CONVENTION DI FORZA ITALIA A CASERTA
di Raffaele Cardillo
Venerdì 6 febbraio u.s. presso la sala grande del City Life di Caserta è stato convocato gli Stati Generali degli eletti e dei responsabili territoriali di Forza Italia della Provincia di Caserta, tema dell’incontro è stato il ruolo assegnato all’Ente Provincia dalla recente legge di riforma del 2014 e sull’aspetto istituzionale della Regione come formulato dalla riforma costituzionale.
A latere delle problematiche attinenti la legge in parola, ampiamente dibattute nel corso dell’evento, la discussione è scivolata sulla questione del rilancio del partito.
Un argomento che sta molto a cuore al popolo forzista e ne è la riprova, la disaffezione dell’elettorato verso tutto ciò che rappresenta la politica.
Il cittadino è frastornato dalle congiunture che hanno ridotto al lumicino ogni possibilità di ripresa economica, e, soprattutto, occupazionale.
Di là dai facili proclami miranti a ricompattare un partito già minato da venti frondisti che, mal digeriscono l’attuale dirigenza, peraltro, incorsa nel maledetto imbroglio del Patto del Nazareno, un guazzabuglio che ha generato pesanti ripercussioni ed effetti destabilizzanti sul già precario equilibrio di un movimento che ha governato, pur tra luci e ombre, l’Italia per un decennio: rimane ineludibile l’azzeramento delle cariche e l’esigenza di elezioni primarie per legittimare la nuova classe dirigente con l’innesto di volti freschi, che diano nuova linfa, a un organismo piagato da vicende non certamente commendevoli.
Un lifting di democrazia partecipativa che ridia un volto nuovo a un soggetto politico che mostrava i segni del tempo e quindi bisognevole d’interventi correttivi.
Bisogna che si riannodino i fili del dialogo con l’elettorato, che si renda partecipe delle scelte, che si riducano finalmente le distanze per garantire una sana competizione con le forze antagoniste.
Non si sta qui a porre in discussione colui al vertice, non s’invoca il deicidio, ma soltanto un repulisti nel cerchio magico, un’operazione da effettuare e non più procrastinabile.
I barbari sono ormai alle porte per parafrasare un pericolo incombente, le prossime elezioni regionali costituiscono il banco di prova e se non si approntano le necessarie misure, è prevedibile un risultato che preferiremmo demonizzare.
Serrare le fila e dare la sveglia al popolo della destra che si sente smarrito davanti ai silenzi, alle incertezze, al tradimento dei valori sbandierati dalla propria classe dirigente.
Registriamo, quasi a confermare, quanto sopra evidenziato una flessione di presenze alla Convention, che rappresentano la cartina tornasole di un disagio strutturale da qualche tempo invocato e, purtroppo, disatteso, mettendo a tacere le voci dissonanti che evidenziavano un malessere diffuso, foriero di nefaste prospettive per il futuro politico del partito.
Ne è la riprova, il vertiginoso calo di consensi che conferma, ove mai ce ne fosse bisogno, il ripudio del cittadino ad aderire a forme di comportamenti indecorosi, che hanno contribuito a sfilacciare un tessuto ritenuto resistente e destinato a durare nel tempo.
A questo punto sarebbe opportuno rinunciare a vecchie liturgie, cerimoniali, happening che riteniamo inutili, perché mancanti della necessaria forza aggregante, persuasiva atta a resuscitare, vivificare un fuoco prossimo allo spegnimento.
Bisogna augurarsi in ultima analisi la nascita di un nuovo paradigma politico, liberale e federalista che non abbia legami con la politica consociativa che tanti danni ha procurato alla nostra Nazione.
Attuare, finalmente, quella rivoluzione liberale (tanto cara al Padre fondatore) che faccia, uscire l’Italia dalle secche del nulla e, che il Partito si riappropri del suo ruolo egemone nella conduzione del Paese e, come l’araba fenice, rinasca dalle proprie ceneri più forte che mai! Â