GRAZZANISE: ELETTORI ORFANI ALLA RICERCA DEI PADRI

 

GRAZ Un momento dello scrutinio GRAZ Il corridoio deserto al termine dello spoglio

                                           Una prima analisi del voto: per il Senato il 44,68% al Pdl                                                                 

GRAZZANISE: ELETTORI ORFANI ALLA RICERCA DEI PADRI 

 

 

GRAZZANISE – Senza Papa, senza Premier, senza Vescovo, senza Sindaco: una congiuntura impressionante, inaudita, difficilmente ripetibile per i grazzanisani. Basi senza vertici, corpi sociali senza testa; si potrebbe quasi dire “orfani” senza “padri” e, comunque alla loro ricerca, quasi disperata, essendo già morti i “nonni” e assai lontani gli “zii”. In quest’ottica gli esiti delle Politiche diventano un po’ più comprensibili, nel senso che possono essere letti anche sotto il segno di uno smarrimento diffuso, quello appunto che caratterizza fortemente la condizione, psicologica ed esistenziale, degli orfani. Al fondo del quadro venuto fuori dalle urne – a Grazzanise ed anche in altre realtà del Basso Volturno – v’è comunque una radice storica, anzi un fitto grappolo di radici che risalgono ai decenni e perfino ai secoli passati: anzitutto –per dirla in breve– torna in discussione l’identità dei “sudditi” obbedienti in caparbia resistenza rispetto ai “cittadini” consapevoli (come spiegare altrimenti certi fiumi di voti attribuiti ad una sponda politica che nella zona non ha costruito, nel tempo, nulla di concreto per lo sviluppo, l’occupazione, il riscatto sociale e culturale?) , ma torna pure la doverosa ricostruzione di un percorso che ha visto troppo spesso soccombere la ragione alla passione, il confronto civile al condizionamento violento, i motivi dello spirito alla pancia da riempire in qualunque modo. Diversamente non si spiegherebbero (nell’ambito del 70% di votanti su 5408 elettori)  i miseri 12 voti ottenuti da Bruno Parente, candidato grazzanisano al Senato per il Partito comunista dei lavoratori. E questo indipendentemente dal profilo del candidato medesimo e dalla collocazione estrema del Pcl. In altri termini, al margine dei consensi dati per chiara convinzione ideologica o per convenienze di variegata natura, va riaperta una domanda cruciale sull’identità vera e sul “senso di appartenenza” più o meno radicato nella comunità cittadina una “quaestio” che merita approfondimenti irrinunciabili! Che dire infatti dei 1378 voti (pari al 44,68%, cioè 10 punti in più della percentuale in Terra di Lavoro) assegnati al Pdl? Sono, per la maggior parte, la “voce degli orfani” o la rinnovata fiducia al Cavaliere? Rappresentano il premio al contributo di sviluppo arrivato dal centrodestra a Grazzanise negli ultimi anni oppure una ben interiorizzata posizione di riformismo moderato? Ascolteremo presto ed annoteremo le interpretazioni degli esponenti di centro, destra e sinistra.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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