ANCL-Accavallarsi di scadenze e poca chiarezza nelle procedure, caos negli studi professionali
Anche luglio 2015, come gli altri anni, rappresenta per i consulenti
del lavoro un mese nero, ma con la differenza che al noto accavallarsi
di scadenze si aggiunge anche il fatto che le supposte semplificazioni
della macchina burocratica statale in realtà non semplificano un bel
nulla. Anche perché dalle istituzioni stesse arrivano indicazioni
discordanti.
Spiega Francesco Longobardi, presidente nazionale Ancl-Su, il
sindacato unitario dei consulenti del lavoro: «Il Durc on line è stato
introdotto d’imperio, senza sperimentazione, e senza nessuna
garanzia
della correttezza dei dati in possesso degli enti interessati». E in
effetti qualche problema la nuova procedura lo sta creando: ciò
dimostra che sarebbe stato meglio un periodo di sperimentazione per
gli studi professionali, come fra l’altro la categoria dei
consulenti
del lavoro aveva chiesto senza successo. Inoltre, continua Longobardi,
«le nuove procedure, stabilite a fine giugno con il dlgs 81/2015, per
la comunicazione telematica del lavoro accessorio dicono che dobbiamo
presentarla alla direzione territoriale del lavoro competente. Invece
gli enti previdenziali, in una comunicazione peraltro non destinata a
noi intermediari, dicono che dobbiamo utilizzare la vecchia
procedura». Insomma, è come se l’amministrazione pubblica, ogni
volta
che cerca di fare un passo avanti sul fronte della semplificazione, in
realtà ne faccia due indietro: «Noi chiediamo da tempo una riforma del
calendario degli adempimenti fiscali e amministrativi – conclude il
presidente Ancl-Su – oltre a interventi risolutivi per la
semplificazione delle procedure. Ma ciò deve essere fatto
consultandoci per evitare il verificarsi, ormai regolare, di problemi
a ogni cambiamento».