L’Artista fotografo Giovanni Izzo

 

izzo e kyenge

izzo e kyenge

Giovanni Izzo“Le immagini qui raccolte, che dobbiamo alla sensibilità di Giovani Izzo(nella foto), raccontano la storia di un’Africa fuori dall’Africa che ancora oggi è costretta a percorrere la strada delle esclusioni e a subire la lesione di diritti fondamentali. Come ha scritto Fernand Braudel: l’Africa ha una sola strada, andare verso lì Europa. E l’Europa un solo destino: acoglierla. Queste foto impegnano ad un cammino di integrazione verso quella che Leόpold Sédar Senghor ha definito con una sincrasi “Eurafrica”. Su questa prospettiva l’Università per Stranieri di Perugia, sede da cinque anni delle celebrazioni per la Giornata della Memoria e contro le Schiavitù, ha ordinato le proprie linee di iniziativa attraverso specifici programmi diretti soprattutto a supportare gli autonomi potenziali di sviluppo del Continente Africano. In queste immagini cogliamo tutta la drammaticità di alcune situazioni sociali, ma anche tutta l’urgenza di un impegno di promozione umana che non può essere disatteso”.  Così scrive Giovanni Paciullo, Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, nella prefazione del catalogo relativo alla mostra ‘Terra Promessa’ -inaugurata il 25 settembre ed aperta fino al 18 Ottobre- di Giovanni  Izzo per il quale tutti gli intervenuti all’inaugurazione hanno avuto parole di ammirazione, ma cosa gli abbia detto il ministro per l’Integrazione, Cécile Kyenge (che ha parlato delle vecchie e nuove forme di schiavitù, dell’immigrazione, di razzismo e di impegno per un effettivo miglioramento delle condizioni umane di quanti lasciano la propria Terra a rischio della vita per inseguire un sogno: riuscire ad offrire di più alle proprie famiglie), non si saprà mai. Da tempo gli scatti del Maestro Izzo raccontano le storie di numerosi immigrati approdati in Italia inseguendo il sogno di una migliore prospettiva di vita. Nelle sue opere non solo ritratti e scorci di vita quotidiana ma anche denuncia. Denuncia delle condizioni di vita e del degrado che li accoglie, gli sguardi fieri di Uomini pronti a lottare non solo per sopravvivere ma per la vita, scatti che rivelano le delusioni e le speranze, momenti di gioia e di condivisione, spaccati di vissuto in Terre lontane dalle proprie origini. Sguardi fieri e carichi di aspettative, che chiedono ed insegnano, pronti a donare il carico di esperienza che hanno dentro; sguardi che la sensibilità e la bravura del maestro grazzanisano sanno cogliere e far parlare: senza chiasso, come un sussurro. Foto che gridano in silenzio, sottovoce come sarà stato lo scambio di battute tra l’artista nostrano ed il ministro di cui non si saprà il contenuto per il carattere schivo e riservato di Izzo che si è limitato a commentare: ‘Sono state belle emozioni’, emozioni che i suoi concittadini hanno condiviso da lontano sapendolo in un sì tale contesto e per le quali non ci sono parole per esternare l’orgoglio e la gioia di partecipare tale successo.

 

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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