A Capua è stata intitolata una piazzetta all’educatore Ettore Bova (1886-1961)

 

Capua TORRI DI FEDERICO

Il 25 maggio 2015 scorso ha avuto luogo a Capua una significativa e suggestiva cerimonia in occasione dell’intitolazione di un largo, sito in via Principi Longobardi (di fronte alla chiesa di S. Salvatore Maggiore), all’educatore e maestro di vita Ettore Bova (1886-1961), insegnante presso le Scuole Elementari di Capua dal 1926 al 1950. Presente alla cerimonia l’assessore alla Cultura, prof.ssa Jolanda Carmela Caprigione, la dirigente scolastica dott. Annamaria Orso e i nipoti del valente docente: dott. Ettore Bova, prof. Giancarlo Bova, dott. Anna Bova, avv. Giampiero Bova, dott. Virginia Bova, oltre alle pronipoti dott. Laura Bova, dott. Marina Bova, mentre gli altri pronipoti (dott. Elio Bova, dott. Graziano Bova, dott. Giorgia Bova, dott. Cleide Bova, dott. Giuseppe Izzo, dott. Loretta Izzo, dott. Sara Catinello) hanno fatto pervenire telegrammi di felicitazioni alle famiglie.

Durante la bella cerimonia – allietata dalla presenza di molti alunni della Scuola Elementare “Pier delle Vigne” (dove insegnò il maestro), della banda musicale della Scuola Media “Ettore Fieramosca” e di un folto pubblico hanno preso la parola la prof.ssa Jolanda Capriglione, il prof. Giancarlo Bova e la dott. Annamaria Orso, i quali con la loro calda parola hanno illustrato da più angolazioni la figura e l’opera dell’insegnante Ettore Bova, calata nei difficili tempi in cui visse e attuò la sua meritoria opera educativa.

Tra il pubblico si è notata la presenza dell’avv. Giuseppe Chillemi (figlio del compianto Preside Rosolino, alunno del maestro Bova), nipote del maresciallo Giuseppe Chillemi, amico di vecchia data dell’insegnante di cui si parla.

Fra gli alunni ancora viventi, si ricordano gli ormai ottuagenari mons. Giuseppe Centore, Franco Fierro e Giovanni Ferrara, che ricordano ancora oggi con devozione e con accenti commossi la figura del loro venerato maestro.

Ettore Bova, discendente da una famiglia di antica nobiltà e di più generazioni di medici presso la corte dei re di Napoli, era nato ad Aversa il 9 aprile 1886 dal n.h. Emilio e dalla n.d. Laura Diana. Nel 1914 aveva sposato a Capua la cugina Virginia Bova, del n.h. Ernesto e della n.d. Sofia Lanziello. Dal matrimonio erano nati Giuseppe, valoroso tenente di artiglieria durante la Seconda Guerra Mondiale (1919-1990) ed Elio, valente insegnante (1923-1980).

In breve Ettore Bova, dopo aver prestato servizio militare come sottotenente di fanteria durante la Prima Guerra Mondiale, nel 1919 vinse il concorso come maestro elementare di ruolo.

Tra il 1913 e il 1926 insegnò a Casal di Principe, ad Aversa e a Pignataro. Proprio da quest’ultimo paese, dopo aver commentato negativamente un’azione compiuta dalle squadre fasciste, fu costretto ad allontanarsi e si trasferì a Capua dove insegnò ininterrottamente fino al 1950. Nel frattempo aveva svolto anche altri servizi gravosi e di notevole impegno: per esempio, fu maestro nella Scuola serale per adulti analfabeti nei centri agricoli di Lusciano e Ducenta; insegnò pure nella Scuola autunnale per i figli dei profughi delle zone di guerra; fu docente nella Scuola serale per adulti analfabeti di Pignataro Maggiore; insegnò inoltre nella Scuola elementare militare serale presso l’aeroporto “O. Salomone” di Capua.

Nella città sul Volturno s’interessò pure dell’insegnamento della ginnastica, della preparazione dei saggi di educazione fisica nella Scuola elementare e di Filodrammatica. Fu componente tra l’altro dell’Opera Nazionale Balilla (O.N.B.) e inoltre fu Segretario dell’Opera Nazionale Dopolavoro (O.N.D.).

Dopo la distruzione delle scuole di Capua per gli eventi bellici, malgrado che nell’anno scolastico 1944-45 perdurasse lo stato di guerra, contribuì a far risorgere e a far funzionare le scuole distrutte in locali di fortuna.

Nel 1957 la Fondazione premi al merito educativo gli assegnò uno dei trenta premi, che aveva destinato per quell’anno a maestri particolarmente meritevoli. Tale fu la motivazione:

 

All’educazione dei fanciulli e del popolo diede sempre tutto sé stesso. Per tredici anni maestro in piccoli centri rurali, vi tenne corsi diurni e serali. A Capua diede spontaneamente e per anni la sua fattiva opera al Dopolavoro e ad una fiorente Filodrammatica. Apprezzatissima fu la sua attività nella Scuola serale del locale Aeroporto.

Ad un ragazzo, figlio di povera gente, colpito da poliomelite, impossibilitato di recarsi a scuola, impartì insegnamento gratuito e recò conforto ed aiuto.

Quando il bombardamento del settembre 1943 distrusse per quattro quinti la città, rimasto senza casa, fu costretto a rifugiarsi a S. Maria C.V. Ma appena i Comandi militari permisero il transito per le strade, pensando ai suoi scolari sbandati (nessuno lo chiamava), tornò a Capua e in un buio sottoscala dell’Istituto Magistrale, dove l’acqua piovana spesso invadeva il pavimento, riaprì la sua scuola. E ogni giorno, tra andata e ritorno, eran dieci chilometri, a piedi, in mezzo al traffico militare, con l’unico alimento del pane scarso e poco commestibile. Così sentiva il dovere.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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