Cancello ed Arnone-DELAZIONE: UNA NOBILE ARTE

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di Raffaele CARDILLO

 

già presso gli antichi Romani la pubblica spia era colui che viveva denunziando e raccogliendo accuse contro i suoi concittadini.

La stupidità del male che, assurge a dignità tra personaggi di dubbio gusto, naturalmente dediti a intrighi e attività calunniose, volte a destabilizzare persone o Enti solamente per il gusto sadico di procurare sconcerto e afflizione nei malcapitati di turno.

Figuri dall’aria greve tutti intrisi di livore verso il prossimo, dei veri campioni della lubricità, dei perfidi Iago atti a tessere trame nefande pur di soddisfare la loro sete di abominio.

Siamo disgustati da tanta abiezione e, una specie di turbamento ci assale, nell’assistere a platee compiacenti che, tributano consensi a tale forma d’infamia.

Ci perdonino i lettori per questo lungo prologo, ma era necessario, per focalizzare lo stato di tensione che alligna nel nostro Comune, nello stare “l’un contro l’altro armato” in uno stillicidio di querele, di denunce che rendono il clima infuocato, insopportabile, irrespirabile.

Se è permesso il parallelo, la nostra sede municipale è divenuta l’omologa della “LUBJANKA” sinistro edificio in cui operava l’ex KGB.

E’ di questi giorni l’arrivo dei militi della Benemerita presso la Casa Comunale che, dietro anonima segnalazione, tendevano ad appurare ignobili storture burocratiche, mirate a indebiti arricchimenti.

I militari dell’Arma erano alla ricerca di personale non autorizzato che espletava mansioni non corroborate da relative assunzioni.

Naturalmente la ricerca ha dato esito negativo con grande gaudio della dirigenza a cui va la nostra solidarietà, eccetto coloro che si erano fatti promotori di tale turpe manovra.

Il motivo del contendere risiedeva nell’acquisizione di giovani disoccupati a lavorare con un contratto a termine presso l’Ente Comune, un’opera meritoria, purtroppo non in linea con la corrente di pensiero di questi insigni personaggi, che mal digerivano queste insulse intrusioni nei loro legittimi territori di appartenenza.

Una sconcezza senza precedenti, il voler colpire dei senza lavoro, dei disperati alla ricerca di una collocazione lavorativa che li permetta di sopravvivere, di superare uno stato di precarietà che travalica i limiti dell’umana decenza.

Ebbene di fronte a questa situazione dai contorni agghiaccianti, ci sono delle entità dai profili indefiniti che, usando l’arma sottile della delazione, cercano di sgretolare quanto di positivo si cerca di costruire per recare sollievo a una generazione destinata fatalmente allo sbando.

Vorremmo ricordare a questi illustri signori dalla memoria corta che, se si ritrovano a occupare scranni, non certamente ciò è dovuto a loro particolari qualità, ma a imponderabili concatenazioni di eventi supportati da palesi accondiscendenze.

Ah, dimenticavo, per tutti quelli che siano interessati, è in atto un pellegrinaggio a Venezia, dove presso la sede del Palazzo Ducale c’è la “Bocca della Delazione”, si raccolgono adesioni!  

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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