CANCELLO ED ARNONE COMMENTO DEL SINDACO EMERITO

Mi spiace intervenire per riscontrare un post di qualcuno che evidentemente non è che espressione di se stesso. Ma la democrazia attribuisce pari dignità a tutti i cittadini, quelli radicati nel contesto sociale, quelli che emulano il verso del passero che si crogiola dell’amicizia del sole, scaldandosi nelle fredde giornate invernali, quelli che parlano senza aver mai dato nulla alla comunità , senza contezza dei reali problemi, imbottiti d’aria che arreca alla lor voce una vibrante colorazione, talvolta fastidiosa per chi è avvezzo al tepore, non raffreddato dalla necessità , dell’area nostrana. Mi avrebbe fatto piacere rivolgere le mie attenzioni a chi, forte di un consenso o di un dissenso popolare, che deriva anche dalla stima, dalla condivisione o dal disprezzo per le scelte effettuate, ha sperimentato, con le proprie capacità , la propria essenza, la propria anima, il valore del servizio. Amministrare una comunità , gratuitamente, portando a casa, onori, disonori, maledizioni, imprecazioni e benedizioni. Amministrare questa comunità è stata un’esperienza avvincente, straordinaria per la complessità dei problemi che vive il nostro comune che lo rendono assimilabile ad una società complessa e ben articolata. Ma l’entusiasmo è derivato soprattutto dal dover dimostrare ogni giorno, nonostante la giovane età (ho cominciato a 32 anni a fare il sindaco) che io fossi all’altezza, che io avessi il giusto coraggio, che io potessi rappresentare il mio popolo, la mia terra, le mie radici che amo, che non rinnego e che ogni giorno apprezzo di più, soprattutto quando i miei coetanei erano distratti da pensieri, sicuramente più leggeri e apparentemente piacevoli. Io ho dovuto lavorare alacremente ed ininterrottamente per garantire l’ordinaria erogazione dei servizi, per intercettare opportunità per la comunità e finanziamenti che oggi danno il loro frutto. In un comune che all’atto del nostro insediamento – 2008 – presentava i segni evidenti di un default che andava oltre il dissesto finanziario. Un comune contraddistinto da uno squilibrio strutturale di bilancio. Appesantito da immobilizzazioni finanziarie (mutui contratti oltre la vera capacità di indebitamento, ricorso a strumenti finanziari con alea imprevedibile per la rinegoziazione dei o mutui BOC e SWAP) che limitavano e limitano la libera disponibilità di risorse per la gestione corrente. Un comune con una scarsa capacità di riscossione impositiva. Una organizzazione burocratica piramidale invertita, con elevati costi del personale. Sono andato avanti, sempre a testa alta! La elevata evasione tributaria, a cui ti riferisci, caro cittadino, va valutata in relazione alla causa. Potremmo essere tacciati di incompetenza se non avessimo accertato le tasse che dovevano i contribuenti. Cosa diversa è l’evasione tributaria per il nostro comune. Essa deriva dal mancato pagamento nei termini prescritti delle tasse e delle imposte comunali, dovuta soprattutto ad una crisi di sistema che ha riguardato l’economia dei nostri giorni. Gli accertamenti tributari naturalmente sono validi ed efficaci, poiché notificati nei termini, e produrranno una sicura entrata con l’attività di recupero coattiva che, anche se non invasiva, il comune, per necessità attiverà .
Un caro saluto ed un augurio di serenità per il giorno Santo dell’Immacolata.