LA VERITÀ SUL COMMISSARIAMENTO DEI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA

 S.Francesco

Io sono di Ferrara e ho conosciuto i Francescani dell’Immacolata prima dell’allontanamento dell’ex generale padre Stefano Manelli  e non comprendevo all’inizio le vere ragioni dell’intervento della Santa Sede così mi schierai a favore di padre Manelli.

Dopo mesi molti fedeli della mia zona negli incontri di preghiera mi dissero che dietro la falsa santità di padre Stefano Manelli c’era un fanatismo, un delirio di onnipotenza, una ricchezza economica elevatissima. Non voglio aggiungere altro di gravissimo che mi hanno detto.

Alcuni laici fanatici di Ferrara che seguono una rivista tradizionalista hanno detto che era stato distrutto il più fiorente istituto religioso ma questo è falso, sono mitomani e parlano per ingannare e da qualche mese finalmente ci sono molti articoli sul web che spiegano gli scandali e gli abusi commessi da padre Stefano Manelli.

Invio per renderti partecipe di questo importante articolo che ho trovato sul web sui Francescani dell’Immacolata, sulla verità del commissariamento, ho capito le vere ragioni che non sono quelle diffuse ovunque da alcuni laici fanatici e non si capisce per quale interesse… Continuano a difendere padre Stefano Manelli, ex generale rimosso dalla Santa Sede per motivi scandalosi e sicuramente interverrà la magistratura.

In questo articolo il giornalista Riccardo Piccarreta spiega alcuni dei moltissimi scandali e questo è il link del suo blog che contiene molti altri articoli sulla verità del commissariamento.

https://amicidellaverita.wordpress.com/

Ci sono moltissimi articoli che danno finalmente la spiegazione della confusione che è stata creata ad arte dai laici fanatici… giornalisti cattolici visionari…  che non vogliono perdere privilegi e altro… 

 

Da quello che ho compreso leggendo questo articolo si deve fare una netta distinzione nei Francescani dell’Immacolata:

pochi frati sono rimasti legati a padre Stefano Manelli e sono i manelliani, nonostante la sua rimozione da generale e gli scandali avvenuti. Essi non seguono più la vera dottrina della Chiesa e sono lefevriani

invece molti frati stanno seguendo correttamente il Commissario mandato dalla Santa Sede e seguono la dottrina della Chiesa. Stanno facendo rinascere l’istituto.

 

La Santa Sede ha allontanato padre Stefano Manelli per gravissimi motivi che non si possono riportare neanche qui per la loro gravità, alcuni li ha riportati il giornalista.

 

Tutti gli altri frati invece sono rimasti fedeli alla Chiesa Cattolica e seguono le direttive della Chiesa e del Commissario Padre Volpi che sta svolgendo un lavoro generoso, eliminando gli abusi, gli scandali, le truffe, i conti bancari, la falsa spiritualità che aveva creato padre Stefano Manelli. Ha tradito la regola di San Francesco e non osservava la povertà, prima del commissariamento avevano conti bancari milionari. Dove sono finiti questi milioni di euro?

Padre Manelli aveva creato una sua chiesa, una falsa chiesa dentro la vera Chiesa Cattolica.

Nel blog https://amicidellaverita.wordpress.com/ si trovano tanti articoli, alcuni scritti con molto coraggio da un Sacerdote dei Francescani dell’Immacolata, padre Calloni, e sono rimasto senza parole per quello che testimonia di gravissimo su padre Stefano Manelli.

I laici che per motivi segreti difendono padre Stefano Manelli e i pochi frati che lo seguono, non possono più parlare falsamente di Messa in latino e di punizione. È stata tutta una montatura giustificare con la Messa in latino la cacciata di padre Stefano Manelli.

Ai tempi di padre Stefano Manelli si commettevano scandali gravissimi e reati da codice penale, sorprende come mai non sia ancora intervenuta la magistratura. Oggi l’istituto è sano, segue la Chiesa nella povertà e nella verità.

Da quello che ho letto in questi articoli, l’Istituto dei Francescani dell’Immacolata oggi è ritornato alla vera spiritualità delle origini, segue la dottrina tradizionale della Chiesa, è rifiorito dopo la cacciata di padre Stefano Manelli. Sono molto contento di tutto questo.

