Libertà di stampa
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Voglio parlare di una delle più grandi conquiste che l’uomo moderno ha raggiunto e costata numerose vite umane, parliamo della libertà di parola. La libertà di parola è considerata un concetto basilare nelle democrazie liberali. Trova  le sue origini in quella che possiamo tranquillamente considerare come la madre di tutte le democrazie , ossia in Grecia,   dove veniva chiamata col termine parresia (dovere morale di dire la verità ) , all’incirca verso il V secolo a.C  e si indicava la possibilità di esprimere in assemblee pubbliche , ossia presso le agorà , le opinioni e le idee che ciascuno formulava . Attraverso tale opera i governanti avevano in mano una capacità di misurare il termometro della popolazione, di recepirne le idee migliori, ovviare ai bisogni , evolvere culturalmente e socialmente la civis.
A distanza di molti secoli da allora questa capacità comunicativa ed evolutiva intrinseca alla peculiarità umana,  più che addivenire un pregio è stato considerato una pericolosa arma per sollevare e/o sobbillare popoli, innovare e cambiare erano considerati termini che non potevano trovare cittadinanza alcuna, mentre si candeggiava l’ignoranza. Le dittature odierne e poco recenti hanno tentato infine, seppur per un soffio,  di eliminare questo concetto mediante carcerazioni, omicidi, esili,  ammutolendo e zittendo chi vi si ribellava.
Oggi fortunatamente viviamo in un mondo ove la possibilità di esternare un concetto e formularne gli aspetti più , come dire, articolati o controversi sono e rimangono  una realtà bellissima. Certo non mancano tentativi di ridimensionare questa conquista.
In Italia la libertà di parola si concretizza nell’art. 21 della Costituzione e precisamente nella libera manifestazione del pensiero. Diciamo che pensare e poi esprimere il concetto elaborato  non sono altro che il normale procedimento di un percorso unico.  La libertà di concettualizzare trova il suo unico tallone d’ Achille , e giustamente aggiungerei, in quegli atteggiamenti che sono contrari a quei crismi che hanno governato le menti più infime, quindi odio razziale, infamia, violenza e altro… La libertà di poter dire ciò che si vuole trova questi paletti che sono indispensabili al suo naturale funzionamento, senza di essi si sfocerebbe proprio in quelle nefandezze per cui essa stessa vive e si è  combattuto.  Oggi  noi tutti abbiamo uno strumento incredibile, internet.
 I blog e i forum rappresentano luoghi di confronto, dialogo e crescita persino culturale. Esponiamo pareri che ramificano nei temi più disparati, siamo connessi e produciamo una quantità e una mole di conoscenza che mai si sarebbe immaginata.  Viviamo nel desiderio di apprendere sempre più. Se è vero quel vecchio savio che diceva che conoscenza è potere, possiamo tranquillamente spiegarci come taluni cerchino di avere una cognitio della realtà che li circonda sempre più ampia e dettagliata. L’intelligenza risiede nel rispetto delle idee altrui,   nella loro capacità di esprimerle anche non condividendone i contenuti…
Ci sono due aforismi che rendono bene l’idea di come censure operate con minacce, odio, violenze e altro risultino vane all’esser determinato nel decidere con la propria testa ciò che si vuol  asserire in piena libertà :
-       “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere.† Voltaire
-       “Amo la libertà della stampa più in considerazione dei mali che previene che per il bene che essa fa.† Charles-Alexis de Tocqueville
La  libertà di poter esternare un pensiero  sfocia quasi ogni volta da parte di  chi lo produce in un’attività che non sempre è narrativa o propositiva, ma di critica, che sia politica, calcistica, religiosa poco importa, importa il modo con cui si fa . Se essa si pone nei limiti di quei confini che la connotano come  elemento  irrinunciabile, seppur non condivisa, seppur male interpretata, seppur irrisa e considerata senza alcun fattivo scopo costruttivo,    merita sempre e comunque RISPETTO.
Verità del Popolo