RIFORMA SENATO OPPOSIZIONI IN RIVOLTA

ROMA – Al Senato c’è la discussione finale sulla riforma della Costituzione che prevede la fine del bicameralismo perfetto. Una discussione iniziata come da attese: con le opposizioni in rivolta che gridano al regime o, come nel caso di M5S, che fanno Aventino e abbandonano i lavori in Commissione. E il presidente del Senato Pietro Grasso chiede a Renzi di “non relegare le istituzioni in un museoâ€: “Coltivo la remota speranza che la politica chiamata a scelte fondamentali per il futuro del Paese possa far sua la capacità di fare del confronto leale e della comprensione reciproca la modalità principale della sua azione, piuttosto che far trapelare la prospettiva che si possa fare a meno delle Istituzioni relegandole in un museoâ€. Molto dipendeva dal presidente del Senato Pietro Grasso. Presidente che ha deciso di andare avanti con i lavori scatenando la protesta di Lega, M5s e Sel che puntavano a fermare tutto utilizzando la legge quadro sulle missioni internazionali. Renzi, davanti alle accuse di avere “troppa fretta†risponde con una battuta che lascia trapelare il suo fastidio: “A chi dice state facendo troppo veloci rispondo: non per cattiveria, ma questa riforma è attesa da 70 anni. La prima commissione fu fatta nell’83, io e Xavier (premier del Lussemburgo che Renzi aveva appena incontrato, ndr) andavamo alle elementariâ€. Intanto il ministro Maria Elena Boschi concede un’intervista al Corriere della Sera in cui ripete di avere fiducia e che il governo ha i numeri. Il voto di ieri 16 settembre sulle pregiudiziali di costituzionalità sembra darle ragione (70 voti di margine) ma la partita resta aperta. Ancora una volta ballano i voti della minoranza Pd. Pier Luigi Bersani continua a chiedere di lasciare “margini di manovra al Parlamentoâ€. Il governo e Renzi da questo orecchio non ci sentono. Anche perché cambiare significherebbe ricominciare su una riforma che è stata già votata due volte. Le opposizioni, intanto, gridano al regime. Lo fa Roberto Calderoli, per esempio. Per lui la riforma crea le condizioni per un possibile “ritorno del fascismoâ€. Tutto perché consente “ad un partito del 25% la possibilità di fare il Presidente della Repubblica, 10 giudici della Corte costituzionale, le authority e il Csm. C’è uno squilibrio che va corretto†e “se in un sistema la maggioranza si prende gli organi di garanzia, non è più un sistema, ma un regimeâ€. Strappo del M5S. “Confidiamo di trovare in Mattarella la sensibilità istituzionale e l’attenzione che è mancata nell’Aula del Senatoâ€, si legge sul profilo Facebook di Beppe Grillo. E poi la decisione dei grillini: “Il Movimento 5 Stelle abbandona a tempo indefinito la Commissione Affari Costituzionali del Senato, che di fatto è stata commissariata ed esautorata dal governo per la seconda volta in pochi mesi. Prima il blitz sulla legge elettorale, ieri quello sulla Costituzione. L’ultimo nostro atto è stato il deposito della pregiudiziale d’incostituzionalità sulla famigerata legge Boccadutri che regala decine di milioni di euro di rimborsi elettorali ai partiti senza i controlli previsti dalle norme vigenti. Pregiudiziale scandalosamente bocciata dai partitiâ€. – See more at: http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/senato-alla-discussione-aula-opposizioni-2276266/#sthash.vHW827KR.dpuf