Giuseppe Ventura

 

 

DEPISTAGGIO

di Riccardo  Piccarreta

 

https://amicidellaverita.wordpress.com/

 

CONTINUA  L’IPOCRISIA  DELLE  SUORE  MANELLIANE

 

Istruite dalla furbizia  luciferina di padre Stefano Manelli, le sue solite suorine invece  di  rispondere nel merito, sui fatti  concreti  contestati, sugli abusi concreti evidenziati e quanto altro di serio è a loro attribuito, non fanno altro invece che pubblicare un’altra inutile nota, forse ancora più stonata dove –non  richiesto– sciorinano e propinano l’identikit ufficiale e teorico del loro carisma e della loro forma di vita, quando sanno  benissimo che ciò che è sotto inchiesta non è il carisma in sé ma SOLO  LE  DEVIAZIONI MANELLIANE  DAL  CARISMA, ciò che è sotto inchiesta non è la loro forma di vita (così com’è scritta) MA SOLO LE  DISTORSIONI MANELLIANE  INTRODOTTE  NELLA  LORO  FORMA  DI  VITA.

Solo  questo è in discussione e solo di questo bisogna parlare.

 

La loro tecnica falsificatoria è questa:  DISTOLGONO L’ATTENZIONE DALLA PROBLEMATICA  VERA per concentrarla su aspetti  che  NON SONO CERTAMENTE IN DISCUSSIONE. 

Utilizzano le cose  buone –che pur ci sono– approvate dalla Chiesa (se non ci fossero state l’Istituto non sarebbe stato approvato) per coprire le cose  cattive, i “panni sporchi” da loro introdotti abusivamente, nella prassi di vita, dietro la facciata. 

UTILIZZANO  CIÒ CHE È APPROVATO DALLA CHIESA per cercare di distogliere l’attenzione dalle cose sbagliate da loro introdotte nella pratica concreta dentro l’Istituto. 

È  UN  VERO ATTO  DI  DEPISTAGGIO: il problema non è se si conosce il carisma o non lo si conosce, ma solo SE CI SONO STATI ABUSI, imbrogli, inganni e/o soprusi (e in che misura!) DENTRO QUEL CARISMA E QUALI SONO QUESTI ABUSI.

Il problema è solo se ci si è allontanati dal quel carisma approvato dalla Chiesa (e di quanto!). Il problema è solo se si sono introdotte ABUSIVAMENTE, IN CORSO D’OPERA, DELLE DANNOSE DEVIAZIONI CHE HANNO ADULTERATO IL CARISMA. Il DEPISTAGGIO rispetto a questo che è il vero ed unico problema, è chiaramente UN ATTO VOLUTO  E  QUINDI  DISONESTO.

Il problema è solo ed esclusivamente COSA NE HANNO FATTO DI QUEL CARISMA, COSA NE HANNO FATTO DELLE COSE GIUSTE  APPROVATE DALLA CHIESA e se, O NON LE HANNO FATTE O  HANNO FATTO IL CONTRARIO! 

Tutto  qui. Se c’è un commissariamento o una visita apostolica è perché c’è in atto una indagine della Santa Sede e c’è stata un denuncia in merito a deviazioni rispetto  alle  cose  buone approvate –a suo tempo– dalla Chiesa. Il resto è solo menzogna.  

È NELLA PRASSI, –dietro le quinte–  che si concentrano –per il momento– le contestazioni più forti a questo  Istituto, in attesa che le Congregazioni competenti accertino e verifichino le EVENTUALI  DEVIAZIONI  DOTTRINALI  E  LITURGICHE su cui solo la Santa Sede è competente a indagare. 

La loro tecnica è di somma ipocrisia, ma anche di alta  ingenuità: è  come se un  direttore generale di una clinica pubblica fosse accusato (si fa solo per esempio) di  aver rubato  i soldi della clinica oppure di aver commesso  ammanchi  amministrativi,  e lui si difendesse –delirando– citando solo le ottime strutture dell’Ospedale, i servizi per cui è all’avanguardia,  la qualificazione professionale del personale, le tabelle mediche  impeccabili  e  i  percorsi clinici offerti, oltre al fatto che si è laureato con 110 e lode e ha  vinto  concorsi  difficili, ecc.

