Maestro, dove abiti?… Venite, vedete!

14 gennaio 2024 – Seconda domenica del TO (B)
Maestro, dove abiti?… Venite, vedete!
1) Le scene di “chiamata” nella Scrittura sono tra le pagine più vive e impressionanti: esse rivelano Dio nella sua maestà e l’uomo nelle sue possibilità di ascolto o di rifiuto. Attraverso le vie misteriose degli eventi umani, Dio chiama l’uomo all’esistenza e gli assegna una missione. Scoprire la propria vocazione significa scoprire quello che Dio vuole da noi, perché l’iniziativa è sempre di Dio: “Parla, il tuo servo ti ascolta”.
2) Nel vangelo abbiamo due quadri paralleli: nel primo riquadro, tre personaggi, il Battista, Giovanni, Andrea; nel secondo riquadro, ancora tre personaggi, Andrea, Pietro, Gesù. In entrambi, c’è un elemento comune: la mediazione, una buona parola, un invito, un amico … che conducono a Gesù. Gli uomini possono condurre, ma poi è sempre Dio che decide; questa verità è espressa da due simboli:
a) lo sguardo: l’evangelista Giovanni è attento all’uso dei verbi; in questo brano usa ἐμβλέψας = fissare attentamente, mirare al cuore;
b) il nome nuovo: “Ti chiamerai Pietro”, come dire: “Sei un uomo nuovo”, con una vocazione e missione diversa. Sarai sempre pescatore, ma di uomini!
3) Lui deve crescere, e io diminuire. Gesù stranamente recluta i primi seguaci nella cerchia di Giovanni. Ma Giovanni non si offende che Gesù raccolga in un campo dove non ha seminato. Un vero credente conosce bene il proprio ruolo “strumentale” e non “finale”; deve entrare in scena senza paura al momento giusto, e deve uscire di scena anche al momento giusto, con semplicità, perché “siamo servi”, strumenti nelle mani di Dio. Essere chiamati a lavorare nel suo regno è già un onore per l’uomo!
4) Di questo vangelo, cerchiamo di mettere in evidenza tre frasi importanti:
a) Ecco l’Agnello di Dio! Parole decisive. Il compito di Giovanni è quello di distrarre l’attenzione dalla sua persona e di polarizzarla su Gesù, che si presenta molto discreto e anonimo. Giovanni perde due discepoli, che lo piantano in asso, e seguono il nuovo Maestro. Erano scesi dalla Galilea per imparare qualcosa alla scuola di quell’austero Giovanni, e finiscono per incontrare Gesù. Così dovrebbe accadere anche oggi: venire in chiesa, partecipare a una conferenza, ascoltare un predicatore … e fare la felice sorpresa di incontrare Gesù, il Maestro interiore. Nessuno di noi è Gesù, ma tutti possiamo condurre a Gesù!
b) Maestro, dove abiti? È l’interrogativo di sempre. La Bibbia ci descrive una lunga galleria di ricercatori di Dio: Abramo, Mosè, i Magi, i Discepoli … Anche gli adoratori di idoli, in qualche modo, esprimono questa ricerca. Dio non abita in nessun luogo, non esiste un “dove” di Dio, perché dovunque l’uomo spinga il suo sguardo, incontra sempre, in qualche modo l’opera delle sue mani; ma vi sono anche alcuni che proclamano che Dio abita solo nella loro chiesa, chiuso nel loro sacro recinto, quasi che “fuori” non possa esserci salvezza.
c) Venite e vedete. Non dobbiamo confondere il campanile della nostra parrocchia con il regno universale di Dio. Dio abita in ogni luogo e insieme in nessun luogo. Non vi è luogo al mondo in cui Dio abiti e insieme nessun luogo in cui egli non abiti! Non ci sono città sante né città maledette.
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Gesù “non aveva né casa né letto su cui posare il capo”. Anche Dio è senza fissa dimora. Egli si ferma solo quando trova un cuore accogliente. Buona vita!
Istituto Salesiano Napoli Vomero – Via Scarlatti 27 Sabato 20 gennaio, ore 17.00, salone don Bosco: Giornata dell’EBRAISMO Saluto di accoglienza: Prof.ssa M.R. Fazio Relaziona: Don Franco Galeone Giornata dell’ebraismo: in data 28.09.89 la CEI ha stabilito che ogni anno, il 17 gennaio, si celebri nella chiesa una “Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo religioso ebraico-cristiano”. Tale dialogo è importante perché l’ebraismo “non è estrinseco a noi ma, in un certo modo, intrinseco alla nostra stessa religione” (Giovanni Paolo II, Sinagoga romana 13.04.1986). *** Sabato 27 gennaio, ore 17.00, salone don Bosco Giornata della MEMORIA Saluto di accoglienza: Don Franco Galeone Relaziona: Prof.ssa M.R. Fazio Per capire: Jules Isaac. Una figura che ha segnato la mia crescita di conoscenza e formazione, spingendomi ad agire nel segno del “dialogo”: gestire le emozioni e trasformarle in risultati concreti ed esperienza di vita. La Giornata della Memoria è una ricorrenza internazionale, celebrata il 27 gennaio di ogni anno, come giornata per commemorare le vittime della Shoàh. È stata così designata dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005 durante la 42ª riunione plenaria. Vieni: sarà una forte esperienza di fede e di cultura