+ VANGELO (Gv 10,1-10)

Lunedì 18 aprile 2016
IV Settimana di Pasqua

+ VANGELO (Gv 10,1-10)
Io sono la porta delle pecore.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità Io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità Io vi dico: Io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Gesù parla di entrare in un recinto, ma non basta entrarvi, occorre passare attraverso la Porta che è Lui. In questo recinto sono presenti altri ingressi, però non conducono al Cuore di Dio, al contrario allontanano maggiormente da Lui e causano disastri spirituali.
Un recinto viene utilizzato per proteggere le pecore buone dai lupi e da altri animali predatori, l’immagine utilizzata da Gesù ha proprio questo significato. Si rimane protetti dalle bestie che popolano questo mondo, solamente se si entra nel recinto divino e si chiede sempre aiuto all’Onnipotente.
Sono innumerevoli i pericoli che offre questa società, soprattutto i giovani e quanti non hanno il dominio della volontà sono maggiormente deboli e facilmente vulnerabili, essi seguono con facilità ogni pensiero che arriva alla mente senza discernere.
I diavoli sono molto maliziosi e ispirano di continuo pensieri apparentemente buoni, senza lasciare intravedere il piano già preparato.
Chi entra nel recinto della Chiesa per la Porta del suo Fondatore è sicuro di trovarsi nel luogo sacro per eccellenza, e solo qui potrà raggiungere le vette della santa spiritualità. Ma non bisogna illudersi di farne parte solo perché si frequenta la Chiesa o si vive al suo interno, ci sono determinate Leggi da osservare.
È una scelta libera entrare in questo recinto, e il cattolico rimane sempre libero di farne parte, infatti non è una costrizione insostenibile.
Noi siamo benedetti senza nostro merito di appartenere a questa Santa Chiesa, questo è l’aspetto che meno si comprende. Quasi sei miliardi di persone non appartengono all’unica Chiesa fondata da Gesù e vivono nella libertà concessa da Dio, compiendo quanto considerano migliore. Non si preoccupano dell’aldilà, né approfondiscono l’esistenza di una vita spirituale presente in ogni essere umano.
È l’anima il principio di attività, è una forma che ha un suo proprio essere che non dipende dal corpo, ma che anzi essa stessa comunica al corpo, e così ne deriva di conseguenza la sua incorruttibilità, ovvero la sua immortalità.
È l’anima che esprime i sentimenti, perché essa è vitalità, non il corpo. La mente pensa, elabora, esprime con sorrisi, pianti, gioie e dolori, quello che l’anima è, non può assolutamente fare altro. L’anima è presente in ogni parte del corpo e rende la mente operativa, secondo il grado dell’intelletto di ognuno.
Tutta questa gente che non cura l’anima con la medicina divina insegnata da Gesù che si trova nel Vangelo, non può vivere veramente nella gioia spirituale perché questa la dona esclusivamente Dio.
Miliardi di uomini non si realizzano pienamente, nonostante la ricchezza o il benessere, rimangono sempre inappagati e per soffocare il grido interiore della coscienza, cercano nelle droghe, nell’alcool, nel sesso, nel potere, nella perversione ed altro ancora, l’illusione della felicità.
Per questo ho scritto che noi siamo benedetti e forse non ce ne rendiamo conto, molti non hanno compreso che restando nel recinto della Chiesa, ma solo se si segue la sana dottrina, abbiamo l’Onnipotente dalla nostra parte e tutto quello che chiediamo ce lo dona con premura.
“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto, perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto” (Mt 7,7-8).
“Tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete” (Mt 21,22).
Gesù è contento quando noi chiediamo cose buone, quindi per la vita fisica e spirituale, Egli desidera ascoltare le nostre richieste perché in questo modo Lo consideriamo Dio e gli permettiamo di concederci tutte quelle Grazie che ci necessitano.
Per esempio, nel recinto si possono incontrare cattolici che hanno perduto la Fede ed esteriormente manifestano una certa religiosità. Non si sa chi si incontra e solo il Signore può illuminarvi nell’intuire cosa vi succede e cosa succede nella Chiesa. Oggi è molto importante chiedere ripetutamente lo Spirito Santo.
“Vieni Spirito Santo. Vieni per la potente intercessione del Cuore Immacolato di Maria, tua Sposa amatissima”.
Ripetiamola molte volte nella giornata questa giaculatoria, permetterà alla Madonna di operare in voi e di pregare per voi.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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