Insomma una CORTINA FUMOGENA di vere competenze e prestazioni professionali oltre che di citazioni teoriche, PER NASCONDERE false  attività illecite (di vario tipo), senza cioè uno straccio di prova concreta, nel merito, che lo discolpi dal reato. Una specie di ingenuo vaneggiamento lucido.

 

1) STRAPARLANO DELLA REGOLA BOLLATA di S. Francesco ma oggi la usano come COPERTA, PARAVENTO, E FACCIATA VIRTUALE ESTERNA dietro cui nascondere le loro infedeltà alla corte del SULTANO-SANTONE-ROVINA-VOCAZIONI DI FRIGENTO, quando invece farebbero bene –e prima di tutto– ad eliminare dalla loro vita  tutto  quello che è in contrasto  con quella santa  Regola di San Francesco, invece di “sciacquarsene” solo la bocca.

 

2) STRAPARLANO  DI POVERTÀ e poi padre Stefano Manelli ha il conto-corrente, e non è il solo! Straparlano di povertà serafica, quando nell’Istituto c’è un giro di soldi scandaloso: all’atto del commissariamento c’erano due milioni di euro come moneta e altri milioni di euro come beni immobili.

Chiedono sempre  soldi per le missioni (dicono) e poi nelle missioni di soldi o non ne vedono o se ne vedono pochissimi. Molte  testimonianze, persino una lettera inviata al Manelli da una suora QUANDO LA SUORA ERA ANCORA DENTRO L’ISTITUTO, parlano addirittura di avidità di denaro.

Le testimonianze affermano che padre Manelli rastrellava soldi con i quali “comprava” –amichevolmente– “amici” a destra e sinistra. Per cui sembra che spesso i soldi non servivano solo per le missioni, per la radio, ecc. ma più spesso per “acquistare” –sempre amichevolmente– conoscenze in alto loco e farsi molti “amici” che chiudessero uno o più occhi (anche Marcial Maciel Degollado –dei Legionari di Cristo- utilizzava queste tecniche “amichevoli”), per procurare “paternamente” “maniglie” in alto loco e anche  qualche  compiacente “talpa” in qualche Congregazione che passava (o passa?) loro informazioni riservate. 

Sembra che con questi “soldi della provvidenza” riusciva a eliminare critiche, difficoltà e anche visite apostoliche –per il passato– all’Istituto. Una affermazione  ricorrente nelle testimonianze è che Manelli andava dai cardinali  con  i….  BORSONI, ma non erano quelli della…. spesa!

 

GRANDE  GIRO  DI  SOLDI —–   A Castelpetroso (quando era vescovo Mons. Armando Dini che, per varie ragioni, poi li mandò via), c’era un giro di soldi non indifferente Quando i soldi sparivano o non si trovavano, si diceva “Sono venuti i ladri a rubare!”.

Oggettivamente molti  soldi, troppi soldi sono finite nelle casse del “FATE BENE MANELLI” (invece di “fatebenefratelli”), come sono definite queste casse con ironia da coloro che sono più informati. 

Qualche cosa  viene fatto –certo– come attività caritativa ma sembra che sia più per avere una certa copertura di immagine e comunque giusto il  minimo per creare una facciata rispettabile.  Quando esisteva  ancora Radio Speranza a Palo del Colle (Bari) (radio che insieme  alla casa del prete che dirigeva la radio, fu venduta!) le suore venivano mandate  –per tutto il centro  sud– a chiedere soldi ai benefattori e sempre tornavano con in  mano  milioni delle vecchie  lire, al punto che più di una, in seguito, si rifiutò perché quell’attività sembrava in contrasto col voto di povertà.

Il Manelli ricorderà certo l’increscioso episodio legato alla CONTESSA MARGHERITA DEGLI ODDI, la cui ingente e ricca proprietà (palazzi, ville, ma soprattutto LA VILLA NEL CENTRO STORICO DI PERUGIA) furono vendute da padre Manelli e a nulla valse il tentativo di opporsi da parte dei nipoti della donna.

