Caserta-Porfidia o Perfidia

pubblicata da Luigi de Magistris il giorno domenica 3 ottobre 2010 alle ore 2.30

Nella campagna acquisti che il caimano ha messo in atto per garantirsi la fiducia di parlamentari venduti troviamo anche l’on. Amerigo Porfidia, eletto nell’IDV, del collegio di Caserta, passato poi al gruppo misto dopo il suo coinvolgimento in indagini per fatti di camorra dirette dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli. Fa bene, quindi, il Presidente Di Pietro a dire che Porfidia non è IDV e che, quindi, nella campagna corruttiva attuata dal presidente del Consiglio il nostro partito è rimasto estraneo, osservatore denunciante dello stupro della democrazia. Bene…ma fino a un certo punto. Il Porfidia è stato il convitato di pietra del recentissimo congresso regionale campano. Si è assistito a un suo appassionato elogio da parte di alcuni dei massimi dirigenti campani del partito. Si è assistito all’aggressione nei confronti di militanti del partito che hanno osato porre il doveroso accento sulla questione morale, sulla trasparenza e su un maggiore contrasto alla camorra e alle varie forme di illegalità. Nella provincia di Caserta Porfidia controlla una parte significativa del partito, ha rapporti molto stretti con numerosi dirigenti di partito, nell’esecutivo regionale è presente suo fratello. L’europarlamentare IDV Vincenzo Iovine si è autosospeso nei giorni scorsi per contrasti con Porfidia. La presenza di quest’ultimo ha impedito l’elezione al consiglio regionale in Campania di Lorenzo Diana che vive sotto scorta perché minacciato dalla camorra. Volevano cacciare dal partito alcuni militanti di Castelvolturno impegnati in prima linea contro la camorra – autosospesisi in questi giorni – perché avevano posto la “questione Porfidia”. Nel collegio Sud mentre Luigi de Magistris, Sonia Alfano e altri, le cui candidature sono state volute da Di Pietro, raccoglievano centinaia di migliaia di consensi anche nel cd. voto di opinione, la parte maggioritaria del partito sosteneva Pino Arlacchi. Da qualche giorno l’eurodeputato Arlacchi è passato con il PD, tradendo elettori e partito. Eppure in questi mesi quanti all’interno di IDV hanno blaterato e blaterano ancora: de Magistris va con Vendola! Alfano con Grillo! de Magistris è comunista! Sembrava di sentire Berlusconi. Non sono dei “nostri” sussurra qualcuno. La lealtà e l’onestà non si comprano, così come le idee e l’indipendenza di giudizio. Certo, con alcuni, come Porfidia, ma anche altri, non ho nulla in comune. La mia storia e la mia vita sono altro, totalmente altro. IDV è e deve essere altro da quanto si vede anche nel nostro partito. E non si cacci la storiella del casellario giudiziario pulito o sporco per selezionare la classe dirigente. Anche perché a breve quello lindo lo avranno mafiosi e corrotti, per come va alla rovescia il nostro amato Paese, macchiato lo avranno gli immigrati clandestini, i dissidenti, il popolo delle carriole, i manifestanti anti-discariche in Campania, i servitori dello stato scomodi e i politici che si mettono di traverso al regime. Diceva un eroe come Paolo Borsellino che la politica deve anticipare la magistratura, l’etica pubblica è qualcosa di oltre e più nobile della mera questione del casellario giudiziario. IDV è un partito importante, pulito, con tante donne e molti giovani appassionati, che suscita speranze ed emozioni, che ha prospettive enormi per la storia del Paese. Ma ci sono ancora “passi del gambero”, ambiguità, compromessi intollerabili. Non si può stare tutti insieme se le distanze non sono sulle idee e sulle opinioni, bensì sulla questione morale e sull’etica pubblica, sulle pratiche dell’azione politica improntate al raggiungimento del bene comune e non a quello personale. IDV deve essere la prima linea dell’opposizione e la punta di diamante del governo del Paese quando vinceremo le elezioni. Non si cresce mettendo insieme storie che non possono camminare unite, si vince se si è coerenti, chiari, netti, coraggiosi, onesti, leali. Non possiamo correre, nemmeno lontanamente, il rischio di vedere al nostro interno quello che accadde alla democrazia cristiana quando qualcuno sostenevache dovessero convivere Salvo Lima e Leoluca Orlando. IDV ha scelto, è nel suo DNA la lotta per i diritti e la difesa della Costituzione, in noi non alberga il puzzo del compromesso morale. Siamo coerenti! Basta errori e sottovalutazioni, in IDV ci sono donne e uomini che ci mettono la faccia, il cuore, la passione, l’entusiasmo per cambiare veramente questo Paese! Un’altra Italia è possibile anche perché IDV esiste, non si avallino più trasformismi e compromessi che appartengono ad altri, non a Noi.

 

Luigi de Magistris

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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