Processo per morte Alina Marchetta: la madre si rivolge all’A.I.F.V.S Onlus

(Comunicato Stampa 19/10/2020) Processo per morte Alina Marchetta: la
madre si rivolge all’A.I.F.V.S Onlus, questo ed altri temi al centro
del
programma “Ingiustizie†del 20 ottobre
FORLI’. Aveva 26 anni Alina Marchetta quando, la mattina del 7 aprile
del 2019, è stata investita da un’auto che sfrecciava a 75 km/h. La
27enne di Castrocaro, Martina Mercuriali, alla guida, aveva trascorso
il
sabato sera assumendo cocaina e bevendo alcol; nel suo sangue un tasso
di alcolemia pari ad 1,78 per ogni litro di sangue tre volte più’ del
limite consentito della legge. Lo sbandamento a destra della vettura,
che salì sul cordolo divisorio tra la strada ed il marciapiede
ciclo-pedonale in via Salinatore, Forlì, portò al travolgimento della
vittima. La difesa sostiene che l’imputata si addormentò mentre premeva
il piede sull’acceleratore, travolgendo prima un palo e poi insistendo
con le ruote sul corpo inerme di Alina. L’ 8 ottobre 2020, nella
prima
udienza preliminare, l’avvocato della Mercuriali ha chiesto il
patteggiamento a quattro anni di reclusione.
https://www.facebook.com/giustiziaperluigi/posts/2419065645066299?__tn__=K-R
https://www.facebook.com/luigi.ciaramella.94/posts/3687406501271539
https://www.facebook.com/biagioluigi.stradale/posts/10221785894549240
Una scelta che ha fatto cadere nella disperazione mamma Sanda Sudor,
che
ha scritto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Una
richiesta che affonda le dita nella mia ferita. La persona che ha
ucciso
mia figlia è stata arrestata per omicidio stradale, scarcerata il
giorno
dopo e mandata subito ai domiciliari. In attesa del processo, quindi
della sentenza, ha chiesto ed ottenuto la revoca della misura di
custodia per poter frequentare i corsi all’Università di Bologna.
Qualora il giudice accolga la richiesta del PM, la condanna non sarÃ
mai
quattro anni effettivi. Date le disposizioni legali vigenti, l’omicida
non trascorrerà nemmeno un giorno in carcere. Lei, illustrissimo
Presidente, sa che il patteggiamento è un procedimento speciale
alternativo al rito ordinario che consente all’imputato di trovare una
soluzione preliminare con la Procura sull’entità della pena da
scontare. Il patteggiamento si esegue in una rinuncia dell’imputato a
contestare l’accusa in cambio di uno sconto sulla pena fino a un terzo.
I veri condannati, ma non a una pena detentiva, bensì all’ergastolo
del
dolore, siamo noi, i familiari di Alin, impossibilitati a chiedere
giustizia nelle aule di tribunale, dove grazie a benefici e riti
alternativi, spesso non possiamo neppure costituirci parti civili.
Ormai
non piango più perché sono già morta. Sono morta l’8 ottobre quando
nell’aula del Tribunale di Forlì l’imputata ha chiesto il
patteggiamento. La vita di Alina non vale nulla, addirittura si negozia
come se ci si trovasse al mercato. Mi togli sei mesi lì, me ne
aggiungi
altri tre là : una cosa squallida e assurda per una vita spezzata
all’improvviso, a causa della scelta scellerata di una persona che si
è
messa alla guida ubriaca e drogata. Il 22 ottobre, il tribunale di
Forlì
è chiamato a pronunciarsi sul patteggiamento che vale una vita umana.
Lo
Stato premia il colpevole solo per “risparmiare costi” e lo
fa a scapito
della vittima. Se chi uccide può patteggiare il prezzo di una vita,
allora io non mi sento di dire che vivo in un paese civile. Se chi
sbaglia non paga adeguatamente per il fatto commesso, si arriva
all’irresponsabilità , che è anticamera dell’arbitrio. Se, da un lato,
c’è chi accetta questo sistema squilibrato, tutto proteso a proteggere
chi commette gravi reati e a dimenticare le vittime, dall’altra parte
ci
siamo noi, familiari di queste vittime innocenti, che non accettiamo
queste vere e proprie ingiustizie. Presidente, confido in una Sua
parola, in un suo intervento, perché, nonostante tutto, continuo a
credere e sperare che l’Italia sia uno Stato di diritto, dove la
vittima, ha gli stessi diritti del carneficeâ€.
Sanda si è rivolta all’Associazione Italiana Familiari e Vittime della
Strada Onlus, che subito ha dimostrato la sua vicinanza: “Siamo
categoricamente contro il patteggiamento in caso di omicidio stradale –
afferma il presidente Alberto Pallotti -. Non devono essere concessi in
nessun caso, gli imputati devono affrontare dei veri processi. Siamo
davvero in una dimensione tragicomica. Non accettiamo che, per
l’ennesima volta, si voglia sottrarre una persona alle sue
responsabilità . Si presenti al popolo italiano, alla famiglia della
vittima, a chi soffre per le conseguenze di comportamenti scellerati.
Stiamo parlando di una persona che era alla guida in uno stato vicino
al
coma etilico. Ci batteremo in tutti gli ordini e gradi contro i quattro
anni richiesti dal PM – conclude – ed annunciamo, in questa occasione,
la nostra costituzione a parte civile nel processoâ€.
La mamma della vittima ha contattato il responsabile della sede di
Aversa e dell’agro aversano, Biagio Ciaramella, a margine della puntata
“Uccisi sulle Strade†(che ha superato le 11mila visualizzazioni in
pochi giorni), da lui coordinata ed andata in onda il 15 ottobre su
tutti i canali ufficiali dell’associazione:
https://www.facebook.com/giustiziaperluigi/videos/402082474121537/
https://www.facebook.com/watch/live/?v=402082474121537&ref=watch_permalink
“La signora si è messa in collegamento con noi direttamente
dell’Olanda,
raccontandoci tutti i dettagli del processo di sua figlia e chiedendo
aiuto. Ci siamo immediatamente attivati, così come facciamo per tutte
le
famiglie che si rivolgono a noi. La programmazione per la puntata del
giorno 22 è stata rivisitata per permettere a mamma Sanda di
pronunciarsi prima della sentenza definitiva. Siamo in prima linea con
i
nostri componenti associativi e con l’avvocato Davide Tirozzi, che sarÃ
a disposizioni per tutti i dubbi legati all’aspetto legale. Chiunque in
diretta potrà intervenireâ€.
La puntata andrà in onda in diretta Facebook e in contemporanea su
YouTube (https://www.youtube.com/channel/UCTZc1ulccPai5rM8XJ5gtRg).
Saranno ospiti: il presidente A.I.F.V.S. Onlus, Alberto Pallotti; Avv.
Davide Tirozzi, legale A.I.F.V.S. Onlus; il Presidente A.M.C.V.S.
Onlus,
Elena Ronzullo. La trasmissione sarà condotta da Pietro Crisafulli,
responsabile della sede di Catania dell’A.I.F.V.S. Onlus, e coordinata
dal responsabile A.I.F.V.S. Onlus Aversa ed Agro aversano, Biagio
Ciaramella. Per segnalazioni o interventi durante le dirette, è
possibile contattare il responsabile al numero WhatsApp 330443441 o
tramite email all’indirizzo giustiziaperluigi@gmail.com