Quando la vendita fu conclusa, Manelli l’abbandonò come realtà ormai insignificante.  Ha ragione Frate francescano, sul nostro blog,  quando, nella sua “Chiarificazione a gocce, n. 4”, precisa:

“Pressoché tutti i beni che l’Istituto ha accumulato inaspettatamente nel corso degli anni, sono perlopiù lasciti che ricchi possidenti o vecchietti con un piede nella fossa hanno fatto a padre Manelli, in cambio di preghiere, assicurazioni del Paradiso, o di consigli spirituali o di presunte “profezie”. Anche per questo Manelli li ha considerati quasi “proprietà privata”.

Mettendo insieme tanti  episodi forse sarebbe il caso –visto il CONTESTO  GENERALE DI  CREDULITÀ SUPERSTIZIOSA– anche di indagare su un possibile abuso della credulità popolare.

E –magari  solo nel caso però di un  pò di vecchietti/e ormai alla fine– non potrebbe darsi che forse, in qualche caso, ci sia stato anche qualche incapace raggirato? 

Come conosce bene padre Manelli, l’articolista che sul blog “Verità sul commissariamento” ha scritto nell’articolo “GENTILEZZA SETTORIALE” , queste calibrate parole:

 

“La gentilezza settoriale permane una delle caratteristiche di padre Manelli. La sollecitudine nei gesti di cortesia e nei ringraziamenti –per chi lo conosce da almeno un anno– è infatti DIRETTAMENTE PROPORZIONALE AGLI INTERESSI ECONOMICI CHE CREDE RICAVARE DALLA MUNGITURA DEI LAICI  e soprattutto dalle coppie feconde che induce a riprodursi nella speranza di aumentare le fila del suo fallito esercito di futuri fratini e suorine da  allevamento”.

 

Così come conosce bene Manelli l’articolista che –sullo stesso blog– nell’articolo “UN CALCIO AL FORMICAIO” ha parlato in merito ai soldi dell’Istituto che hanno cambiato casacca all’atto del commissariamento, degli “imbrogli del Manelli che tutto ha consegnato a familiari e laici scambiando l’istituto per la proprietà della sua famiglia (naturale)”.

E poi in merito alla inosservanza manelliana della Regola, ha fatto notare: “Cristallizzarsi sulla lettera della regola, infatti, avrebbe significato privarsi anche dal toccare il denaro. Il Manelli, i nipoti e gli accoliti di questo non se ne sono fatti mai uno scrupolo fino al massiccio impiego di conti correnti e carte di credito. Il problema è che la moneta virtuale il Manelli l’ha resa virtù non esitando ad aprirsi un conto corrente bancario in nome di Madonna Povertà.

Chi ha avuto tra le mani la Traccia Mariana di Vita Francescana, legge che è impensabile avere un conto corrente persino per le Case religiose… La Legge naturalmente vale sempre per gli altri, non per chi sugli altri aveva il diritto di vita e di morte e una sorta di “ius primae noctis”.

Di fatto i beni dell’Istituto, subito dopo il commissariamento, con uno spostamento rapido (atto che l’azione  legale deve precisare se onesto oppure no), non sono stati più gestiti da frati e suore, ma la loro gestione è stata trasferita a laici fidatissimi del Manelli”.

Come dare torto a chi ha fatto presente l’obiezione di tanti: “E con quale coraggio avrebbero chiesto donazioni per l’ordine e in nome di Dio per poi lasciare i beni, in qualche modo, comunque ad amici personali e forse a parenti?

A quale “dio” credono queste persone?”.

 

3) STRAPARLANO (ora) DI COMUNIONE  ECCLESIALE, ma sin dall’inizio sono sotto inchiesta soprattutto perché VIVONO UNA VITA SEPARATA RISPETTO ALLA CHIESA, COME SE FOSSERO UN “PIANETA”  A PARTE, e la loro carenza nel camminare  con  la Chiesa è anche sostenuta dall’idea perversa –PROPRIA DI TUTTE LE SETTE– che la Chiesa sarebbe da vedere con  ostilità, diffidenza, pericolo, insomma come un campo minato da cui difendersi e tenersi lontani perché sarebbe popolata quasi solo da depravati, da corrotti, da apostati, da massoni, da disonesti, da modernisti (soprattutto nella Santa Sede), in pratica sarebbe il campo del diavolo, mentre solo loro sarebbero i puri!  Straparlano di comunione  ecclesiale mentre pensano e si comportano –di fatto–  purtroppo come UNA SETTA.

