IL VESCOVO D’ALISE RICORDA CON UNA SOLENNE CELEBRAZIONE EUCARISTICA TERESA MUSCO

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CASERTA. S. ECC. MONS. GIOVANNI D’ALISE, VESCOVO DELLA DIOCESI, HA PRESIEDUTO  LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA  NELLA QUARANTENNALE  RICORRENZA DELLA NASCITA AL CIELO DI TERESA MUSCO. NUTRITA  PRESENZA DI RELIGIOSI E FEDELI

di Paolo Pozzuoli

TERESA MUSCO, nella quarantennale ricorrenza della nascita al cielo (venerdì scorso), è stata ricordata in Cattedrale con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo della Diocesi di Caserta, S. Ecc. Mons. Giovanni D’Alise, e concelebrata da don Mario Mortin, parroco della Parrocchia Trasfigurazione in Castelchiodato-Diocesi Suburbinaria di Sabina-Poggio Mirteto (Roma), padre Francesco Minucci da Forino, padre Antonio da Mugnano del Cardinale, don Mario Minichiello, don Primo Poggi, mons. Antonio Pasquariello, don Enzo Carnevale, padre Giuseppe Milazzo, i carissimi padre Franco Amico, don Luigi Moretti, don Giuliano Lilli, parroco di S. Maria Ausiliatrice in Roccaravindola (IS), custode di una teca contenente la memoria di un prodigio straordinario,  don  Luigi Maria Marone, parroco della Chiesa S. Antonio di Padova in Omignano Scalo (SA), fondatore dell’Associazione ‘figli della Divina Passione’ , e qui, anche direttore della corale e dello straordinario gruppo musicale costituiti rispettivamente da Adriano, Anna, Onorato, Rosa, e da Antonello (chitarra), Sonia (mandolino), Mario (tastiera) e la partecipazione dei diaconi Antonio Grasso della Cattedrale di Caserta ed Emilio Cioffi della Diocesi di Isernia-Venafro, autore sia delle parole che della musica di “SEMPLICEMENTE”, il bellissimo testo composto per Teresa. Dall’incredibile numero delle persone di tutte le età (notati religiosi e laici ultranovantenni) sopraggiunte a Caserta per partecipare al sacro rito, non solo appartenenti alle tre diocesi (Caserta, Alife-Caiazzo, Capua), coralmente coinvolte, ma provenienti dalle più svariate località interregionali, non si può non affermare che Teresa Musco è e resta una figura centrale nel firmamento delle persone elette, semplici, umili, scelte dal Signore. E Gesù, l’amore per Gesù, l’Unico Sposo Cui si è totalmente dedicata, è stato il punto centrale della breve vita terrena di Teresa. In occasione di questo 40° anniversario, è particolarmente bello e interessante evidenziare  i nuovi  ‘capitoli’, chiari, interessanti, meravigliosi, scritti da autori di spessore, che vanno ad arricchirne i volumi della straordinaria ma controversa storia, e tali da poter alimentare, aprendo verosimilmente una breccia nei cuori degli eccellentissimi padri che compongono la Congregazione delle Cause dei Santi, e rinnovare così l’iter indispensabile per elevare Teresa Musco, testimone luminosa della chiesa di Cristo, agli onori degli altari, testimoniata e narrata dalla fede umana che, ancora attonita di fronte alle inspiegabili rivelazioni, alle apparizioni, ai fenomeni straordinari che hanno fatto compagnia a Teresa nei suoi trentatre anni di vita terrena, aspetta da tempo ed auspica una positiva risoluzione. Il 7 maggio u.s. si è avuta in Maddaloni, presso il Centro di Spiritualità “SS.ma Annunziata” dei Carmelitani Scalzi, la presentazione del libro “Teresa Musco, Mistica del XX secolo” (4^ edizione – Àncora – riveduta e corretta) di Padre Gabriele Maria Roschini, ‘uno dei più grandi mariologi del XX secolo’ (… il ricavato della vendita dei libri sarà devoluto per la realizzazione dell’opera sacerdotale ed ecclesiale, la creazione cioè di un’opera di carità ordinata al sostegno della vocazione e della missione dei presbiteri, come intendeva Teresa Musco la cui vita è stata un sacrificio incessante, offerto generosamente soprattutto per la santificazione sacerdotale). Alla presentazione del libro, curata e moderata da Padre Luigi Gaetani, OCD, provinciale dei Carmelitani Scalzi di Napoli e Presidente CISM Nazionale, sono intervenuti: Padre Luigi Borriello, OCD, Prof. di Teologia spirituale e mistica presso la Facoltà teologica dell’Italia Meridionale Napoli – Sez. S. Luigi, il dott. Franco Guarino, Vice Presidente della Fondazione “Teresa Musco”, il prof. Antonio Tubiello, Docente di Filosofia – Facoltà Teologica dell’Italia meridionale – Napoli – Sez. S. Tommaso. Padre Gaetani, nel presentare il libro di Padre Gabriele Maria Roschini, ha evidenziato ‘trattarsi di un testo moderno, perché innanzitutto scritto da un testimone che ha messo a disposizione le sue conoscenze scientifiche per comprendere, discernere i fenomeni straordinari e le stesse testimonianze rese da tante persone intorno a Teresa Musco; è dunque un testo base per chiunque voglia conoscere di prima mano questa donna semplice dal profondo spirito evangelico ed ecclesiale’; poi, con particolare riferimento a Teresa, ha detto ‘Ci troviamo davanti ad un testimone, ad una persona che ha vissuto l’eccedenza mistica dentro la sua vita nella piena consapevolezza, però, che tutti i fenomeni sono stati una rivelazione privata, che non hanno aggiunto assolutamente nulla alla verità della fede ma che consentono a chi ne usufruisce di vivere una comprensione viva più profonda del mistero, convertendosi. Teresa è una vita convertita che poi diviene una vita trasfigurata e per questo irradiante, memoria vivente del Signore’. E, ancora: ‘La spiritualità di Teresa, al di là dell’impressione che potrebbe essere quella di una esperienza di dolore, è essenzialmente una esperienza di trasfigurazione, di bellezza, di vita. Proprio attraverso una immersione nel mistero di Cristo, di un amore immenso e totale, di un amore che spinto al massimo non può non generare che una vita nuova’. Di Padre Luigi Borriello il primo intervento con l’interessante relazione ‘Teresa Musco, mistica dei nostri tempi, interprete della Passione di Gesù’. Una sintesi ordinata e scrupolosa del calvario terreno di Teresa, ‘vittima insieme alla Vittima sacrificale soprattutto per la salvezza dei sacerdoti; il resto, i fenomeni che hanno accompagnato la sua