FEDERAZIONE TRA LE ASSOCIAZIONI NAZIONALI DEI DISABILI

                         F.A.N.D.

ANMIC-ANMIL-ENS-UIC-UNMS- ANGLAT-ARPA

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                                                                 Associazione Italiana per la Ricerca sulla Psicosi e l’Autismo

                           Associazioni di tutela e Rappresentanza delle rispettive categorie per D.P.R.1978-79

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prot.nr. 06

OGGETTO:  PENSIONI DI INVALIDITÀ E REDDITO. IL SOTTOSEGRETARIO GUERRA: “OCCORRE INTERVENIRE A LIVELLO LEGISLATIVO

Il Presidente della F.A.N.D. provinciale  Aldo di Biase (Federazione tra le associazioni nazionali disabili ANMIC-ANMIL-ENS-UIC-UNMS-ANGLAT-ARPA)comunica: Nei  giorni scorsi  il sottosegretario al Welfare, la vicenda che ha causato il ripensamento dell’Inps sui limiti reddituali delle pensioni, non può essere risolta con un atto amministrativo. Ma sarà il prossimo governo a dover intervenire   in sede normativa, “il problema di fronte a cui ci troviamo non è risolvibile con un atto amministrativo”. È quanto afferma il sottosegretario al Welfare, Maria Cecilia Guerra, dopo il dietrofront dell’Inps sulla questione annunciata con una nota (la numero 717 del 14/01/2013) del direttore generale Mauro Nori. L’istituto, infatti, ha chiarito che per la pensione di inabilità, che spetta alla persona con invalidità civile al 100 per cento, si continuerà a far riferimento al reddito personale del soggetto, senza considerare il reddito del coniuge. Una decisione presa dopo l’avvio di una istruttoria da parte del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali su una questione complicatasi ulteriormente dopo una sentenza della Cassazione, (la n° 4677 del 2011) che prendeva in considerazione anche il reddito del coniuge invalido. “Il problema si trascina da un po’ di tempo – ha spiegato Guerra -. L’emanazione della circolare dell’Inps ha comportato una necessità di una condivisione del problema e il nostro intervento come ministero è stato quello di chiamare subito al confronto. È stato fatto in tempo utile, il 7 gennaio. Ci siamo incontrati e abbiamo avviato questa istruttoria”.

Per Guerra, “il problema non è risolvibile con un atto amministrativo. La Corte di Cassazione si è pronunciata, anche se negli ultimi trent’anni ha avuto anche un diverso orientamento e per questo noi gradiremmo anche un pronunciamento a sezioni unite. Tuttavia, la Cassazione sottolinea una discrepanza normativa a cui si può rimediare solo a livello legislativo”. Per il sottosegretario il problema è di “una certa delicatezza” e va affrontato in Parlamento. Tuttavia, il tempo per il governo Monti è scaduto e la vicenda finirà suo malgrado, sulla scrivania del prossimo esecutivo. “Ci troviamo in una situazione in cui non possiamo intervenire normativamente perché il governo è dimissionario – ha spiegato Guerra – e il tema è rilevante ed è giusto che sia anche oggetto di un orientamento di un governo che ha avanti una legislatura. Noi continuiamo l’istruttoria e abbiamo posto la problematica all’Istituto che nella sua autonomia decisionale ha accettato il nostro suggerimento e prendersi il tempo di questa istruttoria per capire come si è generato questo contenzioso, avere il quadro dell’incidenza e della rilevanza di questo fenomeno. Ora si tratta di istruire al massimo il problema in modo da preparare suggerimenti per l’intervento normativo”. 

Caserta 21-01-2013                                                                             Il Presidente Provinciale

                                                                                                               Cav. Aldo di Biase

 

          

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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