Pasqua: l’impossibile diviene possibile

Pasqua: l’impossibile diviene possibile

“Commento di don Franco Galeone”

(francescogaleone@libero.it)

*  Mai ci sembra di fare veramente Pasqua. I motivi per cedere alla sfiducia sono tanti. I pochi momenti di gioia sono brevi come la Domenica delle Palme, cui seguono interminabili settimane di Passio­ne. Vorremmo respirare aria di Pasqua, come i tanti giovani che si radu­nano in Piazza S. Pietro per la celebrazione delle Palme, con il Papa. Invece, ogni giorno, la civiltà della morte miete le sue vittime con tecniche omicide sempre più raffinate. Le stesse organizzazioni di pace preparano per sé e per gli altri giorni di sangue e notti di terrore. I Paesi del benessere mettono le armi, i Paesi della fame mettono le vittime. Veramente, accanto alla religione di Cristo, fioriscono altre religioni del male (R. K. Popper), che trovano adepti pronti a tutto. La filosofia antica nasceva dallo stupore davanti alle meraviglie del cosmos. Oggi, la filosofia nasce dal dolore e deve rendere conto dei tanti olocausti.

*  Perché la politica è lotta e non servizio? Perché la politica non viene gestita da servitori onesti dello Stato, ma, con perfida metamorfosi, è diventata una lotta selvaggia, per entrare nella sala dei comandi e occupare le poltrone del potere? Perché la storia deve essere ritmata sulle date di guerra? Perché le relazioni tra i popoli devono essere sotto il segno della volontà di potenza, quando intere nazioni sono condannate allo sterminio per fame? Oggi, non si chiamano più imperatori o cesari, ma presidenti o segretari di partito, ma ugualmente conducono l’umanità alla rovina, smarriti nel labirinto dell’egoismo personale o di classe o di ideologie. Abbiamo l’impressione di precipitare nel baratro o di sedere su una polveriera, mentre i politici giocano alla guerra. In questi giorni di incertezza, le uniche cose certe sono le bugie, le manovre strumentali e ridicole. Non aveva del tutto torto K. Marx, quando parlava di “cretinismo parlamentare”.  Oggi, l’unica cosa certa è l’incertezza, l’unica cosa sicura è l’insicurezza.

* E senza andare molto lontano, quante famiglie non sono più luoghi di crescita o di amore, ma “luoghi di schiavitù apèrta e più spesso mascherata, ove l’uomo occupa posizio­ni egemoni perché guadagna, mentre la donna rappresenta il proletaria­to sfruttato” (K. Marx). Quante famiglie hanno una casa ricca di cose, ma povera di amore! Ognuno vive in parallelo, come in un albergo: si resta il meno possibile in casa, in silenzio, per non litigare. Gentili e cordiali fuori, con gli altri, ma duri e spietati dentro, con i propri. Schizoidi! Quanto costa il benessere! Per raggiungerlo, forse il prezzo è stata la perdita dei figli, il tradimento dell’amore, lo sfascio della famiglia. Ho incontrato non pochi uomini, ricchi e padroni economicamente, ma poveri e schiavi spiritualmente; con responsabilità nella società, ma irresponsabili nella famiglia; pieni di informazioni ma privi di sapienza: arroganti con la moglie ed i figli ma servili con il padrone. Molti impiegano la prima parte della vita per rovinarsi la seconda! E’ possibile sperare? E’ necessario sperare. Gli uomini non sono stati creati per autodistruggersi, semplicemente perché Dio è Padre, è Amore. Abbiamo quindi ragione se crediamo che la Pasqua è possibile, che gli uomini possono risorgere, che il male e la morte non sono l’ultima parola, che se l’uomo è potente nel male, Dio è onnipotente nel bene. La Pasqua rivela il vero futuro dell’uomo e della storia. A Pasqua non si può essere pessimisti! Un cordiale SHALOM ai miei cinque lettori.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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