CANCELLO ED ARNONE: L’EX SINDACO AMBROSCA ALLA RISCOSSA
                                                                Maggiori bordate per la “candidatura†del sindaco Emerito al Parlamento
CANCELLO ED ARNONE:  L’EX SINDACO AMBROSCA ALLA RISCOSSA
                                       Annunciato il programma SOS per le Amministrative di fine maggio
CANCELLO ED ARNONE – L’avvocato Raffaele Ambrosca, capo di Gabinetto del presidente del Consiglio regionale, Paolo Romano, in crescente carburazione per la tornata amministrativa di fine maggio: ha deciso di ripresentarsi al giudizio del popolo che già lo volle sindaco di Cancello ed Arnone. E allora in una piovosa mattinata domenicale una conferenza-stampa per discutere, coi cronisti locali e davanti ad una rappresentanza di sostenitori, della “candidatura-fantasma†(come l’ha definita) al Parlamento del sindaco uscente, Pasqualino Emerito, nella lista del Pdl, “al 21° postoâ€, e soprattutto della proposta di un indispensabile modello politico-programmatico sintetizzato nell’acronimo S.O.S. (Servizi-Occupazione-Sociale). Ha chiarito subito, Ambrosca, in apertura introduttiva, che non sarebbe stato un incontro di campagna elettorale (…al quale avrebbe partecipato un ben più numeroso pubblico), bensì appunto di un dialogo coi corrispondenti dei giornali inteso a discutere del gesto del suo ex delfino Emerito e del bisogno (che ha largamente motivato) di un rilancio di un Comune che, a suo parere, navigherebbe in acque agitate. L’avvocato non ha lesinato bordate sulla notizia della candidatura-Emerito, “festeggiata†fino a che manteneva il suo straripante potere “l’on Cosentino e poi “annichilitasi†allorché l’ex coordinatore regionale berlusconiano è stato invitato a “fare un passo indietroâ€. Una disponibilità che sarebbe venuta fuori da un “comportamento ballerino†dell’attuale sindaco, transitato dal Pdl all’Udc e poi rientrato nell’alveo cosentiniano. Ribadita la propria gratitudine al presidente Romano per l’incarico conferitogli in progress, Ambrosca, sollecitato dalle domande dei cronisti, ha detto d’essersi adoperato, in sede regionale, a favore della comunità cittadina, soffermandosi, in particolare, sulle pratiche di finanziamento per i danni provocati a suo tempo dal terremoto. E comuque ha toccato il picco politico più significativo spiegando le ragioni per cui una certa “geografia elettoraleâ€, che ha visto per lunghi anni i Mazzoni come storici “serbatoi di voto†di questo o quel potente di turno, si è rivelata penalizzante anche a causa di una studiata “architettura dei collegiâ€. Interrogato sullo stato dell’arte in materia sanitaria nella Regione Campania, ha addebitato agli accreditamenti sospesi per il perdurante commissariamento ogni ritardo o riduzione nell’erogazione dei servizi. Più ampia è stata l’illustrazione delle basi fondanti di un programma amministrativo-gestionale da realizzare, nella realtà cittadina, all’indomani dell’auspicata vittoria. Intorno alla realizzazione (ritenuta possibile nel giro di appena diciotto mesi) di un impianto a biomasse ha fatto perno l’ipotesi più accessibile per il miglioramento del ciclo integrato dei rifiuti e per l’incentivazione occupazionale, mentre parimenti al centro delle volontà politiche ha considerato le spinte da imprimere ai servizi sociali nella più organica ristrutturazione. Alla domanda relativa alla necessità di riportare il paese ad una fertile “pace della comunità †ha risposto assicurando la sua disponibilità , ma “dopo la battagliaâ€, cioè dopo il responso delle urne e dopo aver ben chiarito i punti nodali – di natura politica e non personale – che hanno determinato nell’ultimo quinquennio le forti polemiche tuttora non sopite.