CORONAVIRUS, CONFESERCENTI CAMPANIA, SCHIAVO: “I 900 MILIONI DELLA REGIONE UTILI PER TUTTE LE CATEGORIE, LE NOSTRE IMPRESE NON HANNO ANCORA RICEVUTO UN EURO DAL GOVERNOâ€.

Il presidente di Confesercenti Campania e Molise: «Occorre pianificare tempi e modi della riapertura, da Roma non c’è chiarezza sui tempi per ottenere i fondi».
Il presidente di Confesercenti Campania e Molise, Vincenzo Schiavo, commenta così i dettagli del piano regionale esposti oggi dal Governatore Vincenzo De Luca: «La Regione Campania ha assicurato 900 milioni di euro che dovrebbero coprire tutte le categorie, sia quelle turistiche che commerciali, in grave difficoltà . E’ un piano di emergenza per noi utile per cercare di soddisfare un po’ tutte le attività imprenditoriali e, ovviamente, che i lavoratori». Sulla riapertura delle imprese Schiavo ha riferito: «Dopo Pasqua la Regione ci ha assicurato che avvierà anche con noi un confronto per capire quale attività potrebbe riaprire. Il motto di Confesercenti è “alzare i controlli ma riapriamo le attività â€. Ovvero non bisogna bloccare ancora l’economia del nostro territorio, piuttosto obblighiamo ciascuna impresa a assicurare la sicurezza e la salute dei lavoratori, istituendi rigide regole e maggiori controlli. Chiediamo alla Regione Campania di istituire subito un tavolo di discussione per capire quando apriremo le aziende e con quali regole. Dobbiamo capire con loro quale sarà la nuova visione di commercio della nostra regione in base alle indicazioni ricevute dal Governo Nazionale. I nostri imprenditori devono poter decidere e pianificare se, come e quando riaprire le proprie attività . Ad oggi brancolano nel buio: non hanno ancora incassato indennizzi e devono organizzarsi per tempo per riaprire».
Su questi ultimi punti Vincenzo Schiavo chiede, non senza impazienza, lumi al Governo Nazionale. «La riapertura delle attività slitterà , a breve per decreto, agli inizi di maggio. A nome delle nostre imprese campane e del Molise chiediamo con forza al Governo di fare chiarezza, perché le imprese da un lato sono ancora a casa per decreto legge e dall’altro non hanno avuto ancora accesso alle varie misure economiche. Parlo di tutte le categorie: le attività commerciali, le imprese, gli artigiani attendono di capire in che misura e in che modo si attiva la CIG per i lavoratori e in che misura e in che modo avranno riconosciuti i finanziamenti e gli indennizzi. Lo stesso dicasi per le partite IVA di ogni genere che stanno ancora attendendo in che misura e con quali criteri ricevere i 600 euro di bonus. Da un mese ascoltiamo i proclami del Governo, ma da queste parti non si è avuta una tangibile e reale opportunità per le imprese che stanno fallendo. Occorre – insiste Vincenzo Schiavo – un atto di trasparenza per capire quanto tempo le nostre aziende saranno chiuse e quando arriveranno concretamente i soldi per farle sopravvivere. Inoltre ci sono delle categorie che stanno lavorando per gli enti pubblici e per i privati (imprese di autotrasporto, di vigilanza, di pulizia, ecc…) che rischiano di non essere pagare né dagli uni e né dagli altri. Anche a loro va sospeso ogni tipo di pagamento, non c’è chiarezza su chi e come versare contributi e tasse. Queste imprese dovranno fallire? Come potranno pagare le tasse e i contributi? Non potranno farlo senza introiti. Infine bisogna già da dopo Pasqua stabilire le regole quando riapriranno le nostre attività . Ci sono imprese, per esempio nel settore turistico, che hanno bisogno di tempo, almeno 15 giorni, per riaprire, e mi riferisco, per esempio, alle strutture alberghiere e agli stabilimenti balneari».