+ VANGELO (Lc 4,31-37)

Martedì 30 agosto 2016
XXII Settimana del Tempo Ordinario
+ VANGELO (Lc 4,31-37)
Io so chi Tu sei: il Santo di Dio!
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù scese a Cafà rnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità . Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi Tu sei: il Santo di Dio!». Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male. Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante. Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Si prova grande sconcerto nell’assistere alla lotta avvenuta ieri tra la prefettura di Rieti, il sindaco di Amatrice e altri non ben identificati per stabilire il prossimo funerale di Stato per le altre vittime del terremoto. Innumerevoli bare ieri erano state portare a Rieti ma poi, con l’intervento della politica, sono state riportate ad Amatrice.
Perché si faranno più funerali di Stato, quando si poteva organizzare con avvedutezza e senza premura, un solo funerale con la presenza di tutte le bare, tranne quelle che sono state prese dai familiari per i funerali privati?
Perché la frettolosa organizzazione ad Ascoli Piceno con poche bare e l’indicazione di funerale di Stato, la presenza delle massime autorità dello Stato, manifestando inevitabilmente una lacerazione di quella Chiesa colpita dal terremoto e questo si capisce da tantissime cose?
I doppi funerali indicano che sono stati anticipati i tempi, si è organizzato prima del previsto e questo non aiuta la Chiesa!
Non si vuole giudicare, si prova un grande dispiacere nel constatare atteggiamenti un po’ avventati e non si capisce bene per quale ragione…
Il cattolico non deve giudicare né condannare, la verità non deve neanche travisarla o insabbiarla. Oggi anche i veri credenti si pongono interrogativi sinceri e rimangono spaventati da quelle parole che vengono lanciate per creare rumore, e si domandano sbigottiti che se un vescovo non sa dove sta Dio, allora qualcosa di spaventoso sta succedendo nella Chiesa.
Parole simili si insegnano nel mondo ed è il segnale che il mondo è uscito dall’orbita di Dio, e cosa fanno i cattolici? È un dramma!
Dobbiamo prendere consapevolezza di quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi e non possiamo fare a meno di indicare l’immensa confusione anche dentro la Chiesa. Non è insabbiando che si aiuta Gesù, proprio Lui che spiattella ai suoi nemici le loro colpe!
Tra i cattolici alle volte c’è la difesa, per la simpatia o una forma di affetto che si prova per qualcuno, anche di ciò che non può essere difeso. È comprensibile questo atteggiamento che evidenzia ancora la presenza di sentimenti naturali e non soprannaturali.
Il vescovo dopo quella frase ha aggiunto che bisogna avere il coraggio della fede, infatti il credente deve rispondere con la Fede, ma la domanda in cui si cercava Dio, confonde ancora di più i credenti e i tiepidi. A cosa serve questo coraggio se Dio è lontano da noi? Se non si cura delle nostre cose? Se è distratto mentre crolla tutto? Se non ha la forza di fermare un terremoto?
Poi, a cosa serve la fede se Dio non ci ascolta e permette un terremoto così potente? Allora il terremoto lo ha voluto Lui? Quindi, non è per colpa dell’uomo che avvengono queste catastrofi? Queste sono le considerazioni che confondono i credenti e li allontanano decisamente da Gesù e dalla Madonna.
«Carissimo padre Giulio, dov’era Dio l’ha ben capito quel papà intervistato al Tg3 che ha perso una figlia nel terremoto, ma l’altra, la più piccola, si è salvata perché era in una buca. Questo papà ha dichiarato con una serenità disarmante ed anche con una certa allegrezza, nonostante la perdita di una bimba: “Ho capito che Qualcuno protegge queste bambine ed una me l’ha salvata!†Ave Maria. Sofia Sarti».
Noi dobbiamo recitare più Corone del Santo Rosario ogni giorno per la Chiesa e i suoi uomini, per l’unità dentro la Chiesa e la santità di tutti coloro che lavorano nella Vigna del Signore. Si può sbagliare ma si deve avere la prontezza di rialzarsi e di rimediare agli errori, non si devono verificare scandali che allontanano i credenti dalla Messa e dalla preghiera.
Parlarne per chiarire è il modo migliore per non lasciare nello sconforto i più spirituali e anche i più deboli. Non deve venire meno in noi la forza di chiamare peccato ciò che è peccato, anche se non c’è la volontà di giudicare né condannare.
Siamo veri seguaci di Gesù solo se continuiamo a difendere Lui e il Vangelo storico.
I cattolici devono conoscere quale verità bisogna seguire, e non devono avere sentimenti umani verso qualcuno che si conosce o si è incontrato in pellegrinaggio. I sentimenti umani bisogna purificarli con la Parola di Dio. La Verità del Vangelo deve essere posta al primo posto, al centro di tutto. Per nessuna ragione si può deformare la Parola di Dio o la Verità del Catechismo.
Nel Vangelo di oggi abbiamo la prova che i diavoli sanno molto bene dove si trova Dio e hanno terrore di pronunciare il suo Nome. “Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi Tu sei: il Santo di Dio!â€. Questa furiosa e controllata reazione dei diavoli è scaturita quando Gesù insegnava e “la sua Parola aveva autorità â€.
I diavoli ci temono solo quando noi siamo nella Verità , non quando viviamo nell’errore o ci compiacciamo degli errori altrui. Hanno una tremenda forza i diavoli sui cattolici tiepidi e su chi manipola la Parola di Dio o giustifica quanto viene contraffatto.
Non è mai stato tempo di rimanere nella tiepidezza, oggi soprattutto dobbiamo fare di tutto per uscire da una Fede tiepida e iniziare un vero, impegnato e profondo cammino spirituale. Poniamoci degli obiettivi che Gesù indica nel Vangelo, per esempio iniziando a vivere le Beatitudini che possiamo meditare attentamente in Matteo 5,1-12.
Proprio i versetti seguenti alle Beatitudini, contengono l’insegnamento di Gesù sull’importanza per i cristiani di essere sale e luce.
“Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei Cieli†(Mt 5,13-16).