 

4) STRAPARLANO  DI OBBEDIENZA ALLA MADONNA, mentre loro, senza vergogna,  obbediscono in modo idolatrico  e superstizioso solo ed esclusivamente a Manelli, per cui il voto di obbedienza illimitata all’Immacolata, è diventato –per loro vergogna–  IL VOTO DI OBBEDIENZA ILLIMITATA AL  SANTONE-SULTANO! 

Non è una obbedienza sotto la luce  dell’Immacolata,  ma SOTTO LE TENEBRE DI MANELLI!  A proposito di questa assurda menomazione e privazione della vera maturità, realizzata da questa obbedienza nevrotica e idolatrica al santone-idolo, un ex frate osò –ma solo in relazione a questo aspetto– porre questa scherzosa alternativa: “Ma si tratta di suore  minori o  ….minorate?”.

Purtroppo le suorine strumentalizzano perfino Montfort e Kolbe per usarli a loro tornaconto, per farli diventare lo sgabello di giustificazione della loro allucinante prostrazione mentale e psichica a Manelli. Quei veri santi insegnavano che la volontà dell’Immacolata è sì la volontà di Dio, ma non hanno mai insegnato che questa coincide con la distorta volontà di Manelli. 

Le suorine fanno un giro di CITAZIONI VERE per cercare –diabolicamente–  di GIUSTIFICARE  COMPORTAMENTI  FALSI! 

IL PROBLEMA È IL RUOLO  ABUSIVO DEI SUPERIORI DI QUESTO ISITITUTO E IL RUOLO ABERRANTE  E  SUPER ABUSIVO DI MANELLI, per il quale è già stato destituito e quindi è decaduto.

Il problema non è certo l’obbedienza ma gli abusi commessi approfittando del voto di obbedienza imponendo con esso, come sembra, anche comandi contro la legge di Dio, come ad esempio la falsa  testimonianza, la calunnia del “nemico”, le minacce e i ricatti alle persone e anche altro di serio che verrà  fuori, penso, presto.   L’obbedienza non è mai “obbedire per obbedire” indipendentemente  da quello che viene chiesto.

 

5) STRAPARLANO DI REGOLA BOLLATA ma poi nella vita concreta fanno spesso il contrario di quanto scritto nella Regola.

  1. A) La Regola dice che “I frati non entrino nei monasteri elle monache, eccetto quelli ai quali è stata data dalla Sede Apostolica una speciale licenza” (Cap. XI, F.F., n 105). A maggior ragione i fratiNON DEVONO DORMIRE NEI CONVENTI DELLE SUORE. Padre Manelli invece va SEMPRE  e solo a stare e a DORMIRE NEI  CONVENTI  DELLE SUORE.

 

  1. B) Si mettono –di fatto– contro al Regola quando affermano che le suore accettano di «poter essere mandate anche in terra di missione o dovunque sia» (Cost. 24) coltivando in sé la disposizione a poter partire in qualsiasi momento e per ogni dove”.

Il voto mariano concepito secondo le storture di Manelli si mette contro il Cap. XII della Regola (Bollata) Francescana (IDONEITÀ ALLA MISSIONE) che recita: “Quei frati che, per divina ispirazione, vorranno andare tra i Saraceni e tra gli altri infedeli, ne chiedano il permesso ai loro ministri provinciali. I ministri poi non diano a nessuno il permesso se non A QUELLI  CHE RITERRANNO IDONEI AD ESSERE MANDATI” (F.F., n. 107). Non dice che l’ispirazione deve venire solo da Manelli, non dice che per obbedienza al voto mariano  si deve andare in missione anche se non è stato chiesto e anche se la persona non è adatta!

