Domenica 4 maggio 2014 Terza domenica di Pasqua (A)
“Commento di don Franco Galeoneâ€
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La domenica “dei discepoli di Emmausâ€
Con questo episodio, Luca vuole insegnarci che l’incontro con Gesù non avviene più nelle sublimi teofanie, che servirebbero solo ad appagare il nostro desiderio di curiosità , ma nella parola che lo Sconosciuto rivolge ai discepoli. Spiegando le Scritture, Gesù ci conduce alla comprensione di quanto è avvenuto, del misterioso disegno di salvezza di Dio, in cui la croce non è una catastrofe, ma la via necessaria per la salvezza. Si tratta di una pagina famosa, grazie anche alla musica: penso alle tante versioni del canto “Resta con noi, Signoreâ€; penso anche alle tante pagine di letteratura scritte da F. Mauriac e da Th. Eliot.
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“Chi è il terzo che sempre ti cammina accanto?â€
Domenica scorsa abbiamo riflettuto sulla Cena del Signore, come un incontro di uomini liberi, di volontari e non di precettati, riuniti per fare memoria del Signore risorto. Questa domenica riflettiamo su un altro aspetto necessario alla nostra Eucaristia: lo spezzare il pane. Ci troviamo come davanti ad uno spartito in 5 atti: a) nella prima scena, due discepoli sono in cammino verso Emmaus, un paese a circa 12 km da Gerusalemme, sono il ritratto della loro crisi religiosa: “Noi speravamo che fosse Lui a liberare Israeleâ€; b) cammin facendo, come da sempre capita durante il viaggio, i due discutono sui fatti del giorno: di Gesù di Nazaret; ad un certo punto i due si accorgono di essere in tre; chi è il terzo viandante che ignora tutto quanto è accaduto a Gerusalemme? “Chi è il terzo che sempre ti cammina accanto?†si chiedeva Th. Eliot; c) questo “terzo uomoâ€, lentamente, si guadagna la fiducia dei due che ascoltano la spiegazione delle scritture: “Rimani con noi!â€. Vogliono ascoltarlo ancora; e poi, viene la notte; meglio essere in tre che in due; d) comprendono tutto quando, fermatisi per ristorarsi, vedono Lui benedire il pane, spezzarlo e distribuirlo loro: gli occhi si aprono; e) il quinto ed ultimo atto descrive il ritorno veloce a Gerusalemme, altri 12 km, per annunciare agli apostoli la bella notizia, il Vangelo: “Davvero il Signore è risorto!â€.
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Faremmo volentieri a meno di questo racconto evangelico (completo solo in Luca), tanto è urtante. Se Luca lo avesse inventato, diverso sarebbe stato il copione: i due discepoli vanno a Emmaus, Gesù appare loro, essi subito lo riconoscono. Invece, non lo riconoscono! Solo ad un certo punto si aprono i loro occhi. E poi, quelle donne che hanno avuto una visione di angeli? Che fiducia meritano? Sembrano parole di un laicista ironico e maschilista. Inizialmente, Gesù tiene approfonditi discorsi di analisi biblica, critica testuale; ma l’accettazione avviene nella fede, in un atto squisitamente religioso, quello di “spezzare il paneâ€. Come dire che la ragione, “l’ésprit de géométrieâ€, il logos, può arrivare sino ad una certa altezza; i “preambula fidei†sono appunto solo “preambulaâ€. Occorre poi adorare, pregare, tacere davanti al mistero. Prendere o lasciare: “Volete andarvene anche voi?â€
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Lo riconobbero nello spezzare il pane
Noi, abbiamo qualche volta riconosciuto il Signore nello spezzare il pane? Si è mai convertito qualcuno assistendo alle nostre eucaristie? C’è qualcuno che, vedendo i cristiani entrare o uscire di Chiesa, abbia detto: “Guarda come si amano! Come si sta bene qui! Vorrei anche io diventare come loro!â€. Cosa ci convince di più: una manifestazione di potenza o un segno di amore? Quando Dio ha voluto rivelarsi, ha scartato tutto ciò che poteva abbagliarci, come la ricchezza e la forza. Si è manifestato invece come bambino, come crocifisso, come pezzo di pane, come colui che serve. Era definitivamente infranto l’idolo mostruoso. Dio mostra la sua onnipotenza non tanto “creando†ma “perdonandoâ€. Non consideriamo più Dio come un poliziotto in agguato, come un “occhio†che ci spia dal triangolo! Cristo ci ha rivelato il Dio dell’avvenire e ha istituito una religione per adulti, per uomini liberi, in cui Dio si propone ma non si impone, in cui l’uomo dispone quello che Dio gli propone. Dio offre la salvezza e soffre se l’uomo la rifiuta