di Padre Pio) – La promessa di fedeltà
Coerenti con la radicalità evangelica che caratterizza la vita di Padre Pio, i Gruppi si impegnano in
una celebrazione comunitaria (per singoli Gruppi o per diocesi) nella quale, sempre attenendosi al
tema dell’anno, vengono rinnovate le promesse battesimali e una promessa, sempre uguale nella
forma, di impegnarsi nella coerenza e nella testimonianza. Questo incontro può fare da preambolo
all’imminente periodo quaresimale e può costituire l’inizio di un cammino di revisione di vita
personale e comunitario.
Richiedi il sussidio dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio
Seguite la strada sulla quale Dio vi ha posti – Nove passi con San Pio da Pietrelcina
al Centro Gruppi di Preghiera di Padre Pio
telefono: 0882 410486
whatsapp: 344 1115695
mail: centrogruppidipreghiera@operapadrepio.it

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *