LE CRITICITÀ DEL SISTEMA MUSEALE PROVINCIALE

Come di consueto in questi giorni il MIBAC ha pubblicato i dati nazionali relativi alle visite nei musei e nei siti archeologici del nostro Paese, facendo un raffronto tra gli ultimi due anni. I dati complessivi risultano positivi sia dal punto di vista del numero complessivo (ben oltre i 55 milioni di persone) che delle entrate. In un documentato articolo pubblicato sul settimanale Left, Manlio Lilli ha fatto emergere gli aspetti contraddittori e le criticità che si sottendono a questi dati generali, che sono anche conseguenza delle riforme adottate dagli ultimi due ministri dei beni culturali. Da un lato, emerge un forte squilibrio di attenzione e di risorse investite per i grandi attrattori (come la Reggia di Caserta); mentre dall’altro lato rimangono isolati, dimenticati, in alcuni casi abbandonati a se stessi senza risorse e senza progetti tanti siti che rappresentano la vera ricchezza e la bellezza del nostro diffuso patrimonio storico ed artistico (come ci ha ricordatoa ncora una volta il prof. Giuliano Volpe nel suo ultimo libro).
Qualche tempo fa abbiamo avuto modo di consultare la guida curata da Pietro Di Lorenzo – edita da Saletta dell’Uva – sul “Sistema dei musei in Provincia di Casertaâ€, una pubblicazione utile, che contribuisce a far conoscere la rete dei musei territoriali ed il nostro patrimonio artistico. Nello stesso tempo abbiamo evidenziato l’anomalia di un “sistema museale†territoriale che non comprende il Museo Campano, uno dei più importanti a livello nazionale, che giustamente il grande archeologo Maiuri definì come uno dei “monumenti più insigni della civiltà italicaâ€.
Per poter fare una valutazione sul grado di fruibilità dei nostri siti e musei sarebbe interessante poter verificare anche i dati dei visitatori negli ultimi anni, a partire da quelli che riguafrano lo stesso Museo Campano. Naturalmente emergeranno alcuni aspetti positivi legati al boom della Reggia Vanvitelliana, che continua ad essere un attrattore “onnivoro†rispetto ai flussi turistici che arrivano in Provincia di Caserta; interessante si segnala anche il flusso avviato al Real Sito di Carditello, grazie anche all’impegno della Fondazione e della rete di associazioni con i volontari di Agenda 21 (una buona pratica che doverebbe servire da esempio per tutto il sistema territoriale e campano).
Nello stesso tempo va detto che dai dati diffusi dal Mibac emergono quelli deludenti di alcuni siti campani (dal teatro romano di Bacoli fino a quelli di Eboli e di Mirabella Eclano, che vedono dimezzati il numero di visitatori rispetto al 2017). E fa impressione vedere che proprio un sito delle nostre terre, quello del museo archeologico dell’Agro Atellano figura all’ultimo posto in quanto a visite nel 2018, che si sono dimezzate da 3.415 del 2017 a circa 1700 nel 2018). Alla luce di queste considerazioni sarebbe interessante poter conoscere i dati di tutti i siti e musei aperti in Terra di Lavoro, a partire da quelli che fanno parte del sistema provinciale (dal Museo di Arte Contemporanea del Comune di Caserta al Museo Michelangelo dell’ITIS Buonarroti finoal Museo Civico di Maddaloni, al Mucirama di Piedimonte Matese e per finireal Museo Storico di S. Pietro Infine).
Ma anche per altri 30 siti archeologici (come ad esempio quelli di Alife, di Calatia, di Capua Antica, di Mondragone e di Teano Sidicino) sarebbe utile conoscere il livello di affluenza e di fruibilità , che può essere di grande utilià per turisti e studiosi, per gli amanti della nostra storia e della nostra memoria.
Anche alla luce di queste criticità , come rete Amici Museo Campano, d’intesa con la nuova Presidenza del CdA, ci stiamo muovendo per fare giustizia degli errori del passato e per dare una più adeguata visibilità , fruibilità al Museo Campano. A tal fine abbiamo richiesto al Presidente Regione Campania di intervenire per cominciare a sanare alcune discriminazioni adottate con la ripartizione dei fondi già disponibili, che finora hanno penalizzato il nostro museo a confronto degli altri di livello provinciale. Nello stesso tempo chiediamo di rivedere la Deliberadi Giunta adotata in attuazione della Legge Regionale 12/2005 che ha istituito il sistema Provinciale di Terra di Lavoro, nel quale va recuperato ed inserito il Museo Campano, riconoscendo il suo ruolo e valore primario.
Infine, per sostenere anche sul piano economico i beni comuni e culturali delle nostre terre, riteniamo utile poter fare ricorso anche qui progetti di Art Bonus (fondati sul mecenatismo delle imprese) con un ruolo importante della Camera di Commercio, di Confindustria e delle altre associazioni datoriali. Per tutti questi motivi come rete delle Piazze del Sapere abbiamo deciso di promuovere insieme con altre importanti asociazioni una nuova edizione degli Stati Generali della Cultura, che prepareremo con tre eventi dedicati a tematiche specifiche. Da quello di sabato 30 marzo pv nella sala Liani del Museo Campano di Capua sul “Ruolo dei musei territoriali per lo sviluppo localeâ€; a cui seguiranno altre due inizaitive dedicate agli Archivi e alle Biblioteche. Sarà un’occasione anche per fare un censimento e per sollecitare le istituzioni locali a comprendere che oggi più che mai con la cultura si può ripartire per una politica di coesione sociale e di innovazione
Pasquale Iorio                  Â