 

  1. C) La regola afferma che bisogna “PREGARE SEMPRE CON CUORE PURO” e che anche chi lavora “non spenga lo spirito della santa orazione e devozione, alla quale devono servire tutte le altre cose temporali” (Cap. V, F.F., n. 88) non dice che bisogna SOLO PREGAREe trascurare il resto, né tanto meno che la preghiera va ridotta (o deve essere confusa) SOLO CON LE PREGHIERE VOCALI!

Tutte le testimonianza inviate alla Congregazione attestano la POCA  MISSIONARIETÀ dell’Istituto. Nonostante  si sbandiera ai quattro venti  che l’Istituto è CONTEMPLATIVO-ATTIVO, di fatto, lo stile proprio dell’istituto –a causa dell’impostazione manelliana– è quasi come da clausura: QUASI NIENTE APOSTOLATO, se si escludono i frati-preti per il loro ministero e qualche suora. Di fatto QUASI NIENTE MISSIONARIETÀ – o COMUNQUE RIDOTTA AL MINIMO.

FRATI E SUORE STANNO QUASI  SEMPRE  CHIUSI  DENTRO.

 

  1. D) La Regola Bollata di San Francesco afferma: “Ammonisco e esorto i miei frati nel Signore Gesù Cristo che, quando vanno per il mondo, non litighino, ed evitino le dispute di parole, néGIUDICHINO GLI ALTRI, ma siano miti, pacifici e modesti, mansueti ed umili, parlando onestamente con tutti, così come conviene” (Cap. III, F.F., n. 85). 

Continua, invece, contro la Regola “il preoccupante delirio paranoico nella grave affermazione di giudicare i frati fedeli alla chiesa e obbedienti al loro legittimo superiore, che è il commissario apostolico, come “MODERNISTI” e infedeli alla regola di San Francesco e alla spiritualità kolbiana. Da quale pulpito viene la predica? 

Cristo in persona gli avrebbe apostrofato: “medico, cura te stesso!” (cfr. articolo Gentilezza Settoriale, Verità sul  commissariamento). L’articolista ha evidenziato un altro delle metastasi di questo Istituto: a partire dalla superstiziosa idolatria di Manelli, CHIUNQUE NON LA PENSA COME MANELLI O NON SI  COMPORTA COME LUI DECIDE, O CRITICA  ASPETTI  NEGATIVI DELL’ISTITUTO, SAREBBE –SOLO PER QUESTO– “MODERNISTA”, come se Manelli fosse il “Verbo Incarnato”, o la “quarta persona della SS. Trinità”, o come se fosse il vero “papa”, o la Congregazione per la dottrina della fede oppure il nuovo messia e l’Istituto fosse la vera Chiesa. Siamo proprio al delirio!!

 

IPOCRISIA  SFRONTATA

6) Citano la Congregazione dei religiosi come punto di riferimento dottrinale qualificato per l’insegnamento, mentre in questi ultimi due anni, in tanti modi, soprattutto con azione di sciacallaggio  sui blog i manelliani hanno fatti di tutto per infangare e colpire la Congregazione.  Citano –ma solo oggi– con rispetto Papa Francesco di cui fingono di apprezzare gli insegnamenti, quando è il bersaglio costante quotidiano del loro rifiuto e del loro disprezzo da quando il loro guru-santone-fallito padre Manelli ha considerato la sua elezione una sciagura perché voleva un papa amico suo.

Basta poi dare un’occhiata al blog “ufficiale” condotto da ottusi manelliani superficiali e insignificanti (che dovrebbero essere  commissariati  subito dopo le suore!) per vedere come è calpestato e continuamente offeso Papa Francesco. Non parliamo poi di altri blog tradizionalisti che pure hanno sposato le deviazioni manelliane e che ogni giorno sputano contro il Papa. Infine quando Papa Francesco parla di povertà, intende certamente una vita vissuta solo dello stretto necessario, ma le suorine manelliane dovrebbero  ricordare che per San Francesco la prima povertà è vivere in obbedienza alla Chiesa: senza obbedienza  alla Chiesa, non serve  a nulla né andare a piedi scalzi, né dormire sulle tavole di legno, né usare la disciplina (e i loro…..cuoricini!) né altro. Pietro Valdo pure viveva come San Francesco, ma poi si mise contro la Chiesa e fu scomunicato.

