PENISOLA COREANA UN VULCANO PRONTO A ESPLODERE

di Raffaele CARDILLO
Stiamo assistendo negli ultimi tempi ad una partita a scacchi dai contorni spaventosi, che probabilmente avrà come unico vincitore, la fine del pianeta Terra.
L’olocausto nucleare è tremendamente vicino e i due attori protagonisti di questa potenziale e immane tragedia, non sembrano avvedersene, continuando imperterriti nelle loro diatribe e minacce, contribuendo a portare il mondo sull’orlo del precipizio.
Si è tornati, purtroppo, ad un clima di guerra fredda che sta assumendo toni sempre più minacciosi, nonostante il lavoro oscuro delle diplomazie, che tentano di sedare gli animi e riportare un clima di serenità tra le due parti in causa.
Un’operazione alquanto difficile, per l’animosità dei due contendenti: da una parte Donald Trump per gli Stati Uniti d’America, dall’altra Kim Jong-Un per la Nord-Corea.
Ancora una volta la penisola coreana torna drammaticamente d’attualità , dopo circa un settantennio, ci riferiamo agli anni di guerra che vanno dal 1950 al 1953, anche allora si corse il rischio di un conflitto globale e il quasi certo utilizzo delle bombe nucleari.
Dopo alterne vicende la belligeranza si concluse con un armistizio, ma il fuoco è covato sempre sotto la cenere fino ai tempi nostri, dove la situazione ha assunto toni sempre più accesi, fino ad una eventuale e probabile conflagrazione planetaria.
Certamente le provocazioni del dittatore asiatico stanno assumendo proporzioni intollerabili, vedi l’esperimento sotterraneo della bomba all’idrogeno e il dispiegamento dei missili di varie gittate che costituiscono una seria minaccia al vicino Giappone, ai dirimpettai della Corea del Sud e non ultimo agli Usa, circa la distruzione della base di Guam.
Una prova di forza di un minuscolo staterello che sta mettendo alla berlina il gigante nordamericano, che ovviamente non potrà digerire, pena una rovinosa caduta d’immagine che non può assolutamente permettersi.
Quello che sconvolge di questa pericolosa vicenda è come un Paese dall’economia prettamente agricola e privo di risorse, abbia potuto assurgere a potenza nucleare, senza averne i requisiti tecnologici, né il know-how, né il materiale fissile necessario per la costruzione dell’ordigno.
A questo punto la domanda sorge spontanea: chi ha aiutato il nostro simpatico paffutello, con mezzi e risorse finanziarie a crearsi una deterrenza militare da sconvolgere quella parte del mondo?
Dubbi non ce ne sono su chi ha brigato e continua a foraggiare, ormai l’esangue Repubblica nordcoreana, peraltro, devastata da continue carestie che hanno ridotto alla fame il popolo inerme, bisognoso di provvidenze e sostentamento, che disgraziatamente non arriveranno, per le sanzioni avviate dall’Onu, tese a scoraggiare gli insani propositi del despota che governa il minuscolo stato asiatico.
Chiaramente Cina e Russia e presumibilmente l’Iran, hanno contribuito in maniera determinante a fornire tutta la competenza necessaria, per elevare a potenza globale un’esigua entità territoriale, dotandola, in maniera sconsiderata, di armi di distruzione di massa, gestite in maniera non del tutto ortodossa e pronte all’uso!
Il cosiddetto <equilibrio del terrore> di passata memoria, continua ad essere il protagonista di questa terribile farsa che ha come fine ultimo la distruzione del mondo.
Auspichiamo, a questo punto, che il buon senso prevalga nelle menti di chi detiene i destini del Pianeta e si ponga finalmente fine a questo continuo gioco al massacro: ne va la sopravvivenza  della specie umana!