PADRE PIO E I GRUPPI DI PREGHIERA

Testimoni della spiritualità del Vangelo Vivai di fede, focolai d’amore, nei quali Cristo stesso è presente ogni qual volta si riuniscono per la preghiera e l’Agape Eucaristica, sotto la guida dei loro Pastori e Direttori spirituali. È la preghiera la forza unita di tutte le anime buone, che muove il mondo, che rinnova le coscienze, che sostiene la «Casa», che conforta i sofferenti, che guarisce gli ammalati, che santifica il lavoro, che eleva l’assistenza sanitaria, che dona la forza morale e la cristiana rassegnazione alla umana sofferenza, che spande il sorriso e la benedizione di Dio su ogni languore e debolezza. Padre Pio Gruppi di Preghiera ministri di consolazione Lectio magistralis di Monsignor Matteo Zuppi, Arcivescovo metropolita di Bologna I Gruppi di Preghiera rappresentano l’anima della vita pastorale e sono strumento di evangelizzazione. Fin dall’inizio del suo mandato, Papa Francesco ci ha chiamato a evangelizzare le nostre periferie, ci ha chiesto di uscire dal nostro piccolo invitandoci ad avvicinare il prossimo in modo personale e personalizzato, consigliandoci di raccontare le verità di sempre, ma in modo che arrivino al cuore. Oggi la gente, quella che vive lontano da Gesù, affronta le proprie sofferenze in modo sempre più tragico sentendosi smarrita e inutile tanto da pensare che la vita sia ormai giunta al termine e quindi sarebbe meglio spegnerla per sempre. Come possono i Gruppi di Preghiera evangelizzare in realtà così tragiche? Essi devono presentarsi come luoghi fatti per accompagnare, per invitare a sopportare la via del dolore, i Gruppi di Preghiera devono diventare luoghi di vera consolazione; non si può solamente dire “prego per te”, bisogna mostrare anche affetto, vicinanza. Bisogna combattere l’idea dell’inutilità che nasce nella mente di chi soffre e combatterla con la vera forza che il cristiano ha: la forza del cuore. L’amicizia che viviamo e che abbiamo tra noi nel momento della preghiera dobbiamo portarla anche al di fuori dalla Chiesa. Gli uomini ci riconosceranno da come preghiamo, ma soprattutto da come ci vogliamo bene perché pregare significa volersi bene e la preghiera è il momento più alto dell’essere cristiano. Esiste tanta sofferenza lasciata sola e la solitudine la rende insopportabile. Il nostro obiettivo è cambiare questa sofferenza rendendola leggerissima; non c’è bisogno di troppi gesti, di troppe parole: la sofferenza ha bisogno di presenza, non di parole. Abbandoniamo i discorsi di convenienza e portiamo ai sofferenti il nostro cuore, la Parola di Dio, la preghiera. Dobbiamo essere ministri della consolazione. Cerchiamo di incartare di amore, di bellezza e senso la vita di chi ci sta accanto, solo e sofferente. Con la nostra preghiera comunichiamo la speranza, comunichiamo la “santa rassegnazione” che non è accontentarsi, ma abbandonarsi a qualcuno, non è mollare ma accettare di non poter fare più nulla, accettare il proprio limite, è lasciar fare al Signore perché sono certo che Lui mi aiuterà. La preghiera si nutre ed è nutrita dalla Parola. Preghiera è comunione. I Gruppi di Preghiera non solo devono pregare ma devono invitare a pregare, devono portare la preghiera di consolazione a chi è solo, devono mostrarsi il bastone, il vincastro di coloro che attraversano la valle oscura. Devono dare speranza. Chi soffre vuole qualcuno che si avvicini e che ami davvero; tutti noi abbiamo il potere di vincere la solitudine. Tutti sappiamo che Padre Pio era un uomo molto schietto, molto diretto, evitava le cose banali e superficiali, cacciava uomini e donne dalla confessione. Noi, come Padre Pio, dobbiamo trasmettere la vera consolazione attraverso la preghiera, il rimprovero, la visita, la vicinanza, la premura, dobbiamo portare il Vangelo con gioia, dobbiamo scrivere nel cuore del nostro prossimo la cosa più bella: Gesù ti vuole bene. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 18, 19-20 In verità io vi dico: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro. Meditazione sui Gruppi di Preghiera Riflessione di Padre Pio Nei Gruppi, quando i miei figli si riuniranno nella preghiera, sarà Gesù in mezzo a loro; ci sarà anche la Madre di Gesù; sarò presente anch’io in spirito e unito in preghiera. Ricordate che la preghiera comunitaria è un’arma potente nelle mani della Chiesa e dei fedeli. Da solo, un uomo debole non può fare nulla o può fare poco; ma se si unisce con un altro uomo e con più uomini diventa una forza. Un’anima che prega è una debolezza che invoca l’aiuto del Signore, ma se più anime si uniscono insieme nella preghiera formano una forza formidabile, consolidata e potenziata da Cristo. Riflessione di Giovanni Gigliozzi Vivetelo il vostro Gruppo di Preghiera! Siate lievito! Vivete intorno al vostro sacerdote e al vostro vescovo. Siate veramente apostoli nelle vostre parrocchie. Il Gruppo non è un piccolo orto, donate, siate generosi con tutti, nel vostro ambiente, nella vostra famiglia. Il valore che Padre Pio ha voluto dare ai Gruppi di Preghiera è eminentemente un valore spirituale: dilatare l’empito d’amore che parte da Padre Pio, che è un sacerdote di Cristo, diffonderlo in tutti gli ambienti che frequentate. Preghiera a San Pio di San Giovanni Paolo II Umile ed amato Padre Pio, insegna anche a noi, ti preghiamo, l’umiltà del cuore per essere annoverati tra i piccoli del Vangelo ai quali il Padre ha promesso di rivelare il mistero del suo Regno. Aiutaci a pregare senza mai stancarci certi che Iddio conosce ciò di cui abbiamo bisogno, prima ancora che lo domandiamo. Ottienici uno sguardo di fede capace di riconoscere prontamente, nei poveri e nei sofferenti, il volto di Gesù. Sostienici nell’ora del combattimento e della prova e, se cadiamo, fa’ che sperimentiamo la gioia del sacramento del Perdono. Trasmettici la tenera devozione verso Maria, Madre di Gesù e nostra. Accompagnaci nel pellegrinaggio terreno verso la Patria beata, dove speriamo di raggiungere anche noi per contemplare in eterno la Gloria del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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