esistenza, vanno considerati con cautela, o meglio con la prudenza con cui la Chiesa ha sempre avuto come atteggiamento primario prima di emettere un giudizio; Teresa, un’umile donna del popolo, sempre obbediente all’autorità ecclesiastica, ha offerto la sua vita all’amore per Amore, quindi ai fratelli più deboli moralmente e fisicamente’. A seguire, il dott. Franco Guarino che ha tratteggiato “L’iter della Causa di beatificazione di T. Musco, donna esemplare e degna di ogni rispetto, dagli inizi fino ad oggi”. Un’analisi certosina sul tormentato iter, attraverso testimonianze, rivelazioni, sogni, fatti, rinnovati, ripresi, nuove richieste, nuovi interventi, nuove commissioni, nuovi teologi ed altrettanti professionisti nominati dai vescovi, a partire da Mons. Vito Roberti e, attraverso Mons. Raffaele Nogaro e Mons. Pietro Farina, fino a  Mons. Giovanni D’Alise, con tante, tante relazioni finalizzate soltanto all’apertura delle fasi diocesane della causa di canonizzazione di Teresa e focalizzate esclusivamente sulle sue virtù eroiche. Infine, il prof. Antonio Tubiello che ha dissertato su “La voce di Teresa nell’anno della misericordia”. Centrale la misericordia, in tutti i molteplici aspetti: etimologici, storici, filosofici, religiosi, umani, della quotidianità; e poi sacrifici, orizzonti, sofferenza, dolore; la percezione della sofferenza e del dolore che si vorrebbe bandire in questo nostro mondo che avanza di fretta ritenendo di poter superare ogni eventuale ostacolo. Il prof. Antonio Tubiello ha sostenuto e affermato che ‘alcuni, con il loro patire (V. anche Teresa), hanno insegnato a soffrire, hanno cioè insegnato ad accettare la vita umana così com’è nella sua naturale condizione ma destinata ad un orizzonte di speranza e di salvezza; non sono stati promotori ideologici del soffrire necessario, ma hanno saputo proporre la visione di una vita di sofferenza come una vita verso il trascendimento; hanno dato l’esempio del senso della sofferenza, aiutando a soffrire; l’hanno potuto fare perché hanno unito la loro sofferenza a quella di Cristo; è questo l’esempio di vita di dolore di Teresa Musco che, crocifissa con Cristo, ha sofferto per il Regno di Dio ma anche perché ha ricevuto una missione straordinaria’. ‘Salvami – implora Teresa – i sacerdoti dai loro peccati e santificali con il mio dolore e lavali con il mio sangue’. Teresa, ‘invocando la misericordia di Dio per la salvezza dei sacerdoti e offrendo se stessa come vittima espiatrice per quella diffusa condizione di miseria spirituale e di abbandono morale che li riguarda, è perché sente di appartenere con tutta se stessa al mistero della vita sacerdotale, fattasi spesso vissuto di pena, di afflizione, di sofferenza; inoltre, con la sua vita profetica, ha voluto richiamare l’attenzione della Chiesa sull’essenziale della vita sacerdotale; Teresa sapeva che il sacerdote non è tentato solo nella sua umanità – questo è sempre avvenuto – ma è ora tentato proprio in quanto sacerdote con alcune conseguenze: l’evasione da sé, dal mondo, la pigrizia, l’inettitudine, l’alienazione, la ricerca di surrogati di valori affettivi, l’estraniazione sino all’annichilimento di se stessi; Teresa è stata icona vivente del volto misericordioso del Padre, di una misericordia che non illude, che non inganna, ma che salva, che salva il peccatore e odia il peccato’. Teresa ‘sapeva’ le debolezze dei sacerdoti e pregava ‘il Signore di salvarli dai loro peccati, santificarli con il suo dolore e lavarli con il suo sangue’.  Non molto tempo fa, Papa Francesco ha chiesto perdono “per i peccati, tutto il male e i gravi crimini di abuso sessuale commessi da alcuni sacerdoti”. Tema forte, assieme a quello della sofferenza, del dolore, toccati da S. Ecc. D’Alise all’omelia nel ricordo della sorella Teresa. “Ho il piacere di celebrare con voi questo momento” – ha affermato il Vescovo – “e sto cercando di capire la donazione che Dio ha fatto a Teresa; mi pare di capire che il Signore ha chiesto a lei di unirsi alla Patria di Cristo e offrirsi come vittima: è un mistero grande perché Dio ha bisogno di sofferenza!”. Ha poi aggiunto: “Mi ha colpito il particolare che Teresa, donna del popolo – non ha studiato – è la persona che il Signore sceglie (ogni scelta del Signore cade sempre su ciò che è insignificante per poter manifestare in modo eclatante la sua forza, la sua potenza d’amore) e dice ‘sì’ alla sofferenza vissuta per i sacerdoti; questo mi convince in modo speciale perché i sacerdoti, uomini come gli altri, più deboli degli altri, vengono chiamati ad un ministero che unisce il cielo alla terra e la terra al cielo; e la loro debolezza può venire fuori proprio perché non riescono a volte a riversare negli uomini il contatto divino e capire come il dolore degli uomini può unirli a Dio; e poi le avversioni verso i sacerdoti perché ci si vuole convincere che non sono i pontefici fra Dio e gli uomini e viceversa”. Quindi la conclusione: “la sofferenza offerta da Teresa per i sacerdoti, è dovuta probabilmente per tutti gli eventi che si sono avuti; probabilmente, quando il 7 giugno 1943 nasceva Teresa, il Signore coglieva il momento per frenare l’attacco alla Chiesa; il Signore si fida delle persone elette e, ad alcune chiede: ‘vieni, stammi vicino!’; lo chiede anche a noi che siamo abituati a ricorrere subito ad una pasticca al minimo dolor di testa; nel dolore c’è il vero Dio dei cristiani, Colui che si è fatto piccolo per poter stare vicino a tutti e consolare; non si passa la porta santa se non si è misericordiosi ogni momento e attraverso atti di misericordia vivere l’amore scambievole”.  Altro, interessantissimo ‘capitolo’, la risposta “il Pontefice emerito Benedetto XVI ha accolto con piacere le espressioni di devoto ossequio e gratitudine che Ella Gli ha rivolto con recente lettera, con la quale ha voluto accompagnare, quale segno di filiale affetto, l’omaggio del saggio biografico di Teresa Museo. Sua Santità manifesta viva gratitudine per tale attestato di venerazione, e per il gradito dono, e Si unisce alla lode e al ringraziamento