 

LATINO  E  GREGORIANO

7)   Una cosa è la “Sacrosanctum concilium” e il Motu  proprio, un’altra cosa è condizionare frati e suore all’idea sbagliata che il latino sarebbe addirittura “la lingua di Dio” e imporre il Vetus Ordo con la minaccia che altrimenti non faranno i voti,  oppure verranno mandati  al  ….confino.

 

STUDIO  E  FORMAZIONE

8) Il problema, ovviamente, non è lo studio e la formazione (ci mancherebbe!) che sono entrambi doverosi per ogni Istituto, ma SOLO CHE TIPO DI FORMAZIONE È STATA IMPARTITA e QUALE IMPOSTAZIONE  DOTTRINALE, ECCLESIOLOGICA, È STATA IMPOSTA. Anche qui citare i documenti ufficiali ineccepibili e ignorare che il seminario, lo STIM, sono stati chiusi e i cosiddetti ex formatori allontanati, proprio perché non garantivano una formazione corretta, è perlomeno disonesto!

Anche qui il problema non sono certamente i documenti  ufficiali, ma gli abusi manelliani nel campo della formazione. Anche qui si tratta di DEPISTAGGIO. Chi ha tenuto le lezioni sulle varie  discipline  teologiche e quale formazione di base ha indotto?

Chi ha “confezionato” e organizzato la cosiddetta loro “formazione” nel Corso teologico Catechetico e nello STIM?

Non hanno forse ricevuto l’impostazione  seminata dai vari formatori precedenti  nel seminario che la Santa Sede ha fatto chiudere, allontanando gli ex formatori?

Chi ha organizzato e diretto le loro conferenze, i loro corsi, i loro convegni?

In quale  direzione?

Chi ha insegnato loro ecclesiologia?

Con quali risultati?

Non hanno forse ricevuto la loro cosiddetta formazione da quegli stessi frati manelliani che oggi sono ribelli alla Santa Sede e in rivolta contro l’obbedienza  alla Chiesa? 

Si trattava di un Istituto ripiegato su se stesso, concentrato solo sul proprio orticello, in cui lezioni e confessioni erano fatte solo dai manelliani. Un CIRCOLO CHIUSO asfissiante che fa creato UNA REALTÀ PARALLELA che stava prima della Chiesa e al margine della Chiesa.

 

CONCLUSIONE

Vedrete che continueranno a scaricare altri depistaggi come questi:  non potendo rispondere a nessuna delle contestazioni, precise e nel merito, a loro addebitate, fotocopiano le cose scritte nei documenti ufficiali e credono con esse di  COPRIRE COME CON UNA COPERTA, con un PARAVENTO tutte le deviazioni operate nella vita concreta e così cercare di DEPISTARE LE INDAGINI. 

Il guscio c’è ma dentro il guscio, dentro le manipolazioni manelliane, NON TROVI LA NOCE, NON TROVI IL FRUTTO. In quell’Istituto le informazioni sono  imbavagliate, filtrate e  manipolate dalle cosiddette superiori.

Le suore sanno solo ed esclusivamente  quello che le superiore vogliono che esse sappiano.

Le suore, ad esempio, non sanno  niente e non leggono niente di tutta la contro-informazione sugli abusi manelliani che in questi due anni è stata fatta. Hanno  come una specie di ”CHADOR” o un “BURQA”  SUL CERVELLO,  non certo sul viso. 

Le superiore  hanno fatto passare solo questa disinformazione: i modernisti e i massoni che sono in Vaticano  ci stanno perseguitando; vogliono solo colpire il nostro “dio” Manelli e il fatto che siamo gli unici veri religiosi; Manelli è santo  e solo innocente per cui ogni cosa detta contro di lui è solo una calunnia; non sono stati mai commessi abusi di nessun tipo; dobbiamo resistere in trincea in tutti i modi e rifiutare l’azione del commissariamento, impedendo che rovinino il nostro Istituto che è unico.

È necessario ed urgentissimo il commissariamento delle suore, innanzitutto per correggere tutte le deviazioni denunciate, ma anche per liberare le suorine da questa “MURAGLIA  CINESE” dentro la quale  sono tenute segregate.

 

Riccardo  Piccarreta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

Potrebbero interessarti anche...