ADRIANO ASSANTE di CUPILLO E LUCIA FIAMMENGHI SPOSI DELL’ANNO

di Paolo Pozzuoli
IL SACRO RITO È STATO CELEBRATO DA PADRE GIOVANNI O. P. NELLA CHIESA DI SANT’ANTONIO A POSILLIPO
Una visione senza precedenti, difficile da poter rendere a parole ma, per avere l’idea, da cover e/o da cartolina, quando Lucia Fiammenghi, vestita di bianco, è entrata nella sua Chiesa, la piccola e suggestiva Sant’Antonio a Posillipo, sotto braccio dell’emozionatissimo papà Enrico – molto più a suo agio, da valente chirurgo ortopedico qual è, a disimpegnarsi in sala operatoria fra bisturi e protesi – per raggiungere lo sposo, Adriano, in trepidante attesa davanti all’altare dove veniva ‘sostenuto’ dal parroco, padre Giovanni, pronto a celebrare la sacra unione. Fasciata nel meraviglioso, stupendo abito da sposa haute couture, capolavoro di un famoso stilista, Lucia, ha attraversato decisa la navata sotto gli sguardi amorevoli e compiaciuti di nonna Italia e mamma Silvia Scaglione. Davvero bella Lucia. Anzi, “la più bella sposa che ho incontrato da quando sono parroco qui; bella di per sé, mai vista una sposa in questa bellissima veste nuziale che dovrebbe essere imitata da tante spose perché così, è il tutto che la rende come un angelo che scende dall’alto†ha pronunciato padre Giovanni. Lucia non è stata affatto la sposa di fine anno, ma la sposa dell’anno. E, per lei, non un coro e/o una corale cui comunque bisogna inchinarsi, ma I Cantori di Posillipo – nati qui, in questo Santuario, con padre Tommaso ed il maestro Ciro Visco, allora un imberbe ragazzino – i quali, magistralmente diretti dal maestro Gaetano Raiola e con Manuela Raiola, straordinaria solista, hanno eseguito ‘Cantate Domino’ di G. F. Haendel, ‘Sanctus’ di Bottazzo, ‘Ave Maria’ di Gounod, ‘Ave verum’ di Mozart. E, nella chiesa gremita, i tanti amici e familiari (notati i genitori dello sposo, Nino e Lucia Assante di Cupiello, la cuginetta e gli zii della sposa, Sara, Oreste e Giusy Scaglione, i testimoni Emanuela Fiammenghi, Marcella Felerico, Michele Assante di Cupiello e Alfredo Criscuolo) hanno ascoltato con partecipata attenzione la bellissima omelia formulata da padre Giovanni per gli sposi: “Oggi, voi, dopo un periodo di fidanzamento, siete giunti alla decisione di unirvi per tutta la vita da Dio onnipotente che vi conosce da sempre e vuole il vostro consenso perché vi doniate al Signore; Lucia doveva diventare la donna di Adriano, la moglie; siete una cosa sola, una sola carne anche se Lucia resta con il suo carattere, bellezza, dolcezza; in questa chiesa nasce con voi un laboratorio d’amore e vi amerete tutta la vita; diventerete collaboratori di Dio nell’opera della creazione attraverso i figli che il Signore vi darà ; dovete impegnarvi nella fedeltà , nello spirito di comunione e consigliarvi sempre anche se il Saggio che consiglia bene è il Signore con la sua Parola; potete pure litigare ma chiaritevi sempre; un amore vero non finisce mai: va solo costruito giorno per giorno; mettete le vostre foto esposte in ogni angolo per poter dire a voi stessi che ogni giorno della vostra vita deve essere come questo: con lo stesso entusiasmo, le stesse emozioni perché il Signore vi guiderà in questo cammino insieme; dobbiamo ritornare a Dio con un cuore nuovo perciò il Papa ha voluto questo Giubileo; ricordatevi che la Parola del Signore è al centro della vostra vita e verrete sempre qui per ringraziare il Signoreâ€. In questo giorno speciale, nel fare tesoro delle parole pronunciate da padre Giovanni e, in perfetta sintonia con quanto detto da Adriana Sansone, catechista della sposa, ci piace aggiungere che la nostra partecipazione e condivisione a cotanto gaudio ci ha spinto a qualche ricordo, descriverlo perché, in seguito, possa rimanere viva la memoria. Lunedì 8 dicembre del 1980, quindici giorni dopo il terremoto che aveva sconvolto la nostra Campania e parte della Basilicata, ci accolse la Chiesa Sant’Antonio a Posillipo per partecipare alla celebrazione di un matrimonio. Allora, Lucia non era ancora nata. Con Carmelina e Vincenzo l’abbiamo conosciuta qualche anno dopo, quando, piccina piccina, sicura ma incosciente, ‘volava’ su una minuscola due ruote lungo i viali del parco dove trascorreva le vacanze con i genitori e i nonni materni, Mario e Italia Scaglione. Ecco, dopo sette lustri e quattro giorni Adriano e Lucia ci hanno regalato la gioia di ritornare nella piccola ma suggestiva chiesa che sta lì, di fronte alle ammirate bellezze ‘naturali’ – uno spettacolo unico, da incanto – a ricordarne l’Autore.