VANGELO (Mt 10,34-11,1)
Lunedì 13 luglio 2015
XV settimana del Tempo Ordinario
+ VANGELO (Mt 10,34-11,1)
Sono venuto a portare non pace, ma spada.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non crediate che Io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà , e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà . Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità Io vi dico: non perderà la sua ricompensa». Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città . Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Sono parole che hanno lasciato confusi generazioni di cristiani, parole che apparentemente presentano una durezza come un macigno ma che invece non attentano alla pace e alla gioia di tutti. “Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di meâ€.
Chi decide di seguire Gesù con dedizione piena comprende che gli altri progetti devono essere abbandonati: padre, madre, fidanzato, fidanzata. La chiamata vocazionale che arriva da Dio viene prima di tutto, il resto passa in secondo ordine.
Le parole di Gesù non contengono alcuna contraddizione tra il 1° e il 4° Comandamento, segnalano, però, un ordine a cui attenersi.
Tutte le forze devono essere impiegate per amare Dio, e in Lui tutto diventa più semplice perché la Grazia irrobustisce la capacità dell’anima e le virtù si praticano con serenità . Nella vocazione che ognuno ha ricevuto deve impegnarsi e seguire la volontà di Dio.
Ci sono casi in cui i genitori impediscono al figlio o alla figlia di seguire l’ispirazione interiore di rispondere alla vocazione religiosa e questo impedimento è più un oltraggio fatto a Dio. Impedire significa opporsi non solamente al desiderio del giovane che vuole donarsi a Dio, soprattutto è un contrasto che viene fatto alla volontà di Dio.
Taluni genitori contrari alla vocazione del figlio, trovano maggiore consolazione nella morte del figlio che vederlo Sacerdote o Frate.
Oppure un giovane che avverte intimamente la vocazione, decide tristemente di ignorare Dio per non scontentare i genitori.
La gioia più grande per un genitore deve essere quella di vedere il figlio o la figlia realizzato nella volontà di Dio, che contempla anche il matrimonio e i figli. Ci sono più vocazioni, ognuno ne ha ricevuta una. Si oppone a Dio quel genitore che si sostituisce a Lui e vuole deviare il suo disegno, gettando così il figlio in una condizione opposta alla vera felicità .
Non si risolve nulla con una decisione a metà , con un cuore diviso. Può succedere in qualche caso che la decisione di seguire con dedizione totale il Signore non venga capita dai propri familiari: perché non la comprendono, perché hanno sognato progetti diversi, sia pure legittimi, o perché non vogliono far la loro parte di rinuncia in questa scelta generosa.
Ci sono tanti che hanno rimorsi nella vita dissipata: quelli che avevano la vocazione e l’hanno trascurata; quelli che non avevano la vocazione e per l’euforia infervorata di un momento hanno scelto di consacrarsi per poi vedere spegnere quel fervore e ritrovarsi incapaci di virtù e di grandi opere di apostolato.
I genitori buoni desiderano sempre il meglio per i loro figli.
Sono capaci dei più pesanti sacrifici per il loro benessere umano. E così pure per il loro bene soprannaturale. Fanno sacrifici perché crescano pieni di salute, perché migliorino negli studi, perché abbiano buoni amici, perché vivano secondo la Legge di Dio, conducano una vita onesta e cristiana.
1 Ave Maria per Padre Giulio
Sostieni l’apostolato per Gesù e Maria. Aiuta con donazioni la diffusione del Vangelo, la Parola di Vita che salva le anime e guarisce le malattie. Il nostro apostolato è vastissimo e non abbiamo fini di lucro, abbiamo bisogno di offerte per sostenere tutte le spese. Aiutaci a continuarlo secondo il Cuore di Gesù. Il nostro forte impegno vuole far conoscere Gesù ovunque e diffondere la vera devozione alla Madonna. Vogliamo diffondere e difendere la sana dottrina della Chiesa. Il vostro contributo economico è un segno di stima e di amore, manifestazione di vicinanza e di Fede. Diventa anche tu difensore dell’unica Chiesa fondata da Gesù. “Dai loro frutti li riconoscerete†(Mt 7,16).Â
http://www.gesuemaria.it/perche-sostenere-il-nostro-apostolato-con-una-donazione.html