che si eleva al Signore per i tanti doni concessi a questa mistica del nostro tempo e, mentre affida alla Vergine Santa ogni suo desiderio e personale intenzione, invoca, in quest’Anno

Giubilare, l’abbondante Misericordia di Dio su di Lei, sui suoi cari e sul mondo intero, e di cuore invia la Sua benedizione, estendendola volentieri alla Fondazione di cui Ella è vice-

presidente e accompagnandola con un piccolo dono da Lui benedetto. Con sensi di distinta stima”, da parte di Mons. Paolo BORGIA, Assessore della Prima Sezione – Affari Generali – Segreteria di Stato del Vaticano, al dr. Franco Guarino per le belle parole di accompagnamento al dono (il libro “Teresa Musco, Mistica del XX secolo” – 4^ edizione riveduta e corretta – di Padre Gabriele Maria Roschini) inviato al Pontefice emerito Benedetto XVI (… il Pontefice emerito, quando era cardinale, Em.za Joseph Ratzinger, da prefetto della Congregazione per le cause dei santi, bocciò la causa per la santità di Teresa Musco; determinante una relazione piena di calunnie sulla sua vita nonché le parole “male procurato da sè” riportate su di una cartella clinica dal bruto che si celava dentro un camice bianco cui  Teresa fu costretta ad apostrofare con ‘sei un porco, un maiale, un vigliacco’). Rimane ancora un altro ‘capitolo’: il ‘tascabile’ (IL TORMENTO DELLA SANTITA’ – Teresa Musco – del Padre Passionista Pierluigi Mirra (… è un immenso piacere salutarlo con gioia unitamente a Vincenzo e Carmelina ricordando in modo particolare la fausta cerimonia celebrata giovedì 16 giugno 1997 a Baia Domizia). Il libro di Padre Mirra non è, come può sembrare a prima vista, un sunto, una sintesi della vita di Teresa Musco. Essenziale e di più ampio respiro, è comprensivo, esaustivo, avvincente; di facile lettura, da gustare anche tutto d’un fiato. Niente che possa solleticare eventuale curiosità morbosa legata a titoli audaci e/o ad una esteriorità stuzzicante.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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