CONTRIBUTO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 24 MARZO.

Diverse reti e associazioni nazionali che hanno contribuito alla grande manifestazione di #fiumeinpiena oggi si troveranno ancora una volta al fianco dei cittadini della Campania il 24 marzo.

Quanto emerge dalle inchieste giornalistiche e gli interventi della magistratura negli ultimi anni danno la cifra del malaffare, della corruzione e della commistione di interessi illeciti a tutti i livelli che ancora corrode il tessuto sociale, economico, e morale del settore.

Né dà conferma l’ultimo Rapporto Ecomafie di Legambiente. In Campania sono in aumento i reati contestati nella gestione dei rifiuti, con la nostra regione che si conferma maglia nera a livello nazionale, con il primato alla Provincia di Napoli.

Dietro ai freddi dati sulle infrazioni, sui sequestri e sugli arresti, ci sono storie e volti di un territorio massacrato da decenni di sversamenti di rifiuti di ogni tipo. La criminalità organizzata – come cita il primo rapporto Ecomafia – non è comunque unica attrice protagonista dell’aggressione all’ambiente. Il palcoscenico è sempre stato affollato da una vera e propria imprenditoria ecocriminale che si avvale di professionisti e funzionari pubblici corrotti e colletti bianchi. La corruzione facilita ed esaspera il malaffare in campo ambientale in maniera formidabile, aprendo varchi nella pubblica amministrazione e tra gli enti di controllo, trasformando gli interessi collettivi in miserabili interessi privati, dando così la stura al sistematico saccheggio dei beni comuni.

Se i sequestri e le attività di controllo dimostrano la volontà di un rinnovato sforzo dello Stato, la strada è ancora lunga e sono necessarie risposte concrete della politica, a partire dalla vergognosa storia del risanamento dei territori: nella #TerradeiFuochi, su circa 2000 siti contaminati, per circa il 74% manca ancora la necessaria e urgente messa in sicurezza e relativa bonifica e, allo stato, solo per lo 0,8% sono stati svolti o sono in corso interventi di risanamento qualificato.

Inoltre a fine dicembre 2017 è stato smaltito solo l’1,7% delle ecoballe, pari circa a 104ml T.

Troppo poco rispetto ai milioni di ecoballe che ancora attendono.

Intanto a carico dei cittadini campani pende l’enormità dell’infrazione comunitaria irrogata per mancanza d’impiantistica per la frazione umida e di selezione per recupero di materia al fine di minimizzare la quota che va a smaltimento in discarica o incenerimento. Nel frattempo cresce il mantra “NO compostaggio”, con levate di scudi contro diversi degli impianti messi a bando in ambito regionale.

Nonostante la Campania, con il 51,6 % di raccolta differenziata, risulta tra le regioni più virtuose nell’intero Mezzogiorno, con performances migliori anche di regioni del Centro Nord, e diverse sono le aziende che hanno deciso di investire nel settore dell’economia circolare, a dimostrazione che quando le comunità sono chiamate a fare la propria parte rispondono in maniera più che positiva.

Le nostre realtà in questi anni non hanno mai smesso di fare denuncia e battaglia, ma anche di proporre azioni concrete contro le ecomafie, contro corruzione pubblica e privata, per la tutela e salvaguardia della biodiversità e il contrasto ai roghi tossici nocivi.

Per queste ragioni sabato 24 marzo continueremo a chiedere che in Campania la straordinarietà divenga normalità. Da anni diciamo che in Campania, insieme ad un ciclo virtuoso dei rifiuti, è necessario creare e realizzare un ciclo completo delle responsabilità. Tuttavia non vediamo alcuna assunzione di responsabilità da parte della classe dirigente regionale tutta. Non vediamo alcuna inversione reale di tendenza rispetto alle politiche ambientali in questi anni: le risposte per bonifiche, risanamento ambientale, tutela della salute sono ancora lontane da quello che centinaia di migliaia di persone hanno chiesto nelle piazze del 2013. È tempo che vengano destinate e gestite in maniera trasparente (e non per assegnazione diretta) importanti risorse per la bonifica dei siti inquinati, per l’applicazione di un Piano di Riduzione dei Rifiuti, per l’azzeramento del ticket sanitario, per completare il registro dei tumori nella nostra regione.

Siamo convinti che se la Campania volesse invertire la tendenza, potrebbe farlo: valorizzando le buone pratiche in campo civile, sociale e perfino in diversi settori imprenditoriali; rilanciando la nostra economia sotto il segno dell’efficienza, dell’innovazione e della sostenibilità, a partire da un investimento concreto sull’economia circolare e civile, due strumenti fondamentali per contrastare l’economia ecocriminale.

Una economia circolare e civile in grado di restituire alla Campania il suo antico appellativo di Terra Felix.

Legambiente Campania – Libera – WWF – Slow Food Campania – Zero Waste/ Rifiuti Zero Campania – let’ dolt Italy

 

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *